Questione di chimica con la nuova molecola SmartNet Silica™: impossibile non innamorarsi dei nuovi pneumatici Pirelli PZero Velo!
Da Nobel per la chimica: gli pneumatici da bici diventano smart grazie alla più recente innovazione di casa Pirelli. Il nuovo brevetto dedicato al mondo velo si chiama SmartNet Silica™ ed è una molecola hi-tech di ultima generazione che consente massime prestazioni, equilibrate su tutti i fronti. Messa a punto dai laboratori chimici Pirelli per l’esclusivo uso ciclistico, SmartNet Silica™ va a braccetto con la linea PZero Velo di pneumatici: tre diversi modelli dedicati agli altrettanti principali utilizzi su strada, ovvero Road Racing, TT e 4S. Frutto di un lungo lavoro di ricerca e sviluppo, analisi di mercato, test in laboratorio e su strada, come per il celebre omonimo pneumatico automobilistico, PZero Velo attinge al meglio della tecnologia Pirelli, alla sua expertise di oltre 110 anni di storia e sfrutta l’enorme bagaglio di conoscenze, test, patent, innovazioni e tecnologie messe a punto dalla P lunga. Composta da oltre diciassette elementi, la mescola Pirelli è stata sintetizzata nel polo tecnologico dell’innovazione di Milano Bicocca. I ricercatori che hanno lavorato al progetto sono gli stessi che hanno messo a punto le mescole dei PZero di F1, oggi unico pneumatico in dotazione per le monoposto del massimo campionato su pista. SmartNet Silica™ è una molecola a base di silice, la cui conformazione differisce dalla silice tradizionale, presentando una tendenza naturale a ordinarsi, invece di avere una disposizione casuale all’interno della struttura. L’ordine porta a diversi vantaggi in termini di prestazioni: scorrevolezza dello pneumatico, prestazioni direzionali molto elevate grazie anche all’estrema elasticità, con conseguente diminuzione della generazione di calore e della resistenza al rotolamento. SmartNet Silica™, inoltre, offre il grande vantaggio di non concentrarsi, ma di disperdersi in maniera ampia e omogenea all’interno della struttura: questa proprietà, sommata alla naturale affinità chimica con l’acqua, si traduce in alte prestazioni sul bagnato. Un’ulteriore particolarità di SmartNet Silica™ è quella di saper creare un vero e proprio network di particelle, legando a sé altri elementi della mescola. La stabilità del reticolo molecolare è determinante per garantire il perfetto bilanciamento delle prestazioni e contribuisce alla protezione naturale contro le forature, senza appesantire la struttura e prolungandone la durata. PZero Velo: un solo nome per tre modelli, dedicati ai tre principali utilizzi su strada ed etichettati con il color code mutuato dalla Formula 1. L’etichetta argento caratterizza il PZero Velo dedicato al road racing, il più versatile dei tre, leggero, in grado di offrire massima scorrevolezza e handling, oltre a un comportamento su asciutto e su bagnato che trasmette grande sicurezza. È pensato per la competizione o l’allenamento, su qualsiasi tipo di asfalto. L’etichetta rossa definisce il PZero Velo TT, il più veloce e leggero della gamma, caratterizzato da ottima scorrevolezza ed elevato grip, a cui si aggiunge una perfetta tenuta sul bagnato. L’etichetta blu infine, si applica ai 4S, gli pneumatici quattro-stagioni, ideali in autunno e inverno, dall'elevata resistenza alla foratura e incredibile grip sul bagnato oltre che massima scorrevolezza e performance. PZero Velo si posiziona nel settore premium del mercato ed è dedicato al ciclista che cerca la performance pura senza rinunciare ad alcuna prestazione. La linea sarà disponibile nei punti vendita in Europa da agosto 2017.
Per dati tecnici e misure si rimanda alle schede tecniche. Sul nuovo sito www.pzerovelo.com sono disponibili ulteriori informazioni.

