WTS Amburgo, sventola il tricolore francese (senza errori) con la Beaugrand. Mola fa tris; Steinhauser e Olmo in top twenty

WTS Amburgo, sventola il tricolore francese (senza errori) con la Beaugrand. Mola fa tris; Steinhauser e Olmo in top twenty

15 Luglio, 2018

2018 ITU World Triathlon Series Amburgo: tra gli uomini vince lo spagnolo Mario Mola (campione del mondo in carica, che nella tappa tedesca trionfa per il terzo anno consecutivo). Cassandre Beaugrand tiene alto l’onore del tricolore francese senza sbagliare un colpo (né un colore). Tra i nostri azzurri, Verena Steinhauser chiude 17^ e Angelica Olmo 20^ 

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Sarà l’agitazione per la finale dei mondiali di calcio, ma mai si era vista una Francia tanto impacciata per la Festa della Bastiglia (proprio ieri, concomitante con lo sprint della quinta tappa di WTS): a risollevare le sorti di un paese imbarazzato da militari in parata che cadono dalle moto e da pattuglie acrobatiche che sbagliano i fumogeni, fortuna che c’è la giovane Cassandre Beaugrand, autrice di un capolavoro ad Amburgo, suo primo trionfo di carriera nella Series. La seguono sul podio della gara sprint la tedesca Laura Lindemann (già premiata in casa nel 2017) e la statunitense Katie Zaferes. Verena Steinhauser (Project Ultraman) spicca tra gli azzurri al traguardo con un bel 17° piazzamento al debutto in WTS. Mai così avanti nella classifica nemmeno Angelica Olmo (C.S. Carabinieri), 20^. Peccato per Alice Betto (G.S. Fiamme Oro): ritiro amaro per lei a seguito di una doppia caduta lungo i primi chilometri della frazione bike. Tra gli uomini vince lo spagnolo Mario Mola, al terzo successo consecutivo dopo quelli del 2016 e del 2017. Sul podio con lui anche il transalpino Vincent Luis, grande protagonista di giornata insieme al britannico Jonathan Brownlee, poi quarto; il bronzo, invece, va al sudafricano Richard Murray. Ritiro per l’unico azzurro in gara: Delian Stateff (G.S. Fiamme Azzurre), partito con la febbre, abbandonerà a pochi chilometri dall’inizio del segmento in bici.

Gara femminile

A gestire c’è la britannica Learmonth, seguita dalla statunitense Cook, dalla francese Beaugrand, dall’americana Spivey e dalla bermudiana Duffy, campionessa iridata in carica e ad Amburgo sul podio lo scorso anno. Al gruppetto in bici si agganciano la brasiliana Lopes e la britannica Taylor-Brownlee. Mentre le tre italiane procedono nel gruppo principale (dopo il nuoto, Olmo è 20^, Betto 25^ e Steinhauser 33^), davanti parte la fuga. Contestualmente, Alice Betto è costretta al ritiro a seguito di una doppia scivolata in bici nel primo dei sei giri (21 i chilometri totali per un tracciato con due curve a 180 gradi e parecchi cambi di direzione, pur senza variazioni altimetriche di rilievo). Il drappello con Olmo e Steinhauser tenta il recupero (pedalano forte l’elevetica – olimpionica nel 2012 – Spirig, le britanniche Holland e Stimpson, le statunitensi Zaferes e Kasper e l’australiana Jeffcoat), ma la Duffy non vuole lasciare spazio. Gruppone e battistrada si rincongiungono solo a 2 chilometri da T2. Prima a concludere il secondo cambio è la Spirig, poi le inglesi Stimpson e Taylor-Brown; Olmo è sesta quando inizia la sua corsa, Steinhauser 13^ (due i giri da 2.5 chilometri). Cavalcata solitaria per la giovane Beaugrand, mentre dietro sono in dieci a giocarsi argento e bronzo. Cassandre Beaugrand taglia il traguardo per prima (00:58:06), seguita da Laura Lindemann, vincente in volata (00:58:36) sulla statunitense Katie Zaferes, terza (00:58:37). Verena Steinhauser chiude 17^ (00:59:40) e Angelica Olmo 20^ (01:00:01). Qui tutti i RISULTATI.

