La giusta benzina

La giusta benzina

01 Settembre, 2012

L’esercizio fisico intenso (gara di triathlon) e prolungato è sostenuto, a differenza di quello massimale e rapido degli scattisti, dall’energia derivante dall’ossidazione dei glucidi e degli acidi grassi. Impegnate in questo tipo di esercizio sono le fibre rosse (tipo I del muscolo scheletrico e miocardiache) ricche di mitocondri e molto bene irrorate e ossigenate. Il glucosio utilizzato nell’esercizio prolungato proviene soprattutto dal sangue, riversatovi dal fegato. È quindi il glicogeno epatico il principale serbatoio dei glucidi utilizzati dal muscolo scheletrico e cardiaco negli esercizi prolungati, non solo come fonte di energia, ma anche per assicurare la concomitante ossidazione degli acidi grassi. Per soddisfare le accresciute richieste energetiche determinate dall’esercizio fisico i muscoli devono avere una maggi. Bisogna quindi implementare il processo di demolizione del glicogeno che porta alla formazione di glucosio per rendere disponibile il glucosio, che viene liberato dal fegato, entra nel sangue per circolare in tutto l’organismo e giunge ai tessuti in attività. Il livello plasmatico di glucosio può essere aumentato anche grazie alla sintesi di glucosio da materiale non glucidico come acido lattico aminoacidi
e glicerolo.

 

  • Glucosio nel plasma
    Il pancreas è situato dietro e leggermente al di sotto dello stomaco. I suoi due principali ormoni sono l’insulina e il glucagone, che sono i maggiori regolatori del livello di glucosio nel plasma. Appena s’innalza il livello di glucosio ematico (iperglicemia), per esempio dopo un pasto, il pancreas riceve segnali per rilasciare insulina nel sangue. Gli effetti dell’insulina sono anche: facilitare il trasporto del glucosio alle cellule, in particolare a quelle del tessuto muscolare e del tessuto connettivo; promuovere la trasformazione di glucosio in glicogeno, questa avviene nel fegato e inibire la sintesi di glucosio da materiale non glucidico.

 

  • Principale funzione dell’insulina
    È quella di ridurre la quantità di glucosio in circolo nel sangue; ma essa agisce anche sul metabolismo delle proteine e dei grassi, promuovendo la captazione cellulare di aminoacidi e aumentando la sintesi delle proteine e dei grassi. Il pancreas secerne anche glucagone, quando la concentrazione del glucosio nel plasma scende al di sotto dei valori normali (ipoglicemia); generalmente produce effetti opposti a quelli dell’insulina. Il glucagone promuove la trasformazione del glicogeno in glucosio nel fegato e incrementa la sintesi di glucosio da materiale non glucidico. Entrambi i processi tendono a innalzare il livello di glucosio ematico. La concentrazione plasmatica di glucosio durante l’esercizio fisico dipende dall’equilibrio tra il consumo di glucosionei muscoli e il rilascio di glucosio nel fegato. A riposo il rilascio di glucosio dal fegato è favorito dal glucagone, che promuove la scomposizione del glicogeno epatico e la formazione di glucosio dagli aminoacidi. La secrezione di glucagone aumenta durante l’esercizio. L’attività muscolare innalza anche il tasso di catecolamine da parte della midolla surrenale e gli effetti di questi ormoni (adrenalina e noradrenalina) si aggiungono a quelli del glucagone, per determinare un ulteriore aumento di produzione di glucosio. Anche il livello di cortisolo aumenta durante l’esercizio, questo ormone incrementa il catabolismo delle proteine, liberando aminoacidi che verranno usati nel fegato per la sintesi di glucosio da materiale non glucidico. L’ormone della crescita incrementa la mobilizzazione degli acidi grassi liberi e riduce il consumo cellulare di glucosio, meno glucosio viene utilizzato dalle cellule e di conseguenza ne rimane una quantità maggiore nel torrente sanguigno.

tabella

 

 

 

 

 

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