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Mar, Dic

Tutto Triathlon

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Nel 1911 nasceva Giuseppe Olmo, detto "Gepin". Oggi, il nome della nuova "911 TT" di Olmo trae dichiaratamente origine da quell'ottima annata. E di brindisi, a tal riguardo, se ne faranno di sicuro. I primi calici alzati sono stati quelli per la rinnovata partnership tra il noto brand e Andrea Secchiero. Andrea Farmakakis di Olmo brinda con l'atleta delle Fiamme Oro ai prossimi successi condivisi. In dotazione al triathleta, che ha già collaborato per Olmo, oltre al modello da strada anche la nuova "911 TT", con un telaio che è il risultato di studi e calcoli alla ricerca di forme e profili quanto più aerodinamici e di geometrie ottimizzate per il Triathlon. Una bici in carbonio Aero con freni TRP con alloggiamento integrato nella forcella anteriore e nei foderi orizzontali del carro posteriore per la massima performance.
Perché il futuro s'intrecci con il passato, in una corsa contro il tempo.
Buon lavoro a Secchiero, dunque, sulla sua "911 TT". E che sia, nuovamente, un'ottima annata...

Video intervista dinamica di Silvana Lattanzio di Triathlete Magazine Italia ad Alex Zanardi, due ori e un argento a Rio ma anche Ironman a Kona.

Video intervista dinamica di Silvana Lattanzio della redazione di Triathlete Magazine Italia ad Alex Zanardi, due ori e un argento a Rio ma anche Ironman a Kona.

"Mi ha sorpreso apprendere che la parola samurai voglia dire: servire." (L'ultimo samurai)
"Al servizio" dello sport, con dignità e inimitabile identità artistica, delicato ma efficace: è Kazuto Takegami l'ultimo samurai del Triathlon italiano, con le sue opere artistiche da oggi in mostra a Milano, al Condor Bar. Giapponese di Hamamatsu-shi, Shizuoka, vive a Milano e "milita" - pacifico - nel Cus Pro Patria Milano Triathlon. Artista pittore classe '70, ha studiato presso la Musashino Art University di Tokyo, ha insegnato arte, si dedica alla pittura. Arrivato in Italia nel '98 attraverso la vincita di una borsa di studio presso l'Accademia di Brera di Milano, vanta esposizioni personali e collettive in Italia, Giappone e Paesi Bassi. La prossima, Déjà vu, che lui descrive - modesto - come una "piccola esposizione antologica dal recente passato", anticipa la prossima mostra personale con disegni, incisioni e dipinti, molti dei quali inediti e prodotti dal 1999 a oggi. "Frammenti di natura, distillati di anima e immagini introspettive", tra sentimento e poesia, in contrasto con quel rumore assordante che c'è là fuori. Itinerari onirici, forse, che evadono la realtà di tutti i giorni. Ma qualche volta la meta dell'utopia esiste: nel Triathlon la risposta. Per Takegami e per ognuno di noi. Appuntamento al Condor Bar di Corso di Porta Nuova 34 a Milano. Da oggi, sabato 26 novembre, dalle 17:30 alle 19:30, fino al 6 gennaio 2017.
Lun-ven 8:00-19:00, sab 8:00-15:30, altri orari su appuntamento.
Info 349-5056460. www.kazutotakegami.com

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

La società ASD Triathlon Faenza - Team Multisport nasce nel 2005, inizialmente come selezione della locale società di atletica leggera. La squadra si è evoluta nel corso di questi 11 anni, partendo dal primo nucleo di 30 iscritti, per arrivate agli attuali 80 tesserati, tutti attivi nella partecipazione di gare italiane e internazionali. Il massiccio incremento di nuove iscrizioni al triathlon si spiega con l’evoluzione della disciplina in tutta la regione e in Italia in generale, ma è anche il frutto dell’organizzazione della società; grazie, infatti, a un consiglio direttivo che si occupa del coordinamento e dell’organizzazione di tutte le attività, dalla gestione sportiva, tecnica, logistica al magazzino, dall’area fiscale ai rapporti con gli sponsor e le pubbliche amministrazioni, la società è oggi saldamente ancorata al territorio e vicina ai propri atleti. Alla gestione degli allenamenti e della preparazione agonistica dei tesserati, la società di Faenza accompagna l’organizzazione dell’importante manifestazione “3ATHLON di Faenza”, in collaborazione con l’Associazione “Tre per te”; si tratta di una gara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di agosto, alla quale partecipano oltre 600 iscritti, di cui circa 100 bimbi. Una vera e propria festa cittadina, il cui ricavato viene devoluto interamente per finanziare progetti di solidarietà e promozione sociale in ambito locale.

