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Nell’ambito della preparazione invernale di uno specialista di triathlon, non c’è dubbio che la disciplina del cross sia un ottimo banco di prova per testare i diversi aspetti relativi alla crescita fisiologica, tecnica, muscolare e agonistica dell’atleta. Proviamo ad analizzarli uno alla volta con Giorgio Rondelli

Resistenza e potenza aerobica

Il primo obiettivo concreto per un triatleta nell’affrontare una gara di cross è quello di verificare di quanto siano cresciuti (se sono cresciuti) i suoi valori fisiologici di resistenza e di potenza aerobica nell’ambito della preparazione invernale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tramite una serie di allenamenti specifici, deve verificare se siano migliorate o meno le sue velocità nell’ambito dei tre lavori principali: il fondo lento, il fondo medio e il fondo veloce. Se l’auspicabile crescita c’è stata, di conseguenza saranno migliorate anche le velocità al chilometro espresse nel corso delle gare di cross e i relativi piazzamenti finali.

Forza specifica

Oltre che a livello organico, il cross, con i suoi percorsi ricchi di salite, discese, fango, buche, erba alta e terreno irregolare, diventa anche un ottimo banco di prova per controllare i nuovi livelli di efficienza muscolare raggiunti con le sedute invernali dedicate al potenziamento a carico naturale, con pesi leggeri, oltre ai classici circuit-training classici o ai più moderni circuit-training forza-resistenza, sino ai vari altri lavori specifici in salita. Senza dimenticare il potenziamento muscolare indotto dalle uscite in bici.

Sensibilità propriocettiva

Figlia diretta di questo miglioramento muscolare diventa poi il miglioramento della sensibilità proprioccettiva. Con i suoi percorsi molto mossi, dove gli appoggi al suolo non sono mai monotematici come in una corsa in pista o su strada, il cross sollecita molto di più il lavoro di tendini, muscoli, ossa e articolazioni per stabilizzare l’azione di corsa. Un metodo diretto per far esprimere tutte le potenzialità agli arti inferiori.

Meccanica di corsa

Una maggiore stabilità nell’azione di corsa con il supporto di un tono muscolare ottimale diventano poi elementi importanti per quello che riguarda il miglioramento della meccanica di corsa, la quale sarà un elemento determinante nell’ultima frazione delle gare di triathlon. Soprattutto per quello che riguarda l’uso ottimale dell’ampiezza e delle frequenza del passo, che possono essere armi determinanti nelle varie fasi di corsa. Un po’ come saper sempre scegliere il rapporto migliore nei vari tratti della frazione di bici. Un’arma spesso decisiva per fare la differenza.

Capacità agonistica

Il cross è anche una grande palestra all’aperto per migliorare la capacità agonistica di ogni atleta. Perché nel cross non si corre contro il cronometro, come in pista o nelle gare su strada delle mezze maratona o maratone, qui si lotta spalla a spalla con gli avversari per avere, alla fine, la migliore classifica possibile. Arrivare secondi a pochi metri dall’avversario o concludere la gara molto lontani dal vincitore non incide di certo sull’ordine d’arrivo. Ecco perché quello che vale soprattutto sono i duelli individuali. Oltre alla lotta serrata contro gli avversari, il cross è molto più impegnativo di altre discipline della corsa perché abitua a lottare anche con se stessi in quanto si svolge molto spesso in condizioni ambientali e climatiche parecchio difficili. Proprio quello che ci vuole per un triatleta per crescere sotto tutti i punti di vista: organico, tecnico, muscolare e agonistico. Durante l’inverno, quindi, le gare di cross sono assolutamente utili come diversivo agonistico nell’ambito del piano di preparazione, così come qualche uscita-test nella corsa su strada su distanze più lunghe rispetto a quelle dei cross che di solito sono comprese tra i 4 e i 10 km. 

Foto: ITU.