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Si tratta di un elemento che non va improvvisato: bisogna effettuare test poco invasivi per quantificare il reale valore della velocità di gara e inserire delle variazioni di ritmo che ci permettano di sostenere l’intensità della prova continuativamente fra le tre discipline

Una delle frasi più frequenti che si sente pronunciare dagli atleti nei giorni che precedono l’evento agonistico è: «Non mi sento pronto». Una delle ragioni che spesso vengono sviscerate è il fatto che non sia stato provato il ritmo gara durante gli allenamenti precedenti: un errore decisivo, al quale è fondamentale porre rimedio. Scrive Alberto Duilio Schivardi sul nuovo Triathlete in edicola che l’alta intensità nel triathlon va prima di tutto conosciuta e, dunque, provata, ricordandoci che non pratichiamo tre sport, bensì uno solo, composto da tre discipline oltre alle transizioni, che vanno ugualmente allenate.

Meno 8 settimane

Immaginiamo che manchino 8 settimane alla gara prescelta: a questo punto dobbiamo inserire delle variazioni di ritmo che ci permettano di sostenere quello che sarà il “ritmo gara”. Nelle successive quattro settimane sarebbe opportuno inserire nel weekend due allenamenti che incomincino a innalzare l’intensità da sostenere. Il sabato, durante la sessione di ciclismo, è suggeribile dedicarsi a delle variazioni a intensità ritmo gara per una distanza proporzionata a quella della prova agonistica. La domenica è utile inserire delle variazioni durante la seduta di corsa, sostenute al ritmo che si desidererà mantenere durante la gara, alternate da un recupero attivo a un ritmo di endurance. Sul nuovo Triathlete in edicola trovate degli esempi per queste quattro settimane nella programmazione di una gara sulla distanza olimpica.

Meno 4 settimane

Nelle successive quattro settimane, ovvero le quattro precedenti alla gara, è opportuno inserire degli allenamenti combinati di due discipline consecutive, ma anche sessioni di multicombinati di tutte e tre le discipline nella sequenza logica di gara, con l’obiettivo di abituarsi a sostenere l’intensità della prova continuativamente fra i tre segmenti. Per evitare un carico eccessivo è opportuno lavorare in percentuali inferiori rispetto a quella di gara e, possibilmente, per distanze brevi ripetute. Vi rimandiamo al nuovo numero delle rivista per degli esempi per le ultime quattro settimane della programmazione di una gara sulla distanza olimpica.

Cambiare marcia nel cambio  

Aspetto fondamentale è quello dell’organizzazione degli allenamenti, durante i quali il cambio di disciplina non deve mai essere preso sottogamba, bensì deve richiamare la situazione reale e la velocità di esecuzione di gara. Sul nuovo Triathlete i consigli di Schivardi per ricreare quanto più fedelmente una zona cambio, con l’intento di familiarizzare con le gestualità richieste. In questo modo, durante le ultime 8 settimane prima della prova agonistica avrete abituato il vostro corpo a sostenere il ritmo gara più volte, facendolo in maniera graduale e progressiva.

Foto: Itu.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Tre volte ritmo gara: conoscerlo, replicarlo, sostenerlo”, di Alberto Duilio Schivardi, pubblicato su Triathlete n. 271, giugno 2021 (in edicola a inizio giugno), alle pagine 60-61.

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