IRONMAN®, la mossa di Mark Allen per cambiare il sistema di qualificazione al mondiale age-group

IRONMAN®, la mossa di Mark Allen per cambiare il sistema di qualificazione al mondiale age-group

14 Novembre, 2025

Stand Up For Our Ironwomen (“Difendiamo le nostre donne di ferro”). È il nome della petizione con oltre 5000 firmatari proposta da Mark Allen (leggendario triatleta americano 6 volte campione del mondo a Kona) al Ceo IRONMAN® Scott DeRue, con l’obiettivo di rivedere il nuovo sistema di qualificazione age-group entrato in vigore lo scorso 6 luglio con il 70.3 Jönköping e 70.3 Muskoka (e nel weekend del 16-17 agosto con le full distance di Kalmar e Copenhagen). E che, dai primi numeri alla mano, sfavorisce nettamente il numero di donne qualificate al mondiali Kona 2026. Un aspetto, quello della parità di genere, sul quale proprio The IRONMAN® Group lavora tantissimo. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire il perchè.

Mark Allen Coaching
© Mark Allen

Perché un nuovo sistema di qualificazione IRONMAN® per gli age-group

Il nuovo sistema di qualificazione IRONMAN® per gli age-group è nato con l’idea di premiare gli atleti più competitivi, donne e uomini, di ogni fascia d’età. Se da un lato i vincitori di ogni categoria ricevono direttamente la slot di qualifica (trasferita poi al secondo e/o eventualmente al terzo in caso di rinuncia), tutte le altre slot rimanenti per quella singola gara (il cui numero totale è a discrezione di IRONMAN® come è sempre stato) vengono assegnate attraverso il nuovo criterio della Performance Pool (una lista di recupero) che prevede la normalizzazione dei tempi degli atleti, confrontati con un benchmark globale: Kona Standard (per la full distance) e Kona Standard 70.3 (per la mezza distanza), due parametri creati sulla base della media dei migliori tempi (il 20%) delle ultime 5 edizioni del campionato del mondo per ogni categoria age-group (donna e uomo).

Le prime controversie dopo l’IRONMAN California 2025

Il problema sollevato da Mark Allen all’attenzione di Scott DeRue riguarda la controversia nata sulle slot femminili di qualificazione attribuite dopo l’IRONMAN California dello scorso 19 ottobre, quando si è osservato un divario abbastanza netto tra donne e uomini: 1 slot contro 32. Numeri che hanno sollevato un po’ di domande riguardo a come questo nuovo sistema di qualificazione fosse penalizzante nei confronti delle donne e della loro qualificazione al mondiale. A spiegare la questione tecnica entrando nei particolari, ci ha pensato qualche giorno fa proprio Mark Allen con un post sul suo profilo Instagram che riportiamo integralmente.

«Prima di immergerci nei numeri, voglio dirlo chiaramente: quello che sta succedendo in questo momento nel sistema di qualificazione IRONMAN è un’occasione per noi uomini di sostenere le donne e prestare la nostra voce alla correttezza. Nel mio prossimo post condividerò una petizione, con il mio nome in alto, per chiedere a Scott DeRue e al suo team di rivedere il nuovo sistema. Ecco perché.

La nuova Performance Pool doveva equilibrare i risultati di donne e uomini di tutte le età, regolando i tempi di arrivo come accade nel golf. In teoria sembra fantastico, perchè così una donna di 60 anni potrebbe avere l’opportunità di guadagnarsi un posto Kona. Ma teoria e realtà, non sempre condividono lo stesso codice postale.

Nel recente IRONMAN California, 32 uomini si sono qualificati attraverso la Performance Pool, e solo una donna l’ha fatto. Alcuni dicono che questo risultato dimostra che il sistema funziona. Ma se solo una donna si qualifica attraverso un sistema presumibilmente equalizzato, non è correttezza, è pregiudizio camuffato.

Come dice la fisiologa Stacy Sims, le donne sono troppo spesso trattate come ‘piccoli uomini’. L’algoritmo assume che la diffusione dei risultati femminili dovrebbe rispecchiare quelli maschili, ignorando i fattori biologici, sociali e logistici che condizionano le gare femminili. Come ad esempio gli allenamenti da incastrare tra lavoro e gestione della famiglia, una realtà che questo modello non cattura.

Se le donne partecipanti a una gara sono il 20%, la sola logica dice che dovrebbero guadagnare circa 7 dei 33 posti disponibili, non 1. Questo è un vuoto di sette volte.

Lo abbiamo già visto in passato: nel nuoto olimpico, i tempi degli uomini tendono a essere molto vicini tra loro, mentre quelli delle donne si distribuiscono in modo più ampio per natura. Se si assegnassero le medaglie usando dei ‘margini corretti in base al genere’, persino leggende come Katie Ledecky rischierebbero di rimanere fuori dal podio.

Se IRONMAN vuole davvero aumentare la partecipazione femminile, la soluzione è semplice: dividere la Performance Pool in due, una per gli uomini e una per le donne, e assegnare alle donne un numero di posti proporzionalmente circa il doppio rispetto al loro tasso di partecipazione. Questo renderebbe Kona più equilibrato e più ispirante. La matematica non dovrebbe mai soffocare il talento. Sistemiamo le cose».

