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Isole Tremiti - Foce Varano, 33km di nuoto

Andrea di Giorgio e Lisa Lapomada si raccontano

Indelebilmente macchiati dal blu più bello del mondo. Così ci sentivamo e sentiamo, nel centro di un tenero e profondo abbraccio. Ce l’abbiamo fatta, insieme, con la nostra determinazione, voglia di raggiungere un obiettivo nato da una frase lanciata nell’aria quasi per gioco, mentre Lisa mi affiancava in bici durante una mia fatica di corsa. Isole Tremiti-Foce Varano: «Ci andiamo a nuoto!». A febbraio ufficializziamo quest’impresa: 33 km di acqua, 33 km in continuità di movimento, solcando lo splendido territorio marino del Parco Nazionale del Gargano. Per me uno spostare l’asticella dei miei limiti un po’ più avanti, per Lisa la sua “prima volta”.

Si parte

Un sogno che parte il 5 luglio, alle 5.15 del mattino, fuori dal porto di San Domino, Tremiti. Io e Lisa saltiamo giù dal gommone, che ci farà da supporto e, nonostante il buio ancora sovrastante, nel lampo di un tuffo ci troviamo immersi nello splendido blu del mare Garganico. Seguiamo la rotta tracciata dagli amici che ci precedono: Giuseppe, in canoa, Alessio e Antonio in pedalò da traversate marine. Da subito cerchiamo di impostare un ritmo uniforme e bilanciato, ognuno col suo stile: Lisa con bracciate più frequenti e gambe possenti, io più economico, lungo, profondo e, praticamente, “senza gambe”; ma sempre e comunque insieme, vicini, così come abbiamo stabilito da precedenti accordi. “Nuotevole” è la nostra avventura.

Il mare aperto

Profondo blu, 60 m di profondità, impossibilità di appoggiare i piedi a terra per tante ore, l’acqua salata che brucia la bocca. Condividiamo le fatiche, e anche questa è per me una sfida nella sfida, per me che sono abituato a imprese solitarie e a soffrire da solo. Ma siamo parte integrante di un paradiso, avvolti e rapiti dal blu più bello del mondo che, con l’arrivo di uno splendido sole, ci permette di rimanere costantemente incantati dallo spettacolo della natura. Un blu trafitto da migliaia di raggi che ballano sotto al pelo dell’acqua, fino a spegnersi là dove le tenebre marine non permettono di andare più giù, là dove un immenso “sole nero” sembra rilanciare verso l’alto le migliaia di raggi che appena prima correvano in senso inverso. È un’emozione talmente forte da spazzare via la monotonia di un movimento cadenzato e ripetuto come è la nuotata, specie se è moltiplicata all’ennesima potenza, data la distanza. E che spettacolo osservare il/la compagno/a che nuota a fianco, mentre vola appena sotto il pelo dell’acqua, con sopra un cielo azzurro che si perde nello stesso azzurro del fondo del mare.

A ogni costo

Ci sono crisi, ovviamente, difficoltà fisiche, ognuno le sue personali. Ci sono cambi di vento e di correnti che rendono gli ultimi 8 km eterni e durissimi, ma c’è una parola d’ordine che entrambi abbiamo ben chiara in mente: “A ogni costo”. Arrivare a Foce Varano onorando coloro che hanno creduto in questa sfida e che sono stati capaci di “muovere le acque” mediaticamente, dando notevole visibilità all’impresa, che supporta la campagna umanitaria #Mettigli- LeAli di Amref Health Africa, di cui siamo sostenitori e portacolori ufficiali. Anche questo ci ha dato la forza e il coraggio di affrontare l’immensità di un ambiente senza confini.

Mi rimane dentro

Mi rimane dentro il viso di Lisa, i suoi occhi invasi da una crisi molto pesante; so cosa c’è dietro quello sguardo, conosco la sensazione che pervade potentemente il nostro essere in quegli attimi. È il momento in cui si decide tutto, il momento in cui si entra nelle sensazioni “ultra” o se ne sta fuori. La reazione di Lisa è incredibile, complici forse anche due mie parole buttate lì per spronarla; non so cosa, fatto sta che la grinta si impossessa di lei regalandomi felicità e orgoglio. Il ritmo dei seguenti 8/10 km è forsennato e, allo stesso tempo, esaltante. A tratti fatico a starle dietro e spesso, nei momenti di sosta/reintegro/nutrimento, le ricordo che ancora ne mancano tanti di km e che possono sembrare interminabili. Ora è il momento della pazienza. Si avvista la costa all’orizzonte, sembra ci strizzi l’occhio, e noi, se è vero che ne abbiamo fatti 25 di km, ormai è sicuro che faremo anche i restanti. Pazienza e sopportazione. Dopo 13:36’ riappoggiamo finalmente i piedi per terra, io e Lisa ci stringiamo in un abbraccio che vale più di ogni altra cosa al mondo. Ed è festa grande sulla spiaggia, più di 400 persone ad accoglierci. “Nuotevole” è nostra, lunga, intensa, vissuta, fantastica, profondamente emozionante e, come ogni altra volta, portata a termine. Pronti per progettare un’altra emozione.