Per chi inizia
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Gli studiosi del movimento fanno rientrare la corsa tra quella serie di movimenti, detti schemi motori di base, che tutti conoscono e hanno codificati nel proprio Dna.
Questo significa che anche chi voglia provare a cimentarsi in una multidisciplina senza aver mai corso qualche chilometro a piedi può iniziare senza alcun timore.

Ci sarà chi corre meglio e chi peggio, chi consuma più energia e chi meno, chi spinge più di polpaccio e chi più di coscia, ma alla fine tutti sono in grado di farlo. Quindi una bella esperienza, se si viene dal ciclismo del duathlon, se si viene dal nuoto dell’aquathlon in modo da non doversi cimentare in una disciplina davvero nuova, da affrontare con serenità. Si scelga una distanza non troppo impegnativa e si facciano i primi allenamenti di corsa anche alla buona, cercando solo di fare ogni volta di più e il primo traguardo è già superato.

 

Allenati dove sei meno forte!

Chi è abituato ad allenarsi in una sola disciplina, come la maggior parte degli sportivi, non si è mai dovuto chiedere a cosa dare la precedenza. Dovendosi allenare per due o tre sport, invece, la questione si pone.

La prima buona regola da seguire: dedicare maggior tempo ed energie alla disciplina in cui si riesce meno bene. Per un podista potrebbe essere maggiormente utile passare più tempo in piscina, per un ciclista velocizzare il suo passo di corsa, per un nuotatore far girare le gambe sulla bici.

Ecco di seguito una semplice indicazione su come orientare il proprio training.

  • Non serve una specialissima

Per gli amanti delle due ruote queste righe possono sembrare senza senso, ma a chi non possieda un gioiello meccanico di ultima generazione potrebbero aprire una speranza in vista di una prossima esperienza nel mondo delle multidiscipline.

Infatti, non è necessario una bici ipertecnologica, ma è sufficiente possederne una ben funzionante e con la quale ci si trovi e proprio agio. Con frazioni su strada sarebbe meglio non gareggiare su Mtb, così come, al contrario, se la gara fosse su terra sarebbe poco utile presentarsi con una bici da corsa, ma al di là di questa importante distinzione di cui tenere conto, non ci si deve fare troppi problemi.

Per cambiare attrezzo ci sarà tempo, quando la scelta di essere un multiatleta diventerà definitiva.

  • Gare e allenamenti: ci si veste uguali?

Non ci sono regole in proposito, ma certamente se si possiede solo il body della propria società sportiva forse non è il caso di indossarlo in tutti gli allenamenti. Se si deve solo correre è sufficiente l’abbigliamento da podismo, se si esce per pedalare ecco che ciò che conta sono i pantaloncini appositi, mentre quando si va in piscina serve un costume e poco altro.

In realtà, però, in qualche allenamento combinato, cioè di tutte e tre le discipline, potrebbe essere una buona cosa indossare l’abito da gara per vedere come ci si trova, dove dà più fastidio e come porre rimedio a ciò.

  • Mettere e togliere una muta

L’allenamento del triatleta è davvero un po’ complesso.
Prevede lavori duri in acqua, in bici e a piedi. Prevede di cambiare materiale da gara durante la stessa, e questo è spesso sottovalutato. Prevede di doversi addirittura cambiare d’abito tra una frazione e l’altra, eppure ci si continua ad allenare solo alla parte condizionale di nuoto, ciclismo e corsa.

Un neofita che stia attento ai particolari potrebbe invece fare bella figura se dedicasse un po’ di tempo a gesti che possono fare la differenza. Uno tra questi è l’abilità di togliersi la muta, dedicando qualche minuto tutte le volte che sia possibile – prima all’asciutto, poi con la muta bagnata, poi con la sabbia ai piedi o l’aria fredda che dà fastidio – si provi questo semplice gesto che potrebbe dare vantaggi davvero insperati.