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Dalle Olimpiadi di Pechino al record di Roth

Se c’è un avversario temibile per Javier Gomez e per Alistair Brownlee nella rincorsa al titolo mondiale dell’Ironman 70.3 che si correrà il 9 settembre 2017 negli USA, a Chattanooga, Tennessee, sicuramente sarà Jan Frodeno, il trentasettenne atleta tedesco che ha vinto a sorpresa nel 2008 le Olimpiadi di Pechino. Dall’argento ai Mondiali U23 del 2004 era finito in un vortice di mediocrità che di certo non lasciava allora molte speranze, e invece il colosso di Colonia, 1,94 metri di altezza, da perfetto outsider trovò la sua giornata battendo in volata Simon Whitfeld, il canadese vincitore a Sydney nelle prime Olimpiadi del Triathlon. Una vittoria che ha segnato la sua vita perché, oltre ad una medaglia, incontra l’australiana Emma Snowsill, oro nella gara femminile, che poi sposerà in Toscana nel 2013.
Tra alti e bassi dovuti a qualche infortunio, Jan Frodeno ritorna prepotentemente alla ribalta nel 2014 conquistando prima un argento ai Mondiali del 70.3 e poi il bronzo a Mondiali delle Hawaii; nel 2015, oltre ad alcune gare del circuito Ironman, vince a Kona il titolo assoluto, risultato che bissa nel 2016 dopo aver migliorato, gareggiando a Roth, il record mondiale sulla distanza lunga, portandola a un fantastico 7:35:39, con un tempo nella frazione finale, distanza della maratona, di 2:39:18.

Nella foto, Jan Frodeno e Emma Snowsill