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Per la sezione “Tutela a due ruote”, un nuovo approfondimento a cura dell’avvocato Federico Balconi di Zerosbatti: un aiuto al triatleta alla prese con problemi legali legati a incidenti causati da negligenza nella manutenzione delle strade

Tombini, radici, buche e altre insidie: utilizzando la bici si può incappare in qualche incidente causato da negligenza nella manutenzione delle strade. Cosa fare se la sfortuna ci colpisce, basandoci su una sentenza della Cassazione. L’approfondimento completo sul numero di aprile in edicola.

Una decisione fondamentale

Balconi parte da una sentenza che segna un importante cambiamento a favore della tutela del cittadino. In sintesi, la Corte di Cassazione stabilisce questo: “Il comportamento dell’utente della strada, anche se imprudente, purché non sia abnorme, non interrompe l’obbligo di risarcimento, poiché prevedibile ed evitabile dal custode”. Quest’ultima figura identifica il soggetto obbligato alla manutenzione, ovvero il comune o l’ente. Da evidenziare che anche la distrazione viene considerata un comportamento prevedibile e non solleverebbe il comune dalla sua colpa. Nel caso in questione, la Corte d’Appello di Napoli aveva assolto il comune dopo la condanna in primo grado del tribunale: ci si doveva aspettare comportamenti più prudenti da parte della vittima e, pertanto, mancavano gli estremi per una condanna.

Non è colpa tua

La Corte di Cassazione ha smentito la posizione di quella d’Appello, stabilendo che l’imprudenza della vittima non interrompe il nesso di causalità tra la condotta omissiva dell'ente proprietario della strada e l'evento dannoso. Dei tre motivi di accoglimento merita di essere riproposto il seguente: "L'ente proprietario della strada supera la presunzione di colpa solo quando la situazione che provoca il danno si verifica non come la conseguenza di negligenza nella sorveglianza della strada, ma in maniera improvvisa e per colpa esclusiva dello stesso danneggiato".

Il testo che ci interessa

Pronunce precedenti avevano già anticipato il principio, poi attuato come abbiamo visto. Lo vediamo nelle seguenti: Cass., 3, n. 25837 del 31/10/2017; Cass., 6-3, n. 27724 del 30/10/2018; Cass., 6-3 n. 9997 del 28/5/2020. Per maggiori dettagli e il passaggio della sentenza che ci interessa vi rimandiamo a Triathlete di aprile.

Incidenti per cattiva manutenzione: che fare?

In questi casi è bene seguire alcuni passaggi: sul nuovo numero in edicola troverete i migliori consigli in merito con gli step da osservare prima di inoltrare la richiesta dei danni al comune competente del tratto di strada.

Foto: 123RF.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Cadere per una buca, parola alla Corte”, di Federico Balconi, pubblicato su Triathlete n. 269, aprile 2021 (in edicola a inizio aprile), alle pagine 32-33.

Scopri di più sul numero di aprile 2021: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.