Medaglia IRONMAN World Championship Kona 2025
© IRONMAN

La risposta di The IRONMAN® Group e il confronto tra Mark Allen e Scott DeRue

A onor del vero, c’è da dire che in seguito ai primi malumori dopo l’IRONMAN California, The IRONMAN® Group si era da subito espresso con una prima risposta del Ceo Scott DeRue che aveva dichiarato in una nota di seguire con attenzione la vicenda: «Abbiamo monitorato anche noi i dati internamente e condividiamo le stesse perplessità. Porteremo la questione all’attenzione del board dopo il mondiale di Kona. Vogliamo fare in modo che tutto funzioni correttamente».

Poi, in occasione dell’IRONMAN® 70.3 World Championship Marbella, Scott DeRue si è confrontato costruttivamente con Mark Allen, come ha raccontato proprio il 6 volte campione del mondo in un altro post pubblicato sempre sul suo profilo Instagram lo scorso 11 novembre: «Oltre 5.000 triatleti provenienti da ogni angolo del nostro sport si sono uniti per firmare una petizione che chiede rispettosamente al Ceo IRONMAN®, Scott DeRue, di rivedere il nuovo sistema di qualificazione age-group per l’IRONMAN® World Championship di Kona. Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario e punto di contatto per questa voce collettiva.

Con un notevole gesto di leadership e rispetto verso le donne del triathlon, Scott si è ritagliato del tempo dal suo fitto programma ai Mondiali 70.3 in Spagna per passare quasi un’ora al telefono con me. Abbiamo discusso delle questioni sollevate nella petizione, in particolare di come l’attuale sistema stia influenzando le opportunità di qualificazione per le donne. E lui ha condiviso la profondità di analisi e i dati che hanno guidato il processo decisionale.

Non siamo ancora arrivati a una conclusione, ma una cosa è stata chiara: IRONMAN® ci sta ascoltando. E questo conta. Oggi, martedì 11 novembre, consegnerò personalmente a Scott DeRue, e al suo team, la petizione che include anche le firme di diversi ex campioni del mondo. Questa non è una battaglia. È collaborazione. È difendere equità e uguaglianza nello sport che ci ha dato così tanto.

Con spirito sportivo,
Mark Allen, 6×IRONMAN World Champion»
.

Mark Allen Hawaii
© Mark Allen

L’annuncio ufficiale di The IRONMAN® Group sulle nuove modifiche al sistema di qualificazione al mondiale

Oggi, 14 novembre 2025, ovvero tre giorni dopo la consegna della petizione di Mark Allen a Scott DeRue, The IRONMAN® Group ha rilasciato un comunicato ufficiale con cui ha annunciato di aver accolto tutti i suggerimenti ricevuti dalla sua community e apportato le modifiche necessarie per permettere a più donne di qualificarsi al mondiale di Kona.

Ad accompagnare il comunicato, anche un video del Ceo DeRue: «Cara comunità IRONMAN, con questa lettera vogliamo dare un aggiornamento su ciò che stiamo osservando e apprendendo riguardo al nuovo sistema di qualificazione ai campionati del mondo. Essendo un modello nuovo, il nostro impegno fin dall’inizio è stato quello di monitorare, imparare ed evolvere se necessario. Siamo profondamente impegnati ad ascoltare e imparare dalla nostra community, oltre che a prendere decisioni informate sulla base di un’analisi rigorosa dei dati disponibili. Ogni feedback è un dono, sia esso positivo, negativo o costruttivo. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno condiviso le proprie opinioni». Ma quali sono le modifiche effettuate? Cerchiamo di capirne un po’ di più.

La performance al centro della filosofia IRONMAN®

L’obiettivo del nuovo sistema di qualificazione rimane quella di dare a ogni atleta la stessa opportunità di qualificarsi sulla base della performance. Un approccio che è stato apprezzato da tutta la community globale fin dall’inizio. Detto questo, però, alcune componenti di questo nuovo modello non stanno funzionando come ci si aspettava. In particolare l’aspetto riguardante lo squilibrio nella distribuzione delle slot della Pool Performance tra donne e uomini.

Performance Pool, cosa non stava funzionando

Dopo appena quattro mesi dall’inizio della stagione di qualificazione il 96% delle slot della Performance Pool è stato assegnato agli uomini. Testando il sistema di qualificazione sui dati dello “storico”, ci si aspettava invece una distribuzione diversa: circa 15-20% per le donne e l’80-85% per gli uomini. Se così fosse stato, combinando queste percentuali con le slot assegnate automaticamente ai vincitori di categoria (Automatic Qualifying Slots), le donne avrebbero ottenuto complessivamente il 30-35% delle slot entro fine stagione. Dunque, il performance pool non stava funzionando come previsto. Da qui, la decisione di intervenire e porre rimedio anche grazie ad ulteriori dati accumulati da luglio fino ad ora.