Marisol Casado, Presidente ITU e Membro CIO, promette e poi mantiene: proprio di oggi l'annuncio da parte del Comitato Olimpico Internazionale e della Federazione Mondiale della nuova prova olimpica a staffetta mista nel Triathlon, prevista già dai prossimi Giochi di Tokyo 2020.
Benvenuta, staffetta mista! Verso Tokyo 2020, "testimoni" del cambiamento: ufficializzate oggi le nuove prove olimpiche, da aggiungersi ai 5 nuovi sport già inseriti nel programma previsto per i Giochi giapponesi. Ad affiancare il basket 3x3, il tiro con l'arco a squadre miste, la staffetta mista 4x100 nell'atletica, il BMX Freestyle Park, il Madison (specialità di ciclismo su pista), alcune novità tra le prove schermistiche, il judo a squadre miste, il doppio misto nel tennis tavolo e la staffetta mista 4x100 nel nuoto, ci sarà proprio la staffetta mista del Triathlon - #TriMixedRelay - con due donne e due uomini a darsi il cambio. Nell'agosto 2020 il Parco Marino di Odaiba, a Tokyo, ospiterà la terza prova della nostra disciplina, dopo le prime due - maschile e femminile sulla distanza classica - dai tempi di Sidney 2000, e premierà gli olimpionici del Triathlon con una terza medaglia che scrive la storia di uno sport impegnato più che mai a strizzare l'occhio anche alle donne e ai più giovani. Madrina e ambasciatrice della triplice nel mondo, il Presidente Casado si dichiara entusiasta di questo nuovo traguardo raggiunto verso la strada dell'uguaglianza di genere negli sport di "fatica" e nelle prove in team misti. Emozionante, imprevedibile e maggiormente televisivo, il Triathlon della staffetta mista, ci scommettiamo, sarà la rivelazione mediatica di Tokyo 2020: nell'ordine donna-uomo-donna-uomo, ognuno di loro dovrà affrontare un super sprint da 300 metri a nuoto, 8 chilometri in bici e 2 di corsa prima di passare il testimone all'atleta successivo. Già incluse nel programma dei Giochi Olimpici della Gioventù, nei Giochi asiatici, nei Giochi del Commonwealth e aggiunte di recente nei Giochi PanAmericani di Lima 2018, le staffette miste saranno presenti al prossimo Campionato del Mondo di Amburgo, il 16 luglio. Voluta fortemente alle Olimpiadi dalle Federazioni Nazionali di tutto il mondo, una seconda medaglia nella staffetta mista - oltre a quella per la prova individuale - è già nel mirino degli atleti più "voraci", come Gwen Jorgensen, vincitrice ai Giochi di Rio 2016 e prossimamente di nuovo sugli schermi dopo la maternità. Ma, a proposito di mamme, ce n'è una in particolare che di medaglie potrebbe vincerne perfino quattro. Due delle quali, una volta tanto, di pari valore... Perché a Tokyo 2020 si parlerà la lingua dell'uguaglianza: quella di genere, quella tra fratelli... 

 

Cala il sipario sulla terza edizione del Cala Ponte Triweek, l’evento di triathlon olimpico più famoso del Sud Italia, che si è svolto ieri, 28 maggio 2017, nella splendida cornice di Polignano a Mare. Grandi atleti del panorama internazionale hanno partecipato alla caratteristica gara andata in scena sul palcoscenico della meravigliosa cittadina pugliese: dal canadese Tyler Misalwchuk all'australiano Ryan Bailie, dallo spagnolo Xabier Tijero alla britannica Charlotte McShane e, infine, l'australiana Grace Musgrove e l'ungherese Zsofia Kovacs. I ragazzi sono stati seguiti nelle varie sedute di allenamento settimanale da Jamie Turner, premiato come miglior allenatore dell’anno e coach della campionessa olimpica Gwen Jorgensen.

Turner 2017

"Siamo davvero soddisfatti per la riuscita della manifestazione: entusiasmante la risposta del pubblico, in continuo aumento, che si è molto divertito nel village sportivo polignanese", spiega Giacomo Fusillo, presidente dell’Otrè Triathlon Team. "Sotto il profilo sportivo, la gara è stata molto ben gestita e tutto si è svolto nel migliore dei modi. Ringrazio di cuore gli sponsor per aver creduto in noi e che l’evento possa crescere e diventare importante sempre più. L'obiettivo, ora, è quello di replicarlo al meglio."

