La tedesca Anja Beranek, testimonal di Kuota, sarà al via del prossimo Challenge Rimini. L’atleta, che abita a Norimberga, sarà sicuramente una delle favorite nella prova femminile. Beranek, che la scorsa stagione si è aggiudicata la gara di Fuerteventura ed è entrata nella Top5 del Mondiale alle Hawaii, sarà in sella ad una Kuota KTzero5 appositamente preparata per lei. “Siamo ancora ad inizio stagione" – il suo commento – "ma vengo in Italia per fare bene e per mettere le basi per una buona annata nel triathlon, che vede come obiettivo principale ancora Kona”. Lo staff Kuota augura ad Anja una buona gara.

Tanti i personaggi del mondo del triathlon sul numero di questo mese: Fabio Sala, un triatleta per assessore allo sport al comune di Bardolino, l’uomo giusto al posto giusto; Attilia Mainardi, triathlon & Pole Dance, dalla muta ai tacchi; Marco Corrà, un talento da coltivare, infatti dalle categorie giovanili agli assoluti le sue qualità da campione si confermano.

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Jake Vella, 8 anni e affetto da Rohhad, rarissima malattia ormonale che induce un rapido e ingiustificato incremento del peso, pratica triathlon nella speranza di rimanere in vita.
Vorrebbe incontrare i suoi idoli, i fratelli Brownlee; nel frattempo Jake Vella, bambino maltese di 8 anni, si allena duramente. Affetto dalla rarissima malattia di Rohhad, sindrome da obesità a esordio rapido con disfunzione ipotalamica, ipoventilazione e disregolazione autonomica, per contrastare l'incremento di peso derivante dalla patologia di cui è affetto pratica assiduamente il triathlon. Con la speranza di rimanere in vita. Vittima reale di quell'incubo della società di oggi che è l'incremento di peso pur praticando attività e controllando l'alimentazione, mentre noi ci lamentiamo di non perdere "preziosi" grammi che ci impediscono di vincere, Jake ingrassa giorno dopo giorno pur nella quotidiana lotta per la sopravvivenza a suon di dieta e sport. Appena 75, come lui, le persone che con la loro vicenda clinica dovrebbero tacitare le nostre assurde frustrazioni. E sono tutti bambini. Già, perché con la Rohhad l'aspettativa di vita va dai 5 ai 9 anni, in ogni caso difficilmente oltre i 20. Troppo poco per arrivare da protagonista al sogno olimpico, quello che Jake porta nel cuore, ispirato proprio dai fratelli Brownlee. Assistere alle loro prodezze a Tokyo nel 2020 potrebbe essere già uno step troppo ambizioso. Ma nel frattempo Jake non si perde d'animo: continua con l'esercizio fisico e la dieta sana, praticando la triplice con la Malta Youth Triathlon Association. La Rohhad colpisce il sistema nervoso: tra i sintomi della malattia il rallentamento del battito cardiaco, una sudorazione eccessiva, la risposta della pupilla alla luce alterata e l'incapacità di mantenere l'equilibrio normale dell'acqua nel corpo. Un vero dramma che ti fa svegliare con chili di troppo nonostante tu ce la metta davvero tutta. Un incubo reale per "sole" 75 persone al mondo. Che si lamentano meno di noi.