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Ricerca della perfetta simbiosi della bici al ciclista e non il contrario, com’era una volta

Importante alleata della prima frazione, è dei neofiti del nuoto, soprattutto, che la muta da triathlon diventa subito la migliore amica

Usualmente compito del biomeccanico, posizionare correttamente le tacchette sulla suola delle scarpe da bici è un'operazione che è sempre meglio imparare a gestire anche da soli, scopriamo come

Qual è la migliore andatura per il running? Quale fa bene e quale fa male? A Luca De Ponti le risposte

Simone Diamantini consiglia di fare uno screening dei propri pregi e dei propri punti da migliorare in fase di allenamento; con Giorgio Rondelli analizziamo il recupero, che può essere sia attivo sia passivo per superare la fatica accumulata, ripristinare le capacità prestative, realizzare adattamenti muscolari che migliorano la performance

Giovedì 10 maggio 2018 presso l’Editoriale Sport Italia, Via Masaccio 12 a Milano, si terrà l’evento dal titolo “Migliora la prestazione, riduci il rischio di infortuni secondo la biomeccanica”, il workshop riservato ad atleti, allenatori e preparatori atletici.

Relatrice: Nathalie Biasolo, medico fisiologo dello sport e atleta, autrice del libro Training Mix.

Novità: non più una vista panoramica sui principali prodotti, ma step a puntate su alcuni di essi

Ecco i tre fattori chiave per incrementare la massa muscolare, un obiettivo di tutti i triatleti

Da questo numero Federico Procopio, triatleta di long distance, ci racconta la sua cucina

Tutto Triathlon

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Selle Italia ancora protagonista nella storia del ciclismo: confermata per tre anni la partnership con il Giro d’Italia

Una manager per triatleta: Michela Santini ci racconta come conciliare sport e vita normale

Polignano a Mare, la località più cool della Puglia, si prepara anche quest’anno ad ospitare una due giorni di triathlon. Il 19 e 20 maggio andrà in scena l’attesissimo spettacolo del “Cala Ponte Triweek”, alla sua quarta edizione, con un programma fitto di eventi e con la promessa di tanto divertimento e di sfide appassionanti in scenari unici. 

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

Ecco per maggio altre quattro nuove squadre di triathlon, in un’Italia che ne è sempre più ricca

Straordinaria storia raccontata nell’omonimo docu-film di Riccardo Barlaam, che tratta della storia di sette ragazzi straordinari che, con dedizione e determinazione, si sono qualificati e hanno ottenuto medaglie alle Paralimpiadi di nuoto a Rio 2016. And now? Waiting for Tokyo 2020.

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