Spazio Aperto: Il mio Ironman 70.3

Spazio Aperto: Il mio Ironman 70.3

16 Aprile, 2015

A Pescara emozioni impagabili

La gara, incastrando gli impegni di lavoro e famiglia, è stata preparata a partire dai lontani mesi invernali; allenamenti singoli, doppi, combinati e tripli, con la pioggia, al freddo e al buio, spesso all’alba, con la città ancora dormiente. L’ho vissuta un po’ come una sfida: contro vari acciacchi e imprevisti, contro me stesso, la fatica e a volte il dolore. Alla partenza della gara, mi sono tornati in mente tutti quei km, i sacrifici fatti e ho sentito solo che sarei andato avanti a ogni costo, fino al mio traguardo.

Tutto ha inizio

Arrivo alla partenza un’ora prima, tutti in acqua fino quasi agli scogli, da dove partiremo. E via! Musica a palla, speaker, caos, incitamenti. Poi, appena in acqua, il silenzio, in una dimensione tra cielo e mare. Sono completamente solo, io e il mio respiro, con il fondo che prima vedo e poi si allontana gradualmente, man mano che prendo il largo, in balia di qualcosa di infinitamente più grande di me, che mi ospita sì, ma alle sue regole. Nuoto regolare, in mezzo al gruppo, buona frequenza, leggero di gambe, mi serviranno dopo. Vedo uno che sta male, sguardo fisso nel vuoto, lo tirano su dalla barca di appoggio. Spero non sia nulla di grave, non posso fare nulla per lui e tiro dritto, con in mente i fotogrammi del suo salvataggio come flash scattati a bracciate alterne ogni volta che ho respirato da quel lato. Tocco terra, mi alzo nell’acqua bassa e corro verso la zona cambio, subito torno nel mondo reale, tra stuoie e gente che, dietro le transenne, incitano tutti. Salto sulla bici e, dopo una ventina di km, ecco le salite. Le affronto insieme ad altri e tutti arranchiamo un po’. Fuori dalle case c’è tanta gente che ci incita, per loro è uno spettacolo e per noi è ancora più bello! Nelle discese vado veloce, ma presto mi accorgo del pasticcio: sono cadute le borracce e, a 30 km dalla fine e con la mezza ancora da correre, i ristori sono finiti e la mia acqua pure. Ma si deve andare avanti.

Ecco la corsa

Solo 21 km e rotti alla fine! Inizio a correre, poco più di 4 giri nel cuore di Pescara. La fatica si fa sentire, ma giro dopo giro viaggio verso l’arrivo. Ancora una curva e arrivo sul tappeto rosso, quello d’onore. Taglio il traguardo, qualcuno mi mette la medaglia al collo, è finita! Sul tabellone digitale leggo il mio nome, la speaker al microfono urla “Paolo, sei un finisher!”.

Che dire?

Custodirò dentro di me tutte le emozioni vissute, impagabili, in attesa di riviverle ancora nel prossimo triathlon, uno sport duro e difficile ma straordinariamente coinvolgente. Ciao, al prossimo Ironman!

(Tratto da Triahlete n. 217 – Aprile 2015)

 

Articoli correlati

Senza libretto di istruzioni

05 Luglio, 2016

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental. Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo […]

Mondo Elite

27 Giugno, 2016

I giochi sono fatti: la Coppa del Mondo di Cagliari (prima volta per l’Italia) e la tappa di WTS in Giappone di Yokohama chiudono definitivamente le qualificazioni olimpiche. In territorio nazionale, vince norvegese Blummenfelt, 11° il nostro Fabian. L’inglese Lee per le donne. Nella tappa di WTS vince senza particolari problemi lo spagnolo Mario Mola; […]

Un altro punto di vista, quello del supporter

07 Giugno, 2016

Lei è Michela, tifosa di lui, del suo lui.Lei non gareggia, dunque non è triatleta, eppure ama tantissimo questo sport. Ecco il suo racconto E’ necessaria una premessa importante: non sono assolutamente sportiva (per nulla), non so nuotare, in bici quella che per me è una salita ardua, un triatleta la percorre in un nanosecondo […]

MA QUANTI ERANO A PORTO SANT’ELPIDIO.

05 Giugno, 2016

Erano quasi duemila (!) gli atleti che hanno gareggiato a Porto Sant’Elpidio in una serie di gare dedicate ai giovani e i giovanissimi. Quattro affollatissime giornate ,dal 2 al 5, aperte da  un triathlon Sprint che ha visto la vittoria di Dario Chitti e di Francesca Ferlazzo. Molte ovviamente le società presenti a sottolineare il […]

Advertisement