Il ginocchio del triatleta: la parola alla dottoressa Lenci

Il ginocchio del triatleta: la parola alla dottoressa Lenci

08 Gennaio, 2019

La dottoressa Bianca Maria Lenci dipana i vostri dubbi in materia di fisioterapia. Scrivete all’indirizzo di posta elettronica bianca.lenci@gmail.com. Riproponiamo la sua risposta al quesito di Luca da Trieste: dolore al ginocchio, come comportarsi?

Salve dott.ssa Lenci,
da un mese circa ho dolore al ginocchio sinistro, in particolare davanti, dove c’è la rotula. Va e viene, peggiorando durante l’allenamento di corsa o bici, quando scendo le scale o quando mi alzo dopo essere stato seduto per un po’. Inoltre, quando muovo il ginocchio, sento nell’articolazione come uno scricchiolio. Non so a cosa sia dovuto. Non sono caduto, né ho mai avuto questo tipo di problemi in passato. Devo fare una risonanza o farmi controllare da qualcuno? Posso ancora allenarmi o devo restare fermo? Non sto prendendo antinfiammatori, ma mi dica se sono indicati.
Grazie,
Luca da Trieste

Risponde la dottoressa Bianca Lenci, fisioterapista

Caro Luca,
rispondo subito alla tua domanda sugli antinfiammatori. Devi chiedere al tuo medico di base o a un medico specialista riguardo i farmaci perché io sono fisioterapista e non è un’area di mia competenza. Da quello che mi racconti sembra che tu abbia quello che viene comunemente chiamato “runner’s knee”, cioè il ginocchio del runner che, però, può presentarsi anche in chi pratica altri sport che includano la corsa, come è per il triathlon. Nella risposta a questa tua lettera, dunque, lo chiameremo “il ginocchio del triatleta”, ma ha anche altri nomi, come PFPS (Patello-Femoral Pain Syndrome) o retropatellar pain syndrome (dolore dietro alla rotula).

Di cosa si tratta

È una sindrome dolorosa data dallo sfregamento, ammorbidimento o rottura della cartilagine che si trova dietro la rotula per un errato scorrimento sul femore. Quando, infatti, per vari motivi cambia l’allineamento tra le due ossa, la rotula viene spinta di solito verso l’esterno e la cartilagine viene sfregata sul femore con pressione eccessiva, portando a fissurazioni o rotture, rumori articolari e dolore.

Cause

Per anni si è pensato che la causa di questo movimento verso l’esterno della rotula fosse dato da una debolezza del vasto mediale del quadricipite e da un eccessivo accorciamento del vasto laterale che, dunque, tirava dalla sua parte. Numerosi studi, invece, dimostrano che la vera causa è la debolezza dei muscoli dell’anca che fanno ruotare il femore all’interno in maniera sempre più evidente man mano che ci si stanca durante l’allenamento o la gara. Si pensava anche che fosse una caduta dell’arco plantare in appoggio con conseguente pronazione del piede a causare questa sindrome, ma molti studi smentiscono il fatto trovando scarsa correlazione tra questi due aspetti. Altra concausa: la forte rigidità dei muscoli di bacino, coscia e gamba.

Trattamento

Tra le varie opzioni, di sicuro la priorità è il rinforzo dei muscoli dell’anca in scarico. Poi, diminuiti i sintomi, puoi passare a un lavoro in carico dove fai mini-squats oppure scendi da un gradino con il piede del ginocchio “sano” controllando davanti a uno specchio l’allineamento della gamba in appoggio “malata”, verificando quindi che durante l’esercizio l’anca, il ginocchio e il piede rimangano lungo la stessa linea. Poi, applica il ghiaccio per 20’ più volte al giorno se il ginocchio diventa caldo e/o gonfio, stretching dell’anca, della coscia e del polpaccio e un bendaggio fatto da un fisioterapista specializzato in questo tipo di applicazioni per correggere la posizione della rotula durante il movimento. Finché hai dolore, è bene che tu rimanga a riposo e ti sottoponga a una valutazione, con conseguente trattamento da parte di un professionista, il quale valuterà se sarà necessaria una risonanza magnetica.

Foto: ITU.

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