Se n’è andato oggi Marco Sbernadori. A lui dobbiamo ciò che siamo: una famiglia di pazzi scatenati che ama il triathlon.
Lui ha avuto la forza, e il coraggio, di credere in questo sport. Di crederci così tanto da aver fondato, a metà degli anni ’80, l’Associazione Italiana Triathlon; che sarebbe poi diventata la Federazione Italiana Triathlon di cui è stato presidente per tre mandati.
Marco Sbernadori diceva sempre che il triathlon era il suo terzo figlio. E come un figlio lo ha cresciuto, accompagnato, protetto. Gli ha dato due case: una a Roma, con la FITri, e una a Milano, con l’Editoriale Sport Italia e la sua testata Multisport (oggi Triathlete); perché quel figlio avesse anche una voce e potesse gridare all’Italia e al mondo chi era e cosa sognava di diventare.
Quello che il triathlon è diventato, oggi, lo vediamo tutti. Con Marco Sbernadori abbiamo condiviso anni importanti, storie incredibili e obiettivi raggiunti; primo tra tutti, l’ingresso della nostra disciplina ai Giochi Olimpici.
Marco ci ha sempre stretti in un abbraccio fatto di affetto, professionalità, passione e dedizione. E oggi, più che mai, facciamo nostro ancora una volta quell’abbraccio. Dentro ci stringiamo tutti noi – e insieme a noi sua moglie e i suoi figli – in questo momento difficile.
Le redazioni di Editoriale Sport Italia