Ci siamo! Settembre 2016 Giochi Paralimpici di Rio, la 1ª edizione a includere nel programma ufficiale le competizioni di Paratriathlon. Alla pari di quella di Sydney per il triathlon, anche questa edizione è destinata a entrare nella storia. L’Italia sarà rappresentata da Michele Ferrarin, che si è assicurato la propria slot ai Mondiali di Chicago, e dagli atleti che si troveranno tra i primi nei ranking mondiali alla data del prossimo 30 giugno.

Qualità

La felicità di aver raggiunto un obiettivo così importante per la FiTri non viene oscurata dalla circostanza di prendere parte a un’edizione olimpica che si preannuncia sottotono rispetto a quelle viste nelle due precedenti edizioni, dove Pechino e poi Londra hanno ottenuto grandi risultati in termini qualitativi e di pubblico sia nelle competizioni olimpiche sia paralimpiche. I ritardi organizzativi ma soprattutto i grossi tagli di budget, dovuti a una profonda crisi che ha colpito il paese negli ultimi tempi, stanno incidendo profondamente sull’avvicinamento e sulla qualità finale dell’evento. A scontrarsi con questa realtà è soprattutto l’area tecnica della Itu che, sotto la guida di Thanos Nikopulos, delegato tecnico per l’evento, sta approntando dettagliati piani di emergenza per prevenire e gestire ogni problematica. A farle dimenticare è la location: Rio de Janeiro, nelle sue contraddizioni, è una città estremamente affascinante. Mentre il villaggio olimpico è stato costruito lontano dal centro, in una zona paludosa chiamata Barra, la avenue del paratriathlon è la splendida spiaggia di Copacabana, in pieno centro cittadino. La location incide fortemente sulle caratteristiche tecniche della gara.

Variabile

La variabile principale è rappresentata dal mare, che tanto potrà essere calmo, come lo scorso agosto nella gara preolimpica, tanto potrà avere onde alte fino a tre metri. Altra variabile è l’andamento delle maree, che incide fortemente sulla distanza tra le acque profonde e la zona cambio. Tale distanza assume rilevanza in quanto nell’ingresso e nell’uscita dal nuoto gli atleti sono assistiti da personale fornito dall’organizzazione e quindi, di fatto, senza possibilità di avere controllo sulla gara. Per ridurre al minimo la problematica di dover affrontare le onde allo start, si è optato per la partenza da acque profonde con un allineamento al margine di una chiatta posizionata nelle acque antistanti i muraglioni della fortezza che domina la baia. Per gli atleti saranno fondamentali le capacità direzionali e la capacità di nuotare in acque mosse e molto mosse. Un vantaggio sostanzioso preso in acqua, vista la natura della gara, potrebbe mettere una serie ipoteca sulla vittoria finale.

La bici

Il percorso ciclistico si snoda interamente sulla strada che costeggia la spiaggia, la Avenida Atlantica. Strada larga, hotel rinomati, chioschi di frutta e il passeggio di umanità che ha reso famosa Rio nel mondo: questo è ciò che circonderà gli atleti in gara. Il percorso è multilap e completamente pianeggiante, contraddistinto da lunghi rettilinei e curve a gomito. Essendo una gara a cronometro con divieto di fare scia, le doti di guida si evidenzieranno nel ritardare le staccate e nel perdere meno velocità possibile in curva. Sui rettilinei, invece, ci sarà da spingere forte, cercando di non andare però fuori giri. Ogni eccesso nella frazione ciclistica si farà sicuramente sentire nella corsa.

