Il miglior amico di chi pratica sport: il certificato medico per il Triathlon

Il miglior amico di chi pratica sport: il certificato medico per il Triathlon

14 Dicembre, 2016

Siamo idonei allo sport? Ce lo dice il medico quando ritiene di poterci rilasciare un certificato medico agonistico. Scopriamone i segreti con la Dott.ssa Laura Pederzoli, cardiologa e anche Ironman, di quelli a cui il cuore ha battuto già molto forte, per l’emozione: nel suo curriculum di Triathlon già una presenza a Kona e tante soddisfazioni lungo il cammino. Pioniere in tal senso, ci racconta che il nostro paese ha decretato obbligatoria la visita di idoneità sportiva dal 1982, abbracciando ormai una popolazione che va dai 7 ai 70 anni, complici anche il Triathlon e gli sport di fondo, scelti dalle fasce più mature. Il nostro corpo si evolve nel tempo, anche a seguito delle discipline che pratichiamo, e diventa precauzionale ma anche solo interessante tenerlo monitorato almeno una volta all’anno attraverso una visita medica. Nè mera burocrazia all’abilitazione nè spauracchio che ci possa precludere l’amato Triathlon: la visita per il certificato medico sportivo vuole solo rendere possibile la diagnosi precoce di patologie, anche non correlate allo sport, ed eventuali fattori di rischio, per diventare un punto di partenza e di dialogo per la medicina della prevenzione, la terapia, la riabilitazione, anche solo per migliorare la performance. Fondamentale dunque, nell’ambito di una valutazione generale antropometrica, quella del profilo cardiologico, della pressione arteriosa sotto sforzo e dell’efficienza dell’apparato respiratorio. Previsti quindi i seguenti esami: spirometria, ECG basale e dopo lo sforzo, con calcolo dell’I.R.I. (indice di recupero), esame delle urine e controllo della capacità visiva, con la possibilità di richiedere ulteriori accertamenti – ecocolordoppler cardiaco, holter cardiaco 24h, monitoraggio pressorio 24h, esame completo sangue e urine – per dirimere eventuali dubbi in caso di concomitanti fattori di rischio cardiovascolare. In presenza di anomalie il protocollo prevede l’indirizzamento del soggetto dallo specialista più adatto. Il tutto nell’ottica della massima sicurezza possibile entro cui praticare il Triathlon e lo sport in salute.

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