Quando calore fa rima con malore

Quando calore fa rima con malore

04 Luglio, 2021

Sul numero di luglio-agosto parliamo di ipertermia: un’emergenza medica, frequente nelle gare di triathlon. Con Sergio Migliorini impariamo innanzitutto a prevenirla e, in caso, a riconoscerla in tempo per gestirla al meglio

In caso di clima caldo e umido, ogni triatleta deve raggiungere un’efficiente termoregolazione che consenta di svolgere allenamenti e gare in sicurezza, mantenendo un’adeguata performance. Sul nuovo Triathlete in edicola Sergio Migliorini sottolinea che quando pratichiamo attività fisica produciamo una grande quantità di calore: se non intervenissero i meccanismi di termoregolazione, la temperatura corporea aumenterebbe sino a raggiungere livelli che non si conciliano con lo sforzo, addirittura pericolosi per la vita.

Come si disperde il calore

L’evaporazione rappresenta la primaria via di termodispersione quando la temperatura esterna è superiore ai 18 °C e l’ambiente non è saturo di vapore acqueo. Nel triathlon perdiamo calore anche per conduzione in acqua e per convezione nel ciclismo, ma il meccanismo principale di termoregolazione è sempre la sudorazione/evaporazione, che è direttamente proporzionale al peso corporeo e porta all’eliminazione di acqua e sali (sodio e magnesio). Migliorini dà quindi indicazioni per un’acclimatazione quanto più efficace.

Esaurimento e colpo di calore

Sono eventi estremamente gravi in una competizione. Se già una perdita di 1,5 l di liquidi, pari al 2% del peso corporeo di un atleta di 70 kg, riduce la prestazione, una perdita pari al 5% del peso corporeo causa una forte disidratazione con aumento della temperatura corporea, esaurimento o colpo di calore (blocco della sudorazione, collasso, confusione, perdita di coscienza). Sul numero di luglio-agosto Migliorini esamina le due evenienze, approfondendone le differenze.

Quando bere

La comparsa della sete va anticipata, perché è un segnale tardivo di disidratazione. Quanto e quando bere? Per tutti i consigli di Migliorini vi rimandiamo al nuovo Triathlete in edicola.

Cosa bere

La bevanda ideale è un reintegratore idrosalino, da assumere circa ogni 20’. Migliorini spiega dunque a quali tipologie di prodotti affidarsi, ma anche cosa, invece, non assumere mai in questi casi e cosa, d’altro canto, ci si potrebbe concedere come piccoli sfizi.

Dica 39

Nelle gare di triathlon si deve allestire un’area medica che rispetti le indicazioni di World Triathlon riguardo alla disponibilità di medicinali, terapie endovenose, termometro rettale, ghiaccio, bevande ghiacciate, vasche con acqua ghiacciata, ventilatori e aria condizionata. Migliorini descrive tutti gli accorgimenti da prendere se siete organizzatori, requisiti per la sicurezza di cui potrete verificare la presenza se siete atleti.

Beat the heat

La guida Beat the Heat di World Triathlon è un’esauriente trattazione delle problematiche connesse alla pratica della triplice in ambiente caldo-umido. La potete trovare sul sito www.triathlon.org. Preparata per i Giochi di Tokyo, dà tutte le informazioni relative alle diverse strategie di acclimatazione e di pre-cooling oltre che agli accorgimenti introdotti per mitigare gli effetti del clima caldo umido che caratterizza l’estate a Tokyo e che condizionerà lo svolgimento e l’esito di tutte le gare di endurance.

Foto: Itu.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Quando calore fa rima con malore”, di Sergio Migliorini, pubblicato su Triathlete n. 272, luglio-agosto 2021 (in edicola a inizio luglio), alle pagine 80-81.

Scopri di più sul numero di luglio-agosto 2021: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

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