Parola d’ordine: progressione

Parola d’ordine: progressione

01 Giugno, 2020

Parola d’ordine: gradualità; è questo ciò che raccomandano i nostri tecnici

Resistiamo alla voglia di macinare i chilometri che nei mesi passati non abbiamo nuotato/pedalato/corso altrimenti il rischio è l’infortunio. Simone Diamantini in apertura di articolo divide in tre categorie gli atleti: chi è riuscito ad allenarsi quasi normalmente, chi parzialmente e chi per nulla, perché è proprio da che stato di forma si parte che si fanno poi le relative considerazioni e consigli sul da farsi.

Andrea Gabba ci parla di allenamento-test da fare prima di una gara simulandone le circostanze e considerandolo una specie di “prova generale. Sarà, dunque, molto diverso a seconda delle caratteristiche della competizione e delle distanze: sprint, olimpico, 70.3, Ironman.

Luca Gozzi e la ripresa partendo dal nuoto, la disciplina che delle tre è sicuramente quella che ha sofferto più di tutte, dunque, ancor di più, usiamo moderazione. Ecco che nel suo articolo suggerisce allenamenti per Age Group nella prima, seconda e terza e ultima settimana.

Mobilità articolare: è la capacità condizionale di eseguire la maggior escursione fisiologica dell’articolazione ed è direttamente proporzionale alla flessibilità, un fattore decisamente importante. Giacomo Giovenali ce ne parla in relazione al nuoto, al ciclismo e alla corsa.

Nadia Cortassa e il suo Zona cambio per i giovani, la 4^ disciplina del triathlon, la transizione. Dopo il periodo di stop sicuramente si saranno persi alcuni automatismi necessari quando si è in zona cambio. Sua analisi per categorie Giovanissimi, Youth e Junior.

Con Alberto Duilio Schivardi si tratta di neofiti e di quale preparazione devono affrontare per avvicinarsi all’agonismo post quarantena. Ci sarà una fase di preparazione generale, una specifica e pre-agonistica e, infine, un periodo agonistico.

Swimrun e transazioni da gara, passaggi ripetuti più volte tra la corsa e il nuoto e viceversa che, non avendo nessuna zona cambio in questa disciplina, vanno allenati in un modo suo proprio, peculiare. Ce ne parla Diego Novella, il nostro esperto.

Il nostro Fabio d’Annunzio ci parla del recupero e della sua importanza fondamentale pari all’allenamento stesso. Nonostante ciò, spesse volte viene trascurato. L’autore descrive quali sono le cause di un cattivo recupero, così da evitarlo: troppo ravvicinati, troppo intensi, scarsa idratazione solo per citarne alcuni.

Giorgio Rondelli e la tolleranza al lattato, e cioè la capacità di mantenere per il maggior tempo possibile un’alta velocità di prestazione pur essendo in “acidosi muscolare”. Nel suo articolo sono indicati anche quali allenamenti per abbassare la soglia di lattato e migliorarne la tolleranza.

Con M. Galletti e S. Davite si affronta la ripartenza nel cross. Forza e velocità l’abbiamo già allenata lavorando per molto tempo sui rulli, molto usati dato il periodo forzato di trainig indoor. Dunque, meglio ora allenare e andare a ricostruire la fase aerobica: nel nuoto, nella bici e nella corsa.

Alice Minetti, una new entry, ci dà il suo contributo per analizzare la tecnica di corsa nel settore giovanile, fondamentale per la crescita agonistica e coordinativa dei più giovani. Quali le andature consigliate, quando e quante volte a settimana e loro vantaggi.

Il core, cos’è e come allenarlo, come interviene in gara e cosa comporta se è poco allenato. Consigli di allenamento di routine. Tutto questo e altro nell’articolo di Fernando Falconi, anche lui nuovo collaboratore.  

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