Intervista al campione: Daniel Hofer

Intervista al campione: Daniel Hofer

29 Gennaio, 2015

E’ appena tornato da Cuba, dove ha inaugurato la sua stagione agonistica con un argento, e tra pochi giorni sarà ospite del Gala del Triathlon per poi partire subito per il Training Camp “Always in Front” a Lanzarote.

Tra un impegno e l’altro Daniel Hofer ci ha raccontato un po’ di sè.

Puoi farci un bilancio della stagione passata?

Diciamo che l’anno scorso ho scelto di fare una stagione regolare, gareggiando molto nei vari GP e Coppe Europa e qualche campionato italiano. Sono soddisfatto del titolo italiano di Duathlon Sprint, e del secondo posto ai Campionati Italiani Sprint e sopratutto per la gestione degli eventi extra sportivi (Moda Milano Bikkembergs e Giffoni Film Festival).
Ma in Europa mi aspettavo qualcosa in più. Ma va bene così, ero regolare senza alti e bassi ed è stata la stagione più equilibrata che abbia mai fatto!

Sei di ritorno da Cuba e dalla prima gara di stagione. Alla luce dell’ottima prestazione cosa ti aspetti e quali sono i tuoi obiettivi per il 2015?

Sono molto contento della gara di Cuba perche gareggiare a gennaio è sempre un po’ un rischio, ma non potevo perdere l‘occasione di partecipare ad una gara così importante per location e visibilità.
C’erano tutti i presidenti delle federazioni Triathlon del Nord e Sud America, la presidente ITU Marisol Casado e il nostro presidente Luigi Bianchi. 
Questa è stata una delle esperienze piu belle che io abbia mai fatto dal lato umano e agonistico.

Con la liberazione delle Coppa del Mondo da parte dell’area  tecnica cercherò di fare qualche gara di Coppa del mondo e vedere se riesco ad andare ancora a podio.

Sei un atleta giovane ma con tanti anni di esperienza alle spalle. Qual è il segreto per trovare sempre nuovi stimoli e ripartire ogni anno alla ricerca di nuovi obiettivi?

Giovane non più tanto, ma se penso ad Ole Einar Bijorndalen che a 40 anni ha vinto ancora un oro nelle olimpiadi invernali a Sochi, allora qualche anno ce l’ho ancora.
Non credo che ci sia un segreto nel trovare i stimoli.
Amo semplicemente il mio lavoro e la fatica.

Come è cambiata la preparazione atletica con l’evolversi della tua carriera agonistica? So che hai introdotto discipline alternative quali lo yoga, in che modo influiscono sul piano di allenamento?

Yoga, shiatsu, MTB, sci di fondo, lunghe camminate in montagna, sì ho fatto molto cose alternative che ti fanno passare meglio le ore di allenamento, ma soprattuto ho cambiato mentalità.
Vado avanti con il pensiero postivo, sempre! E vedendo le cose in modo positivo succedono altre cose postive, è come un cammino che si fa piu leggero.
Ho imparato ad adattarmi e imparare da ogni sconfitta, perchè sono quelle che ci insegnano a rialzarsi e a camminare a testa alta, nonstante le difficoltà che ci pone la vita e lo sport.

Il tuo allenamento perfetto è stato quella volta che….?

Il mio allenamento preferito è il combinato che faccio sempre con il mio Coach Walter Polla: lavoretto in bici, dietro macchina a distruggermi bene le gambe e poi lavoro variato di corsa. Lì riesco a capire come sto veramente e quanto margine ho ancora. Anche se recupere un lavoro cosi è sempre dura, e sono un po’ “suonato” per 1 o 2 giorni…

Tra pochi giorni parteciperai al Training Camp “Always in Front” organizzato da Paola Saitta a Lanzarote e di cui Trithlete è media partner, quale sarà il tuo contributo?

Il mio contributo sarà soprattuto volto a creare un gruppo positivo e allegro di lavoro, dare qualche consiglio e assistere gli allenatori presenti al Training Camp.
Non vedo l’ora di partire!

 

 

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