Correre verso l’avventura: la partenza in acqua

Correre verso l’avventura: la partenza in acqua

23 Giugno, 2016

Nel triathlon la capacità di eseguire un’ottima partenza sia dalla spiaggia sia in acqua è un requisito estremamente utile per iniziare nel migliore dei modi la gara. 

Nel caso in cui è richiesta la partenza dalla riva, cioè sulla terra ferma, è molto importante che si abbia la possibilità di sistemarsi nella posizione migliore, per ottenere la traiettoria ideale di nuotata.
Nel momento in cui il giudice dà il via, è necessario correre alla massima velocità per raggiungere al più presto l’acqua; a questo punto si possono verificare due possibilità:
• l’acqua rimane per alcuni metri poco profonda, si ha quindi la possibilità di correre ancora per qualche istante, fino a quando il livello dell’acqua si attesti leggermente sopra le ginocchia, dopodiché è molto più redditizio iniziare a nuotare;
• l’acqua diventa immediatamente profonda (ipotesi abbastanza rara), in questo caso è fondamentale partire molto velocemente con lo stile libero. Può essere vantaggioso utilizzare per qualche metro la tecnica “delfinetto”, cioè spingersi con vigore con in piedi dal fondo del mare o del lago, per poi eseguire un tuffo in avanti. Questa tecnica, molto praticata da chi ha dimistichezza con il nuoto, può essere un valido aiuto per avanzare il più rapidamente possibile, attenuando la resistenza dell’acqua che si ha quando si cammina.

Prime fasi

Nelle prime fasi di gara, se si effettuano poche respirazioni si nuota decisamente più veloci, la cosa importante però è non abusare troppo di questa tecnica perché è estremamente dispendiosa. Sia nel caso di partenza sulla terra ferma sia in acqua, è fondamentale, se è possibile, osservare anche il comportamento degli avversari, si può perdere qualche secondo, ma il fattore più importante è evitare di cadere, rimanere intrappolati in un gruppo di nuotatori lenti, o ricevere scorrettezze di qualsiasi tipo. 

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