TriFitness: la Dea Palla

TriFitness: la Dea Palla

13 Maggio, 2016

Chi pratica o abbia da poco deciso di avvicinarsi al mondo delle multidiscipline deve certamente, anche senza essere un amante della natura in senso stretto, apprezzare la vita all’aria aperta. E questo può essere un problema. Perché nuoto, ciclismo e corsa a parte, spesso gli altri allenamenti a cui è bene sottoporsi per raggiungere quel minimo grado di forma necessario ad affrontare le prime gare di stagione prevedono sedute in palestra o, comunque, in un luogo chiuso.
Come fare, quindi, per superare questo ostacolo? Un aiuto viene certamente dalla “dea” palla, che è in grado di stregare chiunque ne venga a contatto. Anche se non di pallone o palla tradizionale si parlerà in queste righe, bensì della palla detta “medica” o “medicinale”, quella che può pesare dai 1.000 ai 6.000 g per intendersi.

NON SOLO FORZA

Tre almeno le motivazioni che dovrebbero spingere i neofiti all’uso di una palla medicinale: – come detto, si tratta di un oggetto sferico che può compensare lo sconforto di lavorare al chiuso – i lavori di forza che la palla rende possibili riguardano soprattutto la parte superiore del corpo, anche se il tronco è inevitabilmente messo in gioco e gli arti inferiori si possono stimolare con esercitazioni specifiche, che è quella solitamente più debole e che quindi è bene rinforzare – palla è sinonimo di coordinazione perché spazio, velocità, peso, tatto e traiettorie obbligano chi la utilizza a continui adattamenti che chi viene da sport ciclici come la corsa, il nuoto e il ciclismo, nei quali manca anche il contatto con l’avversario, non deve fare e quindi non fa parte del proprio bagaglio motorio. Per il triatleta, il miglioramento coordinativo può significare risparmio energetico e superamento o meno del traguardo.

A OGNUNO LA SUA

Come altri piccoli attrezzi di cui si è già parlato in queste pagine anche la medicine ball ha il privilegio di poter essere adattabile alle diverse esigenze; essendo presente sul mercato in formati da 1 kg sino a 5 o 6 kg, consente a tutti, uomini e donne, giovani e meno giovani, un utilizzo adeguato alle proprie possibilità. Si possono prevedere esercitazioni in coppia o da soli, esercizi di lancio o di rotolamento, di sollevamento o di traslocazione, anche se ciò che conta davvero, poiché ci sono dei sovraccarichi, per quanto leggeri li si posso scegliere, è farne un uso corretto, rispettando alcune posizioni in grado di salvaguardare alcune regioni più delicate o più sensibili del nostro organismo per far sì che ciò che deve servire a migliorare le proprie performance non si riveli controindicato per semplice negligenza.

INDICAZIONI PRATICHE

Esercizi da svolgere da soli sino a quando si sente fatica:
• in piedi con la palla in mano e le braccia tese – palla leggera – o flesse – palla pesante – all’altezza del petto: torsioni alternate a destra e a sinistra
• in ginocchio con la palla in mano: flessoestensione dell’avambraccio sul braccio verso alto
• seduti con le gambe incrociate e la palla in mano: flesso-estensioni dell’avambraccio sul braccio verso avanti
• supini con la palla in mano, le ginocchia piegate e le braccia distese verso il soffitto: far descrivere alla palla dei cerchietti senza piegare i gomiti alternando il senso orario a quello antiorario esercizi da svolgere in coppia sino a quando si sente fatica:
• in piedi, lanciarsi la palla alternando le due mani singole senza essere troppo lontani e prevedendo il rimbalzo a terra
• in ginocchio, passarsi la palla da dietro il capo, come la rimessa laterale nel calcio, prevedendo il rimbalzo a terra
• seduti con le gambe incrociate, non troppo distanti uno dall’altro lanciarsi la palla due mani dal petto, come nella pallacanestro
• supini, con la palla in mano e le ginocchia piegate: addominali classici passandosi la palla.

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