Photo Credit: Marco Bardella

La tedesca Anja Beranek, testimonal di Kuota, sarà al via del prossimo Challenge Rimini. L’atleta, che abita a Norimberga, sarà sicuramente una delle favorite nella prova femminile. Beranek, che la scorsa stagione si è aggiudicata la gara di Fuerteventura ed è entrata nella Top5 del Mondiale alle Hawaii, sarà in sella ad una Kuota KTzero5 appositamente preparata per lei. “Siamo ancora ad inizio stagione" – il suo commento – "ma vengo in Italia per fare bene e per mettere le basi per una buona annata nel triathlon, che vede come obiettivo principale ancora Kona”. Lo staff Kuota augura ad Anja una buona gara.

Tanti i personaggi del mondo del triathlon sul numero di questo mese: Fabio Sala, un triatleta per assessore allo sport al comune di Bardolino, l’uomo giusto al posto giusto; Attilia Mainardi, triathlon & Pole Dance, dalla muta ai tacchi; Marco Corrà, un talento da coltivare, infatti dalle categorie giovanili agli assoluti le sue qualità da campione si confermano.

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Jake Vella, 8 anni e affetto da Rohhad, rarissima malattia ormonale che induce un rapido e ingiustificato incremento del peso, pratica triathlon nella speranza di rimanere in vita.
Vorrebbe incontrare i suoi idoli, i fratelli Brownlee; nel frattempo Jake Vella, bambino maltese di 8 anni, si allena duramente. Affetto dalla rarissima malattia di Rohhad, sindrome da obesità a esordio rapido con disfunzione ipotalamica, ipoventilazione e disregolazione autonomica, per contrastare l'incremento di peso derivante dalla patologia di cui è affetto pratica assiduamente il triathlon. Con la speranza di rimanere in vita. Vittima reale di quell'incubo della società di oggi che è l'incremento di peso pur praticando attività e controllando l'alimentazione, mentre noi ci lamentiamo di non perdere "preziosi" grammi che ci impediscono di vincere, Jake ingrassa giorno dopo giorno pur nella quotidiana lotta per la sopravvivenza a suon di dieta e sport. Appena 75, come lui, le persone che con la loro vicenda clinica dovrebbero tacitare le nostre assurde frustrazioni. E sono tutti bambini. Già, perché con la Rohhad l'aspettativa di vita va dai 5 ai 9 anni, in ogni caso difficilmente oltre i 20. Troppo poco per arrivare da protagonista al sogno olimpico, quello che Jake porta nel cuore, ispirato proprio dai fratelli Brownlee. Assistere alle loro prodezze a Tokyo nel 2020 potrebbe essere già uno step troppo ambizioso. Ma nel frattempo Jake non si perde d'animo: continua con l'esercizio fisico e la dieta sana, praticando la triplice con la Malta Youth Triathlon Association. La Rohhad colpisce il sistema nervoso: tra i sintomi della malattia il rallentamento del battito cardiaco, una sudorazione eccessiva, la risposta della pupilla alla luce alterata e l'incapacità di mantenere l'equilibrio normale dell'acqua nel corpo. Un vero dramma che ti fa svegliare con chili di troppo nonostante tu ce la metta davvero tutta. Un incubo reale per "sole" 75 persone al mondo. Che si lamentano meno di noi.

Ave Roma, Kuota te salutat! Partner imperiale del Triathlon Challenge Roma 753, Kuota focalizza sull'evento della capitale i suoi nuovi sogni di gloria.
KuotaCycle sarà partner tecnico ufficiale del Triathlon Challenge Roma 753 del prossimo 22 e 23 luglio nella Città Eterna. L’evento prevede due prove: una il sabato, sulla distanza sprint, (750 metri a nuoto, 20 chilometri di ciclismo e 5 di corsa) e l'altra il giorno seguente, sulla distanza atipica di 1,753 chilometri a nuoto, 75,310 in bici e 17,530 a piedi. Kuota, che da quest’anno ha stretto un importante accordo con il Team Forhans, aspetta tutti - atleti e appassionati - presso il proprio stand situato nella zona di partenza al Laghetto dell’Eur. Nell’area espositiva, attiva già dal venerdì, saranno allestiti tre gazebi dell’officina mobile. Per i partecipanti la possibilità di avere un consulto tecnico o un aiuto in caso di problemi meccanici di qualunque tipo: un supporto di qualità per un marchio che da sempre produce biciclette per i triatleti più esigenti. Una piacevole novità: per i partecipanti in sella a specialissime a marchio Kuota, l’estrazione a sorteggio di un telaio in carbonio. In occasione dell’appuntamento di Roma sarà inoltre possibile scoprire nel dettaglio alcuni prodotti della nuova gamma 2018 legati al mondo del triathlon, come KTzero5 (usato da Domenico Passuello e Daniel Fontana) e Kryon.

