Il codice deontologico del buon nuotatore

Il codice deontologico del buon nuotatore

12 Aprile, 2016

TRA LE CORSIE DEL NUOTO LIBERO L’IMPORTANTE E’ SOPRAVVIVERE

Chi ha il tempo o semplicemente la possibilità di allenarsi con un gruppo di nuotatori master, con un coach a bordo vasca che diriga le danze, può ritenersi davvero fortunato e lasciarsi andare a qualche ghigno leggendo le seguenti righe. 
Chi invece gode di orari flessibili, ma non regolari, chi deve adeguarsi a esigenze familiari e lavorative piuttosto restrittive e custodisce nel portafoglio la tessera “a ingressi” per la piscina più vicina si ritroverà perfettamente nel racconto di queste righe.

Nel 70% dei casi in cui ci presentiamo a bordo vasca con lo zaino in spalla da una parte e il “pizzino” dell’allenamento nella mano opposta troviamo un’immagine delle corsie dedicate al nuoto libero che è molto simile a quella dell’autostrada A4 durante gli orari di punta. Sull’asfalto vige il codice de lla strada, scritto, depositato e teoricamente studiato a menadito da tutti i patentati, qui, tra le corsie, vige la regola del bon ton, del codice deontologico del buon nuotatore.

  1. Niente Omertà

Sembra strano, ma la comunicazione, verbale e non, è tutto anche in vasca. Sei un triatleta, hai in programma esercizi particolari, ripetute lunghe, andature sostenute: dichiarati. Molti ti riconosceranno al tuo arrivo, ma alcuni non capiranno perché hai le gambe depilate e nemmeno perché fai tutto ciò che c’è scritto sull’inseparabile tabellina e non sgarri di 1” i ritmi: spiega ciò che fai, cerca la complicità dei tuoi compagni di corsia. Spesso, sui blocchi di partenza di ogni corsia, c’è un cartello che indica l’andatura della stessa: anche se vi sentite velocissimi, entrate in quella dedicata alla poco identificabile “andatura media”, ne gioverete voi stessi e ne beneficeranno gli altri nuotatori. Importante: non entrate di nascosto in corsia, fatevi vedere da tutti i nuotatori già presenti, magari entrando con calma e attenzione e rimanendo fermi al bordo per fare in modo che tutti si accorgano della vostra presenza e vi tengano in considerazione da quel momento in poi. Così facendo, si eviteranno spiacevoli incidenti.

  1. Aiuto, le virate!

I triatleti spesso non eseguono la virata con capriola: molto male, ma di questo ne parleranno i tecnici. In ogni allenamento, sarà necessario affrontare un cambio di direzione almeno un centinaio di volte e il momento in cui ci si avvicina al muro che delimita la vasca è il più delicato: c’è sempre troppo traffico. Per chi è in sosta: vietato stare al centro della corsia, anche se la maniglia sotto il blocco di partenza risulta particolarmente comoda. Se qualcuno, inavvertitamente, vi urta facendo la virata sapete già i motivi: eravate nel posto sbagliato e avete torto marcio. Per chi sta nuotando: è fondamentale avere sotto controllo la situazione ed evitare repentini cambi di direzione che potrebbero trarre in inganno chi sta fermo e cerca di lasciarvi spazio. Si può anche rallentare, fallire di un secondo l’andatura prestabilita, ma evitare scontri dolorosi per il corpo e il morale. Ma come si effettua la virata? Quando si entra negli ultimi 5 m della vasca (la corsia cambia anche colore), ci si sposta da destra verso il centro, si effettua la capriola o semplicemente il cambio di direzione al centro o nella metà sinistra della corsia e ci si spinge dal muro verso il lato “di marcia”. In questo modo eviteremo di scontrarci con chi ci segue che, in caso di errato svolgimento di questa fase, è costretto a fermarsi per evitare lo scontro.

  1. Divieto di sosta

Per consentire ai compagni di corsia di nuotare senza intoppi è assolutamente vietato fermarsi contro il muro, impegnando tutta l’area di virata: meglio sostare a lato, cercando di occupare meno spazio possibile. Da che parte? Meglio a destra (tenendo come riferimento il senso di marcia dell’ultima vasca nuotata). In alcune piscine, c’è un lato dove si tocca e apparentemente è il lato giusto per le soste, ma non sempre è così. Fate caso a dove sono posizionati i blocchi di partenza, dove sostano i coach: quello è il lato corretto per iniziare gli esercizi, per fermarsi, per entrare e uscire dalla vasca.

  1. Senso di marcia

Argomento che appare superfluo, ma non sempre è così: di solito si procede mantenendo la destra, come per strada. Non si deve nemmeno procedere in corrispondenza della striscia blu sul fondo della vasca… avete idea di che cosa potrebbe succedere se in auto viaggiassimo a cavallo della striscia bianca di mezzeria?

  1. Armi di distruzione di massa

Non c’entrano i batteri, nemmeno le testate nucleari: stiamo parlando di pinne e palette, in tutti i formati conosciuti. Alcune piscine ne vietano l’utilizzo, noi siamo per l’uso consapevole: quando c’è traffico in corsia, i contatti sono frequenti e, se si utilizzano questi attrezzi, si rischia di provocare piccoli infortuni. Quindi, perché non sfruttarli al meglio per controllare ancora di più la nuotata, utilizzandoli quando si è più concentrati sulla tecnica che sull’andatura? I compagni di corsia ringraziano.

  1. Fatta la legge, trovato l’inganno

Avete un programma di ripetute lunghe, ritmi standard e di migliaia di noiosi metri (che ogni tanto sono necessari) e c’è troppo traffico in vasca? Poco male, è il giorno giusto per stravolgere i programmi e dedicarsi alla cura della tecnica, della coordinazione, della rapidità, oppure effettuare qualche cambio di ritmo, allenare le gambe, nuotare ad andature mai provate prima su distanze molto corte (25 m), tutti esercizi che si possono svolgere anche con 10 persone in corsia. Certo, il traffico in vasca vi ha negato la gioia di un divertentissimo allenamento con un lavoro centrale da 25×100 (riposo 10”) oppure una di quelle infinite scalette (o piramidi), ma il vostro coach troverà modo e tempo di farvelo recuperare con gli interessi, dopo essersi complimentato con voi per la seduta alternativa che avete messo in piedi in pochi secondi.

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