L’analisi di nuovi dati

Nel corso di questi primi quattro mesi di vita, il nuovo sistema di qualificazione al mondiale age-group ha portato alla luce sia i suoi vantaggi che alcune criticità:

  • i triatleti più veloci stanno ottenendo le slot, quindi le classifiche basate sulla normalizzazione dei tempi con fattore “age-graded” funzionano come previsto;
  • la distribuzione delle slot tra le varie fasce di età è ampiamente in linea con le attese, con variazioni naturali legate alle condizioni di gara e alle performance del giorno;
  • fino ad ora le donne rappresentano circa il 16% dei finisher e hanno ottenuto circa il 24% delle slot totali, percentuale superiore a quella proporzionale ma comunque sotto la previsione del 30-35%.

Sebbene questi trend siano in linea con ciò che accade in altri sport di endurance, uno degli obiettivi di The IRONMAN® Group è sostenere e accelerare la crescita della partecipazione femminile nel triathlon, così come è avvenuto nelle maratone e mezze maratone negli ultimi decenni.

Inoltre, dopo le conversazioni con gli atleti e i sondaggi effettuati via mail, nonchè il feedback fornito dall’IRONMAN® Championship Competition Advisory Group, si sono evidenziati due fattori principali:

1. Tempistiche ed “Effetto Kona”
Quest’anno, secondo le classifiche a livello globale, circa il 60% delle donne più performanti ha gareggiato al mondiale di Kona. Per gli uomini, circa il 20% degli atleti top ha gareggiato a Nizza. Di conseguenza, molte delle donne più veloci non hanno ancora preso parte a gare di qualificazione per il 2026. Eventi futuri potrebbero riequilibrare la situazione, ma ovviamente non c’è alcuna garanzia. E aspettare non è la soluzione migliore.

2. Rinuncia delle slot e dinamiche roll-down
Rispetto agli uomini c’è una percentuale maggiore di donne che sta rifiutando le slot. Uno dei motivi principali di questa rinuncia è che spesso una donna ha bisogno di più tempo per decidere perchè deve conciliare gli impegni familiari o quelli professionali.

Se le slot contenute nella lista Performance Pool includono sia quelle per gli uomini che quelle per le donne, ogni rifiuto di una donna aumenta la probabilità di assegnare la slot a un uomo. Per un fatto molto semplice: gli uomini sono circa quattro volte più numerosi delle donne. A questo proposito, è arrivato proprio dalla community IRONMAN® un suggerimento decisivo: «L’uguaglianza non si ottiene ignorando lo squilibrio ma progettando sistemi che lo considerino».

Calendario Gare IRONMAN Pro Series 2026 Scott DeRue
Scott DeRue © IRONMAN

Le nuove modifiche introdotte al sistema di qualificazione al mondiale IRONMAN® age-group

Le modifiche introdotte al sistema di qualificazione al mondiale IRONMAN® age-group hanno effetto immediato. E riguardano nello specifico:

A. Introduzione di due distinte Performance Pool
Le slot della Performance Pool verranno inserite in due liste distinte, una per le donne e l’altra per gli uomini. Il numero di slot assegnate a ogni pool rispecchierà la quota di partenti donne e uomini di ogni gara. Questo permetterà di mantenere i principi basati sulla performance, favorendo allo stesso tempo una distribuzione più equilibrata delle qualifiche;

B. Le slot non assegnate (donne e uomini) finiscono nelle rispettive Performance Pool
Le slot che verranno rifiutate prima dal vincitore (o vincitrice) di ogni categoria (e successivamente dai secondi e terzi classificati), finiranno automaticamente in una delle due liste al punto A. (a seconda del genere);

C. Assegnazioni retroattive delle slot
Ed ecco il punto dolente. Per le gare disputate da metà luglio ad oggi verrà applicata la retroattività delle modifiche. IRONMAN®, infatti, offrirà una slot a tutti gli atleti (donne e uomini) che avrebbero dovuto ottenerla se queste nuove modifiche fossero state in vigore dall’inizio. Questo significa che:

  • le 24 slot femminili e 8 maschili (quelle descritte al punto B.) confluite nella prima versione del Performance Pool (lista mista) saranno riassegnate agli atleti che ne avrebbero avuto diritto;
  • verranno assegnate in maniera retroattiva anche le slot del Performance Pool come se fosse stato diviso per genere fin da subito (IRONMAN® ne ha comunicate 44 da offrire a sole donne).
IRONMAN 70.3 World Championship Marbella 2025 Caroline Pohle Finish Line
© Marcel Hilger Photography

Quello che agli occhi di qualcuno può sembrare un tentativo di rimediare a una brutta figura, in realtà dimostra che la community IRONMAN® è tale non solo a parole ma anche nei fatti. L’obiettivo comune, come si legge nel comunicato, è ispirare atleti di tutto il mondo a sperimentare la gioia, il senso di appartenenza e il profondo appagamento personale che il triathlon sa offrire. Per questo, garantire un sistema di qualificazione equo per gli age-group, significa permettere a tutti di vivere quel sogno chiamato IRONMAN® World Championship.

(Giacomo Petruccelli)

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