La frazione podistica

Anche la frazione podistica si svolgerà sulla Avenida Atlantica, con un percorso parallelo a quello podistico seppur più corto da ripetere due volte. Anche in questo caso, il percorso è molto veloce e dà la possibilità di poter controllare gli avversari anche a lunga distanza. Questa circostanza potrebbe essere sfruttata da chi proverà a rimontare da dietro. Anche questa frazione richiederà un gran cuore e la voglia di dare ogni goccio di energia per ottenere la vittoria. Per ogni lap vi sarà il passaggio in zona cambio, che verrà costruita su una pedana rialzata dal livello stradale, così come è avvenuto lo scorso anno.

Quando

Le gare saranno disputate nei giorni del 10 ed 11 settembre prossimi. A iniziare saranno gli uomini e a seguire, il giorno dopo, gareggeranno le donne. In concreto, si potrà assistere a quattro gare differenti una con partenza alle 10 ora locale, in cui parteciperanno due categorie diverse e una alle 11:20 ora locale. Al momento non è assicurata una diretta video internazionale a tutte le competizioni ma sarà possibile seguire gli eventi in streaming sul sito del Comitato Paralimpico. Mai come quest’anno la multidisciplina potrà godere di una visibilità elevata. I traguardi da raggiungere sono importanti e da seguire attentamente. Quello che conta è essere pronti a supportare e tifare i nostri portacolori. In bocca al lupo ai nostri atleti e forza Italia!

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Friedrichshafen – L'organizzazione di Eurobike 2018, ormai da tempo deliberatamente focalizzata su di un pubblico specializzato - come già anticipato a ottobre - comunica la data di apertura: 8 luglio 2018, per un'inedita Eurobike della durata di tre giorni, come da preferenza - dettata anche da costi più contenuti - della grande maggioranza dei clienti della fiera (espositori e operatori professionali). Non quattro, insomma, bensì tre: da domenica 8 luglio a martedì 10 luglio, e sarà riservata esclusivamente agli addetti al settore. Dal quartier generale di Friedrichschafen si supporta la posizione della tre giorni, dopo che già altri cambiamenti ne avevano squarciato l'orizzonte: la posticipazione della data dell'evento e l'esclusione del pubblico di consumatori erano state decise al termine dell'edizione 2016. Per incrementare la sinergia tra costruttori e operatori commerciali sono previsti dei format individuali sia prima che dopo la manifestazione: eventi di testing dei prodotti e spazi tranquilli, da adibire a un più efficace scambio diretto tra espositore e operatore professionale. Nel frattempo, Eurobike lancia l'edizione 2017, da mercoledì 30 agosto a sabato 2 settembre - giorno del Festival Day - passando per venerdì 1° settembre, con un Business Day. La strada per il tre, ormai, è stata spianata; chissà quella per il Tri... Impazienti di scoprire tutte le novità che più ci riguardano.

Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.eurobike-show.com, www.eurobikefestivalday.com oppure www.facebook.com/eurobike.tradeshow.

Innovazioni assolute o semplici restyling: ecco cosa c’è di nuovo sul mercato

Ogni anno le fiere di settore ospitano le aziende che lanciano sul mercato una quantità di prodotti da capogiro. Trentadue pagine come “guida” per gli acquisti da fare in vista della nuova stagione, con materiale di elettronica, scarpe, due ruote, integratori e molto altro. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Non solo al Pad. 7 - Stand F4, ancora per oggi Triathlete sarà itinerante per CosmoBike Show Verona alla scoperta delle migliori novità del settore.

Composto da un insieme di tre muscoli, piccolo, medio e grande gluteo – quest’ultimo è il più potente del corpo - nello sport riveste un ruolo importante per la prestazione

Originano nell’anca e si inseriscono nella parte prossimale del femore trocantere: i muscoli del gluteo estendono l’anca, anche con contemporanea abduzione (il medio), partecipando alla sua rotazione, all’adduzione (il grande) e alla flessione (piccolo e medio). In sinergia con i muscoli addominali, il grande gluteo stabilizza il bacino, diminuendo la lordosi lombare.

