Dopo l’incredibile ultimo atto maschile dell’IRONMAN® World Championship 2025 Nizza, è tempo di tornare sulla Big Island dove calerà il sipario sulla finale riservata alle donne. Dal 2026, infatti, l’IRONMAN® World Championship tornerà alla finale unica di Kona. Ma adesso è tempo di pensare a quella che promette essere un’altra epica sfida che vedrà 60 triatlete professioniste al via dalla spiaggia di Kailua-Kona. Tra queste, 3 ex campionesse del mondo IRONMAN® e IRONMAN® 70.3, insieme a 9 delle prime 10 atlete classificate ai mondiali dello scorso anno a Nizza.

IRONMAN® World Championship Kona 2025, sarà ancora Philipp contro Matthews?
Pettorale numero 1 per la campionessa del mondo in carica, la tedesca Laura Philipp, che quest’anno non ha gareggiato molto ma quando lo ha fatto ha dimostrato di essere imbattibile. La sua stagione è cominciata con la vittoria del 70.3 Kraichgau, seguita da quella dell’IRONMAN Hamburg con il crono più veloce di sempre tra le “donne di ferro” (8:03:13). Dopo un po’ di riposo durato qualche settimana, è arrivata anche la vittoria del Challenge Roth in 8:18:18.
La gara di Amburgo ha visto la Philipp duellare testa a testa con il pettorale numero 2 di quest’anno a Kona, la britannica Kat Matthews, protagonista di una stagione impressionante grazie alle vittorie all’IRONMAN Texas (8:10:34), al 2° posto nell’IRONMAN Hamburg (8:05:13) e ai due primi posti nei 70.3 di Swansea e Zell am See. Oltre ad aver preparato un calendario di gare pressoché perfetto per difendere il suo titolo IRONMAN® Pro Series, Kat Matthews arriva a Kona come una delle favorite con più di una chance e la chiara motivazione di aggiungere il titolo di campionessa del mondo a un curriculum già pazzesco.

L’IRONMAN® World Championship 2024 Nizza fu una gara emozionante soprattutto per la battaglia tra Laura Philipp e Kat Matthews, con le due atlete che corsero insieme la prima parte della maratona prima che la tedesca si staccasse per timbrare il cartellino delle 2:44:59 e conquistare il suo primo titolo mondiale (dopo il 3° posto nel 2023 e il 4° nel 2022 e nel 2019). Sebbene le previsioni dicano che quest’anno a Kona si ripeteranno le stesse dinamiche di gara del 2024, ci sono diverse atlete che potranno entrare in gioco e mischiare le carte. Vediamo di chi si tratta.
Lucy Charles-Barclay, il ritorno della regina
La britannica Lucy Charles-Barclay è stata l’ultima donna a vincere l’IRONMAN® World Championship Kona. Nel 2024 fu costretta a saltare la gara di Nizza per infortunio. Quest’anno, invece, grazie ad alcune vittorie importanti, torna a Kona come una delle favorite. Indosserà il pettorale numero 5 e ci si aspetta che esca dall’acqua davanti come al solito per poi staccare le dirette rivali come fece due anni fa.
Lucy Charles-Barclay ha iniziato la stagione con un 3° posto al T100 Singapore, ha vinto l’IRONMAN Lanzarote e l’IRONMAN 70.3 Eagleman, si è classificata al 4° posto del T100 Vancouver, per poi cominiciare il blocco di allenamenti per Kona e timbrando altre due vittorie, “da avvertimento”, sempre nel T100: Londra e in Spagna. Quest’ultima in particolare, è stata impressionante perché arrivava da un lungo periodo di allenamento a Lanzarote che le ha permesso di ottenere il miglior tempo di corsa a Londra e il secondo miglior tempo di corsa in Spagna.

Chelsea Sodaro, incognita o exploit?
Chelsea Sodaro ha conquistato il titolo mondiale a Kona nel 2022, portando un’americana sul gradino più alto del podio per la prima volta dalla metà degli anni ’90. Nel 2023 si è classificata al 6° posto e nel 2024 è tornata sul podio a Nizza con un 3° posto. Quest’anno non ha brillato in termini di risultati: 2° posto al 70.3 Eagleman e Pennsylvania, e 3° posto all’IRONMAN Svezia di due mesi per convalidare il pass per Kona. La domanda, quindi, è se la Sodaro sia riuscita a tenere alti i giri del motore durante la preparazione. Nel frattempo, dai contenuti pubblicati sulla sua pagina Facebook, si intuisce chiaramente che è arrivata a Kona già da un mese… forse non sarà solo una questione di acclimatamento.

