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Ma non sarà mai la stessa cosa
Di correre e di saltare in bici per farci i nostri benedetti chilometri o di tuffarci in piscina per qualche vasca ne avevamo davvero bisogno dopo tanto tempo compressi nelle nostre case

Ne aveva bisogno la nostra pelle, il corpo e soprattutto la testa. Per molti, la pausa forzata avrà lasciato qualche strascico, perché tornare agonisticamente in forma non sarà cosa facile né veloce. Ne avranno tratto vantaggio quelli che con qualche acciacco dovevano recuperare o chi, vista la situazione, ha fatto del potenziamento a costo di utilizzare bottiglie d’acqua come pesi o improvvisate fasce elastiche, di quelle che si adoperano per ancorare la bici all’auto, ad esempio, o saltando su e giù sul divano, su un qualsiasi tavolino o sulle solite utilissime scale di casa. Altri si erano sfidati in gare virtuali o hanno corso sui tapis-roulant e pedalato sui rulli. Ma non è la stessa cosa, perché il contatto diretto con il terreno, con l’acqua, con l’ambiente di una palestra attiva in modo diverso i nostri sensi. È un po’ come l’asettica lettura di un libro, rivista o di un giornale fatta su uno schermo: manca il piacere tattile, il profumo tipico della carta e il gusto di sfogliarne le pagine. 
Quando riprenderà la fase agonistica è difficile dirlo. Intanto molti obbiettivi si sono spostati, le Olimpiadi si svolgeranno nel 2021 così come molte gare italiane e alcune delle grandi prove europee e mondiali di Itu e Ironman, Challenge e XTerra. Tornare alla normalità non sarà facile. C’è da chiedersi drammaticamente come sarà il futuro se sponsor e aziende colpite dalla grande crisi non torneranno a investire.

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