Filante come pochi, il rinnovato percorso ciclistico dell'IRONMAN 70.3 ITALY Pescara è perfetto per rincorrere il tuo nuovo personal best.
Recentemente annunciato alla conferenza stampa di presentazione degli eventi in programma nella città di Pescara, tutti fondamentali per economia e immagine del territorio, un percorso bike tutto nuovo caratterizzerà la 7^ edizione dell'IRONMAN 70.3 ITALY del 18 giugno, da sempre manifestazione generosa nel garantire emozioni e sicurezza. Rese necessarie anche a seguito degli straordinari eventi meteorologici dell'ultimo inverno abruzzese, le modifiche apportate al vecchio circuito renderanno la gara ancora più sicura e più filante. Usciti dalla zona cambio, il percorso prevede ora due giri da circa 45 chilometri che, attraversando l’asse attrezzato, condurranno l’atleta nel comune di Cepagatti e lo porteranno verso Pianella e poi via verso Santa Teresa, frazione di Spoltore, per rientrare a Pescara in piazza Italia. Il giro di boa in uno degli anfiteatri più ampi della città, che accoglie tutti i palazzi istituzionali e in cui sicuramente il pubblico troverà il luogo perfetto per aspettare e incitare i professionisti, tra cui l'attesissimo Alex Zanardi, ma anche i propri beniamini. Da qui si ripartirà per percorrere il secondo giro e rientrare nella zona cambio. Un percorso che già nella descrizione appare veloce, tanto da poter diventare uno dei più rapidi del circuito IRONMAN 70.3 d’Europa, ma impegnativo fin dalla fase iniziale. L’hot spot nel cuore della città permetterà al pubblico di applaudire e fare il tifo per tutti gli atleti: una carica di adrenalina perfetta prima di affrontare il secondo giro. Il paesaggio resta sempre uno dei più belli: all’orizzonte tutto il massiccio dell’Appennino, dal Gran Sasso alla Majella, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Pescara. Con un nuovo percorso così veloce gli atleti potranno realizzare la loro migliore performance e proseguire con una frazione podistica di altrettanta bellezza nella città di Pescara, per arrivare al traguardo ed essere consacrati Finisher. Il percorso sarà il medesimo, ma con un solo giro, anche per gli atleti che si cimenteranno nella gara del 5150 Triathlon Pescara, distanza olimpica a marchio IRONMAN. Con queste novità saranno diversi i momenti salienti che gli spettatori potranno vivere da vicino; infatti, dopo aver incitato gli atleti in piazza Italia, si potranno spostare a piedi verso il Ponte del Mare, punto nevralgico della frazione di corsa e infine, passeggiando sul lungomare, dirigersi verso il traguardo.

