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In occasione della Fiera Eurobike di Friedrichshafen, andata in scena dall'8 al 10 luglio scorso, Triathlete ha voluto come ogni anno documentare l'offerta dei migliori protagonisti del mondo delle due ruote

Ricerca della perfetta simbiosi della bici al ciclista e non il contrario, com’era una volta

Importante alleata della prima frazione, è dei neofiti del nuoto, soprattutto, che la muta da triathlon diventa subito la migliore amica

Sergio Tempera

Consigli

Praticare sport a qualsiasi età è la scelta migliore, soprattutto se la propria sportività si è sempre limitata alle domeniche allo stadio o davanti alla Tv

Sono ormai conosciuti i benefici della pratica sportiva in forma moderata, soprattutto se di tipo aerobico (corsa, ciclismo, cammino, nuoto ecc..) in quanto condizionano l’organismo in modo positivo. A giovarne sono soprattutto i meccanismi legati al trasporto e all’utilizzo dell’ossigeno, che vengono migliorati non soltanto durante la pratica ma permangono nel tempo anche in situazione di riposo. Dopo i 40 anni ci si rende conto che mantenere la “macchina” in perfetta efficienza può essere, oltre che una cosa auspicabile, anche difficile. Ecco che spesso si cerca di iniziare o riiniziare a praticare uno sport per mantenersi in forma. Sicuramente una disciplina adatta può essere correre, pedalare o nuotare. È inevitabile che queste tre discipline sportive rappresentino il modo migliore per riprendere o iniziare a fare sport inteso come salute, se poi li uniamo in un’unica disciplina, il triathlon, raggiungiamo l’ultima frontiera del fitness.

Purtroppo è accaduto, ti sei ritirato durante la gara. Quali possono essere stati i motivi?
Molteplici: dai problemi energetici, muscolari, tecnici, legati all’attrezzatura, psicologici a quelli motivazionali. In questo caso il mio intervento di mental coach SFERA si concentra, non tanto su quanto è accaduto durante, ma sul momento di pianificazione e partecipazione della prossima gara. Potresti essere in una fase di blocco, di smarrimento, una delusione che sta generando timore per il prossimo confronto.

Running e crescita, questo il titolo dell’articolo del dottor Luca De Ponti, che tratta della corsa definendola un gesto naturale dell’uomo e propedeutica a uno sviluppo armonico del corpo, di muscoli e ossa

Questo piatto prevede una giusta dose di carboidrati integrali, che rilasciando i loro nutrienti glucidici lentamente nel sangue evitano i picchi glicemici indesiderati, accompagnato da “insaporitori” del tutto sani, senza inutili aggiunte di sale. Le proteine che apporta questo piatto non sono poche, circa 20 g a persona.

Cosa assumere in gara

Gentile dr. Speciani, si sente spesso parlare della necessità di integrazione di zuccheri in gara, ma molto più raramente dell’integrazione salina. Eppure quando ti passano il solito bicchierino colorato di blu o di arancione al ristoro, l’addetto dice sempre “Ecco i sali!”. Cosa effettivamente serve a un triatleta in una prova lunga? Sodio, potassio, magnesio? Sono davvero utili? Perché?
Mauro - Bolzano

Raccomanda saggezza scientifica il dottor Luca Speciani nel suo articolo, che consiste nel non creare conflitto tra apparato digestivo e apparato muscolare per ottenere, così, una prestazione migliore; dunque, cosa bere e cosa mangiare nel corso di una gara

Tutto Triathlon

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Javier Gomez sarà a Kona per i campionati mondiali Ironman del prossimo 13 ottobre

Tanti i personaggi che abbiamo incontrato per voi questo mese, a cominciare da Mr Ironman Alessandro Degasperi, che ci ricorda la sua super brillante carriera da triatleta iniziata presto, dalle brevi distanze fino alla full distance 

Al via oggi, sabato 9 giugno, la due giorni di gare all'Ironman 70.3 Pescara, per la prima volta dedicata in toto agli Age Group

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

Ecco per maggio altre quattro nuove squadre di triathlon, in un’Italia che ne è sempre più ricca

Straordinaria storia raccontata nell’omonimo docu-film di Riccardo Barlaam, che tratta della storia di sette ragazzi straordinari che, con dedizione e determinazione, si sono qualificati e hanno ottenuto medaglie alle Paralimpiadi di nuoto a Rio 2016. And now? Waiting for Tokyo 2020.

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