Sfera: quando la testa fa la differenza

30 Dicembre, 2021

Bisogna avere “testa”, è questa che fa la differenza, nella vita come nello sport.

Sabrina Schillaci si racconta a cuore e mente aperta su Triathlete in quella che è stata la sua prova del nove. Dopo essere riuscita a metabolizzare il drastico cambiamento di vita, a seguito della disabilità improvvisa di suo marito, Sabrina si è imposta di affrontare una vera sfida, un Ironman. “Rispetto ad altre discipline il triathlon, l’endurance e le long distance rispecchiano maggiormente la complessità del vivere quotidiano – racconta Sabrina – Per tagliare il traguardo di un Ironman ci si allena mesi interi, tra ostacoli e limiti da scavalcare, senza però alcuna garanzia di riuscita. Il giorno della gara potrebbe essere pieno di imprevisti, come il meteo avverso o la classica giornata “no”. Ancor peggio se la concentrazione a disposizione scarseggia”.

Ancora prima di proseguire nelle sue tabelle di allenamento piene di impegni e sacrifici era chiara una cosa, la sua testa doveva tornare su pensieri positivi e abbandonare la rabbia che stava facendo diventare la sua mente la sua peggior nemica. Dopo diverse letture si è imbattuta in “Sfera”, un modello mentale per ottenere una prestazione eccellente fondata su un corretto stato mentale e soprattutto su un’approfondita conoscenza di sé stessi. Sincronia, punti di forza, energia, ritmo e attivazione. Sono questi i cinque pilastri del modello sfera, una cupola invisibile che permette di vivere al meglio le esperienze con il giusto atteggiamento, dandoci gli strumenti per essere prepararti davanti alle sfide.

Un modello che può aiutare a raggiungere quella che lo psicologo Giuseppe Vercelli definisce la mentalità da campione, quella in grado di trasformare gli ostacoli in opportunità e capace di attivarsi completamente durante la prestazione. Pronto a trovare la tua sfera?