Crederci sempre

Crederci sempre

01 Maggio, 2012

“L’età è ciò che tu pensi sia. Tu sei tanto vecchio quanto pensi di esserlo”
Muhammad Ali

Quando iniziamo a praticare il triathlon, indipendentemente dagli obiettivi che perseguiremo, ogni momento di verifica dei  nostri sforzi e progressi prima ancora che sul campo si costruirà nella nostra mente. Ci sono persone e atleti che  sembrano passare da un successo all’altro e invece altri inabili nell’esprimere le proprie potenzialità. Proviamo a chiederci cosa fa di un atleta un vincente piuttosto che un perdente. La prima risposta a questa domanda è da ricercarsi nelle sue convinzioni: ciò che crede ottiene! Nel caso del successo,l’atleta si è costruito nel tempo una serie di credenze e  convinzioni potenzianti, nel caso contrario ha lavorato per costruire condizionamenti negativi che hanno creato in lui un  senso di sfiducia, limitando la qualità delle sue azioni. Dunque, il risultato di quello che facciamo è il riflesso incondizionato di ciò che pensiamo sia vero per noi. In entrambi i casi, il processo si è sviluppato nel passato e tutti ne sono stati artefici: i  genitori, gli amici, la scuola, il lavoro; tutti hanno contribuito a farci credere quello che noi vogliamo sentirci dire e, di  conseguenza, che pensiamo di essere. Osservando i risultati ottenuti in passato si pronostica il proprio futuro.

  • Pensieri positivi
    Così il solito “sportivo” ci dirà che non ce la puoi fare a uscire dall’acqua in quel dato tempo, oppure che non  correrai mai come quel tuo compagno di team. Se crederemo di non farcela, il nostro impegno sarà enormemente  limitato. Ciò che ci aspettiamo influenza le nostre azioni, il “diavoletto” dice che non vale la pena continuare, che è  meglio ritirarsi, mentre “l’angioletto” dice che non è vero, ce la si può fare e anche se si è distrutto c’è un modo per  ribaltare quella situazione, bisogna solo cercare nuovi comportamenti, nuovi approcci, crederci davvero. Un’altra  considerazione che possiamo fare riguarda la realtà delle cose: la stessa situazione può essere interpretata in  maniera assolutamente soggettiva e quindi ecco perché poco conta la realtà oggettiva dei fatti. Noi costruiamo  quello che vogliamo accada.
  • Questioni di precedenze
    Cominciamo a mettere in discussione quelle che sono le credenze depotenzianti (in bici: cado sempre in discesa,  quando piove) e, invece, vivere di più l’emozione positiva che desideriamo (mi diverto, sono attento e preparato,  sono calmo e concentrato in questa situazione); cerchiamo di aggiungere contenuti, informazioni, cerchiamo di  vederci nel nuovo cambiamento con intensità emotiva. Sfida ciò che ci dà fastidio, mettiamo volutamente in  discussione il momento e da chi perviene. Quali sono stati le conseguenze e perché vogliamo continuare a  mantenere vive questi tipi di disagio? Come le credenze depotenzianti sono arrivate, così possono essere  abbandonate, ma solo con la propria motivazione. Andiamo in un altro contesto che deve far riflettere. La medicina  ha parlato per la prima volta di effetto placebo già nell’Ottocento: possiamo trarre beneficio da un medicinale perché siamo convinti che possa farci del bene, anche se esso non produce nessun apprezzabile miglioramento  fisico sulla nostra salute. Ma torniamo allo sport, come coach uso molto la storia di Roger Bannister, l’atleta che nel  1954 percorse un miglio in meno di quattro minuti (molte persone ritenevano impossibile per l’essere umano questa  performance). Questo esito fu un grande trionfo, per l’intera umanità. Dopo di lui altre persone furono in grado di  percorrere la stessa distanza in meno di quattro minuti, attuando tempi migliori dei suoi; oggi Bolt! Cosa aveva fatto  Bannister di così importante? Aveva fornito nuove occasioni e nuovi pretesti su cui confidare e applicarsi. Nel mondo ogni anno molti atleti perdono la condizione favorevole di elevarsi al rango di campioni non per una vera  carenza di capacità tecnica/talento, ma sopratutto per i limiti imposti dal loro sistema di convinzioni personali. La  mente opera i cambiamenti in un istante, basta crederci sempre!

 

grafico psico

 

BIBLIOGRAFIA:
G.Vercelli: Vincere con la Mente,
G.Vercelli & Riccardo Penna: Performance Sportiva Performance di Vendita,
Robert Dilts: I livelli di pensiero.

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