Come allenarlo, rispettandone la naturale funzione fisiologica
Utili gli elastici, soprattutto per un lavoro localizzato, ma comportano dei limiti intrinsechi: si può creare una tensione iniziale progressiva fino a un massimo in andata – quindi massima chiusura in flessione e massima apertura circolare in estensione – ma non riusciremo ad allenare la forza rapida. Se normalmente è la fase muscolare iniziale di ogni azione la più importante, la progressione nel lavoro degli elastici può risultare limitante ai fini dello sviluppo della forza veloce, ma essi possono implementare il lavoro con i pesi, alla ricerca di una forza massima e resistente. Sono efficaci per la riabilitazione neuro-muscolare post traumatica e per prevenire sindromi dolorose croniche legate alle ripetizioni delle azioni specifiche, come abduzione ed extrarotazione dell’omero oltre i 90°. Elastici di resistenza diversa o più elastici in parallelo possono simulare sforzi differenti e per quantificarne il carico – come per il massimale con i pesi – ci possiamo tarare sulla massime ripetizioni possibili. Che ovviamente saranno a esaurimento. Forza, quindi, e buon lavoro!


Photo Credit: Janos Schmidt/ITU

 

Archiviata la stagione 2016, come affrontare l’inverno

Non solo buoni propositi, ma programmazione con allenatore e compagni di team della nuova stagione. Nessuno che vuole mai “staccare la spina”, eppure è importante un attento check up della propria condizione fisica prima di ripartire. Ce ne parla Diamantini. Con Andrea Gabba affrontiamo l’esame del fenomeno Ironman ora e subito, la distanza Regina, la distanza che più affascina, senza passare per le tappe intermedie, fondamentali per la crescita psicofisica. Procediamo con la scia nel nuoto: Gozzi evidenzia come nel triathlon sia considerata quella della bici e non quella della prima frazione, che pure regala molti vantaggi. “Le salite? Uno degli allenamenti più importanti della preparazione invernale per i triatleti”. Queste le parole di Giorgio Rondelli, che ci fa scoprire distanze e momento giusto per inserirle. Nadia Cortassa ci dà il giusto consiglio per i giovani triatleti tra gli 8 e i 18 anni: non stoppare l’attività agonistica durante l’inverno, importanti sono gli stimoli che una gara sa dare. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Usura del tempo: che fare?

La fisioterapista Bianca Lenci risponde alla lettera del mese: non intimorirsi di fronte a una diagnosi di frattura da stress; gravità e i tempi di guarigione sono minori di quanto si possa pensare non avendo interruzioni complete dell’osso come sarebbe da frattura “normale”. Cause, trattamento e consigli. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

 

 

Microbiota sano, salute e prestazioni

Luca Speciani ci informa sulla stretta correlazione esistente tra un microbiota sano, la salute e le prestazioni. Ci sono alimenti che favoriscono lo sviluppo delle specie a noi più utili, dandoci così una flora microbica che ci terrà magri, senza infezioni e che detossificherà i nostri cibi, favorendo il nostro sistema immunitario. Perciò attenti a ciò che mangiamo. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Luca Speciani, medico e nutrizionista, ci spiega cosa c’è da sapere
Dalla corrispondenza dei nostri lettori, ecco sottoporci un quesito: ci può essere qualche controindicazione per chi è iperglicemico o resistente insulinico alla pratica agonistica? La risposta è sicuramente positiva. In sintesi: incominciando a fare sport con regolarità si costruisce la migliore e più efficace difesa contro la progressione del diabete, tardando sicuramente il suo insorgere rispetto ai non sportivi e sorprendentemente, una volta appalesato, addirittura farlo regredire e non presentarsi mai più nella vita.

C’è relazione? Speciani risponde
La coesistenza tra forti momenti di stress psichico e lavori organici di alto livello, magari non adeguatamente recuperati, può generare esaurimento delle capacità surrenali di produzione e secrezione del cortisolo, ormone fondamentale nella gestione della nostra vita di relazione. Gli atleti di endurance sono tra le vittime più frequenti di questo "esaurimento", che però può essere prevenuto e curato con efficienza. Leggete l’articolo per scoprire come.