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Un futuro da triatleta (con l'IRONMAN nel mirino) per il ciclista Geraint Thomas, stella del Team INEOS. Parola di Cameron Wurf

Il futuro di Geraint Thomas post-ritiro? Il ciclista gallese pensa al triathlon. Nel frattempo, il vincitore del Tour de France 2018 e argento alla Grande Boucle 2019 è in procinto di scattare per la sua quattordicesima stagione da Pro. Un curriculum di successi su strada e pista per la stella 33enne del Team INEOS, scrivendo belle pagine sportive di un libro difficile da chiudere. E allora, perche non iniziare un nuovo capitolo? A CyclingNews, Thomas ha confessato: “Da piccolo nuotavo. Quando mi ritirerò dal mondo del ciclismo professionistico, voglio sicuramente affrontare un Ironman. O forse più di uno. Farò quello in Galles per primo. Il percorso in bicicletta dovrebbe essere abbastanza duro, quindi quello potrebbe giocare a mio favore. Comunque, penso proprio che avrò bisogno di qualcosa da fare quando mi fermerò. Se succederà fra tre o quattro stagioni, finirò con 18 anni da professionista. E prima ho fatto anche due anni da dilettante e da Juniores. Saranno vent’anni strani, in cui tutto quello che fai e tutto quello a cui pensi è il ciclismo, e hai sempre un obiettivo fissato per i due-tre mesi successivi”.
Del resto, Thomas ha già dato filo da torcere al triatleta australiano Cameron Wurf (ex Pro Cannondale del WorldTour nel 2013 e 2014 dopo un'esperienza olimpica nel canottaggio), con il quale si era allenato a Monaco poco dopo la vittoria al Tour de France 2018, perché con lui condivide alcune sessioni del preparatore del team INEOS Tim Kerrison. Wurf garantisce: “Sicuramente sa nuotare: non riuscivo a credere a quanto me lo fossi trovato vicino alla fine del tratto di acqua di 200 metri che usiamo per i nostri training. E dopo la nuotata, ha indossato le scarpe da corsa per fare con me un lavoro di velocità (a piedi – ndr), lavoro in cui sembrava a suo agio al ritmo di 3’40” a chilometro. Mi ha assolutamente sorpreso”.
Ma nel frattempo si pensa al Tour, alla Tirreno-Adriatico, al Giro di Romandia e al Giro di Svizzera, con un esordio stagionale al Giro di Provenza o al Giro dell'Algarve in febbraio. Continuando (esclusivamente) a pedalare per i prossimi tre o quattro anni: Cameron Wurf può tirare un sospiro di sollievo.

Foto: Team INEOS - Facebook