Foto: andrea guerriero

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Ilaria Zane conquista il Triathlon Medio Borgo Egnazia Half Tri dominando ogni frazione della gara. L’atleta dell’Overcome Triathlon taglia il traguardo con il tempo di 4h 31’ 38” e per la prima volta sente di essere arrivata al via sentendosi bene: “Borgo è stata la mia terza distanza media quest’anno e forse l’unica fatta con una certa serenità – racconta Ilaria a Triathlete - Prima ho affrontato Challenge Riccione e forse avevo aspettative troppo alte per una gara con quel livello. Ai campionati italiani invece sono arrivata al 50% della forma, purtroppo sono stata male nelle settimane precedenti e non riuscivo ad allenarmi come avrei voluto, mi sono presentata alla partenza con l’idea di portare a casa la gara invece è arrivata comunque una seconda posizione. Qui a Borgo Egnazia invece sono andata per divertirmi. Volevo eseguire al meglio quello che potevo fare con la consapevolezza dell’allenamento fatto nei mesi passati. A settembre poi sono stata via con la Super League, lì le distanze sono cortissime e tutto è orientato sul fuori giri e spingere al massimo. Questo fine settimana invece dovevo solo tenere la concentrazione, sapendo di aver lavorato bene prima. La vittoria fa sempre gran morale e sono contenta di aver affrontato la gara tutta in spinta e con il massimo impegno”.

Campionessa italiana di triathlon olimpico nel 2019, campionessa Italiana di duathlon e argento ai Campionati Italiani di triathlon sprint nel 2020, Ilaria Zane ha fatto un passaggio quest’anno sulle distanze lunghe, una scelta che l’ha aiutata a capire molto di se stessa come atleta. “Nel mio percorso arrivo dalla distanza olimpica e dal circuito ITU e quest’anno ho fatto un piccolo shift dedicandomi alle distanze lunghe. Questo era l’anno dell’Olimpiade e nonostante la chiamata con il titolo di riserva ho sentito di non aver centrato il mio obiettivo. Mi sono quindi dedicata alle distanze lunghe e a cercare di portare a casa qualche soddisfazione. Ho imparato tanto in questi mesi. Nelle long distance passi molto tempo da solo, anche in gara quando capitano le crisi devi saperle gestire e andare avanti. E’ stato istruttivo. L’anno prossimo non escludo al 100% di farne altre, mi è piaciuta molto l’esperienza 70.3, però voglio tornare alle mie distanze e alzare il mio livello nel ranking”.

Per Ilaria la vera sfida non è stata tanto a livello fisico, come lei stessa ammette, ma più a livello mentale: “ Fisicamente mi sono sempre sentita molto più tagliata per l’endurance, andare sulle distanze più lunghe è stata proprio una svolta e ho avuto riscontri positivi. Mentalmente invece è stato più difficile. Prima ero abituata al confronto continuo, passando a quelle più lunghe ho sentito che invece ho mollato di testa, avevo meno competitività. Avevo questa convinzione di dovermi concentrare solo su me stessa e non anche sugli altri e mi sono accorta che stavo perdendo l’Ilaria atleta. Questo è stato per me un campanello d’allarme. Era come se stessi scappando da dei fallimenti che non avevo accettato. Dovevo invece accettarli e riconoscerli, diventando consapevole che non ero riuscita a raggiungere il mio obiettivo. In quel momento c’è stato un risveglio, è avvenuto verso metà anno quando ho visto le Olimpiadi e ho pensato dentro di me ‘Ecco, è lì che voglio essere’.

Questo anno è servito a “Ilaria atleta” per capire cosa vuole veramente. E nonostante il buon feeling con le distanze lunghe che le permettono di avere del tempo con se stessa, i carichi di lavoro pesanti che le piacciano e affronta bene, ha sentito che dentro è qualcosa di diverso a spingerla ad andare ogni giorno agli allenamenti e non è un traguardo di una gara long distance, ma quel sogno nel cassetto con la maglia azzurra.

Tuttavia ancora nel 2021 il rientro alle gare non è facile spiega Zane: “All’inizio 2020 non si sapeva come e quando sarebbe finita. Era un solo enorme dubbio. Io fino al 2019 facevo 17-18 gare ad alto livello di cui almeno 15 in giro per l’Europa e il Mondo. In quel periodo di chiusura totale mantenere il morale alto e la testa concentrata è stato difficile. Ora in Italia il fronte gare si sta muovendo e noi atleti ci stiamo abituando a questa nuova normalità. Anche all’estero vengono create delle bolle apposta per il pre-gara che viene gestito in maniera differente rispetto a prima. E’ una nuova realtà, nuove piccole sfide a cui tutti ci stiamo abituando. Penso però che pur di avere la possibilità di gareggiare tutti sono disposti a fare un controllo in più, a firmare un foglio in più, a stare in una bolla e non rinunciare ad essere al via”.

Un ultimo consiglio invece per chi vuole entrare nel mondo del triathlon o chi, come lei, ha deciso di provare qualcosa di diverso e allungare le distanze di gara: “Innanzitutto non si devono fare confronti con altri. Amici, compagni o chi si ha come idolo, non vanno fatti paragoni. E’ un errore molto comune voler arrivare a certi livelli e pensare troppo in alto, al contrario si rischia che invece di progredire e migliorare si fanno passi indietro o peggio si rischiano degli infortuni. Il percorso verso la gara deve essere un percorso di conoscenza di sè e di riconoscimento in alcuni momenti anche dei propri limiti. Una strada graduale in cui fare passi avanti ogni volta. Se gli allenamenti sono stati fatti bene e seguiti bene non si deve avere l’ansia di non farcela. Il corpo è pronto, si devono ascoltarne le sensazioni, i messaggi che manda e restare concentrati”.