Ciclismo e corsa al top, Taylor Knibb vuole la vittoria
Quando due anni fa Taylor Knibb si presentò al via di Kona, fresca fresca del suo secondo titolo mondiale 70.3 e in preparazione per le Olimpiadi di Parigi dell’anno successivo, qualcuno rimase un po’ sorpreso perché non ci si aspettava un debutto sulla lunga distanza. Ma la statunitense disse che l’esperienza a Kona era fondamentale per vincere quella gara, e quindi doveva esserci se voleva provare a vincere due anni dopo.
Adesso, quel “due anni dopo” si è materializzato; e la Knibb ha un’altra gara di lunga distanza alle spalle (il 2° posto dietro la Matthews all’IRONMAN Texas dello scorso aprile). Ma il suo tempo di 3:04:43 nella maratona lascia un punto interrogativo sul fatto che il bronzo olimpico di Parigi 2024 possa conquistare o no il titolo mondiale IRONMAN. Dopo aver dominato qualsiasi gara T100 e 70.3 a cui ha partecipato, Taylor Knibb quest’anno ha all’attivo una sola vittoria in T100 (Vancouver) e un 2° e 3° posto rispettivamente nei T100 San Francisco T100 Londra. Di certo non è forte in acqua come la Charles-Barclay, ma è una ciclista più veloce e nel triathlon resta comunque una delle runner più forti.

Le altre big da tenere d’occhio
“Fare esperienza a Kona”, come disse due anni fa Taylor Knibb, un tempo era davvero il metro di paragone di un/una professionista per prevedere il successo o meno sulla Big Island. Negli ultimi anni, però, la situazione è leggermente cambiata. Un esempio arriva da Chelsea Sodaro e Gustav Iden (entrambi vincitori al debutto nel 2022) ma anche dal neo campione del mondo IRONMAN Casper Stornes. In campo femminile ci sono diverse atlete che hanno fatto irruzione sulla scena IRONMAN e che potrebbero benissimo contendersi un posto sul podio. Vediamo chi sono:
- Solveig Løvseth – la norvegese, olimpionica a Parigi, è passata alle gare lunghe con stile: 3° posto all’IRONMAN Hamburg e super vittoria all’IRONMAN Lake Placid. Entrambe le gare hanno registrato lo stesso tempo in maratona (2:46:40 e 2:46:49), il che fa ben sperare per la Big Island;
- Marta Sánchez – la trentenne spagnola torna al mondiale dopo il 6° posto del 2024 a Nizza e debutta per la prima volta a Kona. Poche settimane dopo la finale dello scorso anno si presa la vittoria casalinga dell’IRONMAN Barcellona, mentre quest’anno ha già ottenuto un 2° posto in Sudafrica e un 3° posto a Lake Placid. Un bel curriculum a pochi giorni dal suo battesimo hawaiano;
- Anne Reischmann – la tedesca arriva a Kona con in tasca la vittoria dell’IRONMAN South Africa e un 4° posto all’IRONMAN Hamburg. E potrebbe essere una bella outsider;
- Jackie Hering – quest’anno la statunitense ha vinto l’IRONMAN Asia-Pacific Championship e il 70.3 Louisville, oltre ad aver ottenuto un 2° posto nel 70.3 Santa Cruz. Anche lei potrebbe essere la moneta lanciata in aria che cade di taglio;
- Marjolaine Pierre – nel 2024 la bionda triatleta francese entusiasmò il pubblico di Nizza, sua città natale, con il 4° posto nella finale dell’’IRONMAN® World Championship. Arriva a Kona dopo il 1° posto nel 70.3 di Aix-en-Provence, il titolo di campionessa del mondo di long distance conquistato a Pontevedra e il 3° posto all’IRONMAN Vitoria-Gasteiz. Anche lei sarà da monitorare dall’inizio alla fine.