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Gara maschile

Da subito concitata la prova maschile: adrenalica la prima frazione (giro unico da 750 metri) per gli atleti che, già nel centro di Amburgo, raggiungono la zona cambio in piazza del Municipio (lì anche la finish line). Davanti ci sono il belga Van Riel, il francese Luis e lo slovacco Varga; poi gli inseguitori in una lunga fila indiana. Bene il primo cambio per Stateff (uscito 33esimo dall’acqua) che, seppur non in giornata (ha febbre dalla sera precedente), si conquista un posto nel gruppone. Purtroppo, si ritirerà dopo pochi chilometri. Nel frattempo il drappello si divide: il norvegese Blummenfelt, il britannico Brownlee e il francese Luis tentano la fuga per graffiare la testa di gara con gli spagnoli Mola e Alarza, il sudafricano Murray, i norvegesi Stornes e Iden, il belga Van Riel, il portoghese Silva e il transalpino Luis, che giungono in T2 con 17 secondi di vantaggio. Subito via Luis e Brownlee; Blummenfelt perde vigore a causa di un problema allo stomaco. Recuperano Murray e Mola, seguiti da otto atleti tirati dall’aussie Birtwhistle. Mario Mola non ci sta e a due chilometri sferra l’attacco decisivo per la terza vittoria consecutiva ad Amburgo (00:53:24); argento in volata per Richard Luis (00:53:29) che la spunta su Richard Murray (00:53:32). Chiude quarto Jonathan Brownlee. Qui tutti i RISULTATI.

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Mixed Relay

L’appuntamento è ora con la staffetta mista 2+2 di domenica 15 luglio per la contesa del titolo iridato (20 i team al via): partenza alle ore 14.30 per il campionato mondiale di Mixed Relay, nuova specialità del programma olimpico di Tokyo 2020. In gara per noi nella ITU Triathlon Mixed Relay World Championships, tra gli azzurri precedentemente selezionati dall’Olympic Performance Director Filliol, presenti Gianluca Pozzatti (707), Davide Uccellari (G.S. Fiamme Azzurre), Angelica Olmo (C.S. Carabinieri) e Verena Steinhauser (Project Ultraman). Ogni frazionista dovrà percorre 300 metri di nuoto (giro unico), 2 giri da 3.5 chilometri per la frazione bike e 1.7 a piedi, suddivisi su due giri. Presenti i campioni del mondo dell’Australia e le nazionali d’argento e di bronzo nel 2017, Usa e Olanda; l’anno scorso l’Italia chiuse al 15° posto. Per Filliol “la squadra italiana può affrontare entrambi i percorsi in chiave olimpica (singoli e 2+2): con i nostri migliori atleti individuali dobbiamo assicurarci di qualificare due uomini e due donne e allo stesso tempo dobbiamo rientrare tra le migliori sette squadre oppure tra le tre nell’evento finale di qualificazione nel 2020, mentre qui ad Amburgo puntiamo alla top-10”.

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Dal sito FITri i commenti dei presenti

Verena Steinhauser: “Buona la prima, direi. Ho ancora tanta esperienza da fare in World Series e si sente: è davvero un altro mondo rispetto alle World Cup. Sono partita bene, mi sono ritrovata improvvisamente da sola e ho impostato il mio passo. Sono uscita attaccata con i denti al secondo gruppo e poi è iniziata una bici durissima. Il tracciato era già abbastanza tecnico ma è stato reso più duro dalle atlete che hanno impresso un ritmo forsennato: in questo frangente mi è mancata un po’ di esperienza, non sono stata in grado di rimanere costantemente nelle prime posizioni, aspetto che ha reso la frazione ciclistica ancora più impegnativa. Nella corsa ho pagato lo sforzo, ma mi sono difesa provando a partire forte: sono calata leggermente nel finale e ammetto di non essere contenta al cento per cento, ma analizzando lucidamente la gara posso essere soddisfatta. La strada è quella giusta”.

Angelica Olmo: “Sono molto contenta per le prime due frazioni: nuoto e bici molto solidi e nel ciclismo ho sempre cercato di rimanere nelle prime dieci posizioni. Abbiamo spinto davvero tanto: la Spirig andava veramente forte e, per quanto mi riguarda, ogni volta che provavo ad aumentare un po’ i crampi erano in agguato. In definitiva sono comunque contenta di aver centrato uno dei miei obiettivi fissati a inizio stagione ossia quello di entrare nelle prime venti in WTS, però voglio fare di più e lavorerò per essere più avanti la prossima volta. Riparto da questo bel risultato che mi rende felice, anche se non pienamente soddisfatta”.

Photo Credit: ITU.

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