• Salve dottoressa Lenci, sono Giorgio da Imperia e sono uno dei tanti appassionati di triathlon. Purtroppo da un paio di mesi riesco solo a nuotare per un problema alla schiena. Credo che il mio problema si chiami “sciatica”, perché il dolore non è solo a livello della schiena ma anche nella parte esterna della gamba fino al piede. Ho aspettato di vedere se con un po’ di riposo e ottimismo le cose andassero meglio, così ieri ho provato ad allenarmi, ma purtroppo sono punto e a capo. Il nuoto è un sollievo, mentre la bici e soprattutto la corsa dopo l’allenamento le pago care. Il dolore, quando è acuto, mi sveglia di notte e quando sono seduto in ufficio per tante ore ho bisogno di alzarmi. Questo mal di schiena influenza non solo la mia vita sportiva, ma anche quella lavorativa e la mia serenità. Da che parte iniziare? Dal fisioterapista, dall’ortopedico, dal medico di base per qualche antinfiammatorio? Intanto incomincio da lei. 
    Grazie, Giorgio
  • La Dott.ssa Bianca Lenci risponde alla lettera di un nostro lettore.

    Salve, sono un tifoso di triathlon. Oltre a seguire le gare, pratico questo magnifico sport da più di 10 anni o, meglio, praticavo. Uso il tempo passato perché da qualche mese sono fermo per un male alla spalla, un male che mi sveglia la notte e non mi fa allenare come vorrei (soprattutto nel nuoto). Ho visto un ortopedico che mi ha fatto fare una risonanza magnetica, dalla quale è emersa un’infiammazione del tendine sovraspinoso e sottospinoso. Mi è stato consigliato di iniziare la fisioterapia e vedere se il dolore passerà nei prossimi mesi. Se così non fosse, si penserà alla chirurgia o terapia infiltrativa. Speriamo di no! Cosa posso fare? C’è qualche esercizio che posso iniziare da solo? 
    Grazie in anticipo, Alessio da Verona

  • Tanto spazio dedicato alle gare che si sono susseguite in questa importante stagione agonistica. Bardolino, Lovere, Porto Sant’Elpidiosono solo tre delle località dove il triathlon ancora una volta ha segnato la storia del nostro sport. Il primo, un olimpico, è alla sua 34^ edizione, che ha portato 2.000 atleti schierati sulla start line; e proprio questo alto numero di partecipanti ha suggerito al patron Dante Armanini di realizzare una zona cambio rialzata. Al Campionato italiano di Medio, a Lovere, sono partiti 800 atleti e, per finire, a Porto Sant’Elpidio, grande festa di tre giorni per i giovani. Noi cerchiamo di fare da cornice a questi eventi, raccontando, proponendo e segnalandovi tutto quello che gira intorno al triathlon. Medicina, fisioterapia e alimentazione non mancano mai, così come la parte dedicata alla scoperta dei materiali o alle storie di personaggi particolari.

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  • Caro dottor Speciani, sono un triatleta di medio livello che ha da sempre problemi di allergie. Il mio medico mi fa assumere antistaminici e, quando non bastano, cortisonici. L’effetto su di me però, benché calmi la sintomatologia, è disastroso da un punto di vista sportivo: gambe di legno, fiato corto e qualche kg di troppo. C’è una via meno farmacologica che mi permetta di evitare questi spiacevoli effetti? 
    Grazie
    Marco - Modena

  • Il dott. Luca Speciani risponde alle domande di una nostra lettrice.

    Caro dottor Speciani,
    sono una triatleta di 45 anni, proveniente dal nuoto e da poco approdata alla triplice, con grande soddisfazione e divertimento. Purtroppo recentemente una MOC (mineralometria ossea, ndr) mi ha diagnosticato una lieve osteopenia e il medico di base mi ha raccomandato un alto consumo di latte e latticini per aumentare l’apporto di calcio. Poiché in passato ho avuto qualche problema con l’assunzione di latte, le chiedo se questa sia l’unica via per avere ossa sane in uno sportivo.
    Grazie, Rita - Roma

  • Un calendario gare particolarmente anticipato per questo 2018; già assegnati i titoli nazionali del duathlon, i nostri azzurri girano il mondo portando a casa risultati discreti, con Angelica Olmo protagonista scoppiettante al suo esordio

  • Prendiamo spunto dalla lettera di un nostro lettore per affrontare con il dott. Speciani l'argomento della ritenzione idrica:

    Caro Luca Speciani, la seguo su queste pagine e ho letto alcuni suoi libri, tanto da convincermi a effettuare un test bioimpedenziometrico per l’analisi della composizione corporea. L’esito del test ha rilevato una notevole ritenzione idrica (il medico che mi ha visitato ha parlato di 3-4 litri di sovraccarico!) e ora vorrei capire come fare a liberarmene. Mi è stato suggerito un diuretico, ma ho la sensazione che possa essere una soluzione solo temporanea. Che cosa posso fare? 
    Giuseppe - Milano