- Elisabetta Curridori – ritorna alle Hawaii dopo la qualifica ottenuta un anno fa in Messico grazie al 5° posto all’IRONMAN Cozumel, e dopo che nel 2024, a Nizza, un’infezione parecchio debilitante l’aveva costretta a rinunciare alla gara 24 ore prima del via. Quest’anno, invece, per la multiatleta sarda è stata una stagione dura ma ricca di rivincite e soddisfazioni: 2° posto nell’infernale duathlon di media distanza a Zuia (Paesi Baschi, Spagna), vittoria nella mezze distanze di Peñíscola e del Challenge Salou (Spagna), 4° posto al Challenge Šamorín, 4° posto nel durissimo Zarautz Triathlon (Spagna), un bel blocco di lavori di tre settimane a 2000 metri sui Pirenei e il ritorno all’off-road (suo primo amore) con la vittoria all’XTERRA Malta e il 9° posto assoluto all’XTERRA World Championship 2025 a Molveno: «Ho fatto tanto lavoro e non vedo l’ora di partecipare», ci ha raccontato la Curridori quando l’abbiamo raggiunta telefonicamente al termine della tradizionale Ho’ala Training Swim, la nuotata non competitiva delle atlete Pro.
Non sarà purtroppo dei giochi la svizzera Julie Derron, che a una settimana da Kona ha spiegato i motivi del forfait in un post pubblicato sul suo profilo Instagram: «In questi giorni ho dovuto prendere la difficile decisione di non gareggiare al mondiale di Kona. Pensavo di poter essere pronta in tempo ma sono ancora alle prese con qualche problema di salute dopo l’incidente in bici di agosto. Gareggiare un IRONMAN in questo momento sarebbe un rischio troppo grande con ripercussioni nel medio-lungo periodo. Mi dispiace molto perché non vedevo l’ora di vivere questa esperienza e gareggiare con le migliori atlete del mondo. Ora mi concentrerò sulla mia salute e farò il tifo per mia sorella Nina (pettorale 53, ndr) che sono certa renderà orgoliosa il nostro nome sulla Big Island. Sono super motivata per tornare qui anche nel 2026».
Dopo l’argento a Parigi 2024, Julie Derron aveva proseguito la sua striscia positiva di risultati con una serie di secondi posti nelle gare T100 (Ibiza, Lake Las Vegas e Dubai) prima di concludere l’anno con un 5° posto a Taupō (Nuova Zelanda). E nel 2025, dopo con un faticoso rodaggio nel T100 Singapore, aveva conquistato la vittoria nel T100 San Francisco davanti a Taylor Knibb), il 2° nel T100 Vancouver (sempre contro la Knibb), la vittoria dell’IRONMAN Vittoria-Gasteiz al debutto sulla long distance e, un mese dopo, il 4° posto nel T100 Londra.
Con le sue prestazioni ha già dimostrato di essere una delle runner più veloci in assoluto, per questo sarebbe stato interessante vedere se fosse a rimanere tra i primi fino alla T2 per poi giocarsi un posto al vertice. Come molte atlete allenate dal leggendario Brett Sutton, l’IRONMAN ha fatto parte del percorso di preparazione olimpica della Derron (2° classificata all’IRONMAN Italy 2022), quindi non si può dire che fosse proprio una principiante. E lo ha dimostrato anche nella faticosa rinuncia al mondiale. Un gesto saggio che certamente la ripagherà nel lungo periodo.
Forfait anche per l’olandese Els Visser: «Quest’anno non sarò sulla Big Island. Ho avuto a che fare con un infortunio quest’estate ma non sono riuscita a fare il lavoro necessario per essere al massimo livello. Non ha senso partire e forzare il mio corpo per andare a tutta in condizioni estreme come quelle di Kona. Preferisco aspettare e finire l’anno con qualche altra gara. Farò il tifo per tutte le fantastiche donne che saranno al via sabato», ha scritto in un post sul suo profilo Instagram.
E a proposito di donne, saranno più di 1600 le triatlete al via sabato 11 ottobre, provenienti 78 Paesi. Il 40% di esse arriva dall’Europa (la percentuale maggiore), il 35% dal Nord America. Seguono Asia e America Latina (8% entrambe) e Oceania (7%). Africa e Medio Oriente completano la lista col restante 2%.
Per quanto riguarda i singoli Paesi, gli Stati Uniti sono i più rappresentati (482 donne). Seguono in top 5: Germania (207), Canada (114), Australia (102) e Regno Unito (99). L’età media delle 1600 atlete è 43 anni. La più anziana ha 80 anni e la più giovane 19.
IRONMAN® World Championship Kona 2025, orari e start list
- Conferenza stampa – giovedì 9 ottobre 2025 ore 23:00 (Italian time) | Diretta su YouTube
- Diretta gara – sabato 11 ottobre 2025 ore 18:25 (Italian time) | Diretta su YouTube
| Pettorale | Nome | Cognome | Nazionalità |
| 1 | Laura | Philipp | Germany (DEU) |
| 2 | Kat | Matthews | United Kingdom (GBR) |
| 3 | Chelsea | Sodaro | United States (USA) |
| 4 | Marjolaine | Pierré | France (FRA) |
| 5 | Lucy | Charles-Barclay | United Kingdom (GBR) |
| 6 | Taylor | Knibb | United States (USA) |
| 7 | Marta | Sanchez | Spain (ESP) |
| 8 | Penny | Slater | Australia (AUS) |
| 9 | Lotte | Wilms | The Netherlands (NLD) |
| 10 | Jackie | Hering | United States (USA) |
| 11 | Hannah | Berry | New Zealand (NZL) |
| 12 | Anne | Reischmann | Germany (DEU) |
| 14 | Regan | Hollioake | Australia (AUS) |
| 16 | Solveig | Løvseth | Norway (NOR) |
| 17 | India | Lee | United Kingdom (GBR) |
| 19 | Katrine | Græsbøll Christensen | Denmark (DNK) |
| 20 | Lisa | Perterer | Austria (AUT) |
| 21 | Marlene | De Boer | The Netherlands (NLD) |
| 22 | Julie | Iemmolo | France (FRA) |
| 23 | Skye | Moench | United States (USA) |
| 24 | Danielle | Lewis | United States (USA) |
| 25 | Tamara | Jewett | Canada (CAN) |
| 26 | Laura | Jansen | Germany (DEU) |
| 27 | Maja | Stage Nielsen | Denmark (DNK) |
| 28 | Alice | Alberts | United States (USA) |
| 29 | Henrike | Güber | Germany (DEU) |
| 30 | Jenny | Jendryschik | Germany (DEU) |
| 31 | Rebecca | Clarke | New Zealand (NZL) |
| 32 | Charlene | Clavel | France (FRA) |
| 33 | Sara | Svensk | Sweden (SWE) |
| 34 | Rebecca | Anderbury | United Kingdom (GBR) |
| 35 | Gabrielle | Lumkes | United States (USA) |
| 36 | Holly | Lawrence | United Kingdom (GBR) |
| 38 | Stephanie | Clutterbuck | United Kingdom (GBR) |
| 39 | Jana | Uderstadt | Germany (DEU) |
| 41 | Leonie | Konczalla | Germany (DEU) |
| 42 | Haley | Chura | United States (USA) |
| 43 | Jocelyn | McCauley | United States (USA) |
| 44 | Diede | Diederiks | The Netherlands (NLD) |
| 45 | Katie | Remond | Australia (AUS) |
| 46 | Fiona | Moriarty | Ireland (IRL) |
| 47 | Jodie | Robertson | United States (USA) |
| 48 | Alexandra | Watt-Shannon | United States (USA) |
| 49 | Jeanne | Collonge | France (FRA) |
| 50 | Lottie | Lucas | United Arab Emirates (ARE) |
| 51 | Els | Visser | The Netherlands (NLD) |
| 52 | Merle | Brunnée | Germany (DEU) |
| 53 | Nina | Derron | Switzerland (CHE) |
| 54 | Justine | Mathieux | France (FRA) |
| 55 | Rachel | Olson | United States (USA) |
| 56 | Annamarie | Strehlow | United States (USA) |
| 57 | Julia | Skala | Germany (DEU) |
| 58 | Bruna | Stolf | Brazil (BRA) |
| 59 | Elisabetta | Curridori | Italy (ITA) |
| 60 | Katie | Colville | United States (USA) |