"Free Your Istinct": pubblicata la starting list di StoneBrixiaManXTri, la prima gara di xtreme triathlon tutta bresciana. Scopri chi libererà il proprio istinto per raggiungere il Passo Paradiso.
Gli organizzatori dell’edizione uno di StoneBrixiaMan, in programma il prossimo 8 luglio, sono ancora al lavoro per limare percorsi e logistica, ma la prima gara di extreme triathlon tutta bresciana ha messo il primo punto fermo: nei giorni scorsi è stata pubblicata la starting list ufficiale degli 83 iscritti. Tre le donne a contendersi il titolo – fra cui Karla Oblak – e 79 gli uomini, fra cui segnaliamo Nathan Farrugia e Roland Osele. Dall’estero il gruppo più nutrito è quello degli atleti provenienti dalla Francia (15), seguito da quello del Brasile (6), del Belgio (5) e della Germania (4). La starting list completa si può visionare qui. Come già l’anno scorso – che fu l'edizione "zero",  la “prova” in cui testare la grande macchina organizzativa di una gara molto impegnativa sotto tutti i punti di vista -, anche quest’anno StoneBrixiaMan si conferma come manifestazione di extreme triathlon dal respiro internazionale, con un servizio personalizzato di incoming per gli atleti stranieri, anche specializzato nel trasporto di attrezzature sportive. Insieme ai partecipanti, tutta la Valcamonica è protagonista di questa gara intensa quanto emozionante: i triatleti percorrono a piedi e in bicicletta tutta la valle, spesso incitati dagli stessi abitanti dei principali centri che accorrono per fare il tifo a questi ragazzi straordinari. Dal lago d’Iseo al Passo Paradiso passando da Sulzano, Ponte di Legno e Tonale, gli atleti dovranno portare a termine 3,8 km a nuoto (con partenza in notturna da una chiatta in mezzo al lago d’Iseo), 180 km in bicicletta e 42,195 km di corsa. La prova è lunga e difficile, il dislivello totale supera i 6000 metri: in bicicletta si raggiungono i 2621 metri s.l.m. e l’arrivo è posto al Passo Paradiso, anch’esso a una quota di 2600 metri s.l.m. Ponte di Legno, in particolare, è uno dei paesi che i triatleti attraversano più volte durante il percorso bike. È infatti la sede del T2, dove gli atleti consegnano la bici dopo aver attraversato due volte il centro abitato, per poi salire al Passo Paradiso. E ogni volta è una festa: in una gara così lunga (il più veloce, nel 2016, ha impiegato tredici ore per terminarla) ed estrema (siamo a luglio!), l’incitamento e il calore della gente per strada può fare la differenza, e gli abitanti di Ponte di Legno l’anno scorso non si sono fatti pregare. L’idea di organizzare la prima gara di extreme triathlon della provincia di Brescia nasce da DGG DecisamenteGGiovani, società di imprenditori bresciani nata alcuni anni fa dopo la comune esperienza dei suoi membri all’interno dell’Associazione Industriale Bresciana e già attiva sul territorio con importanti iniziative rivolte ai giovani, che in collaborazione con Zerotrenta Triathlon Brescia, squadra di triathlon della Leonessa d’Italia, ha sviluppato e proposto questa nuova competizione.

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

Lei è Michela, tifosa di lui, del suo lui.
Lei non gareggia, dunque non è triatleta, eppure ama tantissimo questo sport. Ecco il suo racconto

E' necessaria una premessa importante: non sono assolutamente sportiva (per nulla), non so nuotare, in bici quella che per me è una salita ardua, un triatleta la percorre in un nanosecondo e l’unica corsa che vale la pena (per me) fare è quando ci sono i saldi in un negozio di borse, ma, nonostante tutto questo, amo il triathlon! Quando ho sentito per la prima volta in vita mia questa parola, non sapevo neanche quale fosse il suo vero significato e, quando mi sono state spiegate le lunghezze di una gara, la mia domanda, forse un po’ scontata, è stata: “In quanti giorni?”.

La prima volta

Nel maggio 2013 partecipai (per favore permettetemi questo verbo) all’Ironman di Lanzarote, primo per me e primo anche per quello che poi è diventato mio marito.È stato subito amore a prima vista (non parlo solo di mio marito, ma anche di questo mondo). Credo che un giorno potrei scrivere un libro su quello che avviene in una gara di triathlon vivendola da supporter o da coach, le emozioni che accompagnano ogni gara, le persone che si incontrano provenienti da ogni parte di Italia e del mondo, le lacrime che ogni volta non riesco a trattenere sotto la finish line, la loro, eppure un po’ anche mia. Trovo che sia un mondo fatto di lealtà, sacrificio e, soprattutto, di famiglia! Ogni triatleta è sempre accompagnato da mogli, genitori, figli… e alla fine si diventa tutti amici.

Nel viaggio di nozze

Il triathlon ha accompagnato la nostra storia di coppia e abbiamo scelto insieme di inserirlo nel nostro viaggio di nozze! Ci siamo sposati il 14 febbraio 2014, da tutti siamo stati considerati romantici vista la scelta della data, in realtà questa era legata alla gara di Wanaka, in Nuova Zelanda, che si sarebbe disputata la settimana successiva. Così siamo partiti verso l’altra parte del mondo. Mio marito era l’unico partecipante dall’Italia e sentire suonare l’inno nazionale la mattina solo per lui/noi è stato indescrivibile. La gara di Wanaka è qualcosa di unico, parlo soprattutto del paesaggio, dei colori, delle mille sfumature di verde che appaiono all’orizzonte... A noi non importa la classifica, noi partecipiamo semplicemente per la gioia di condividere questo momento insieme e, ogni volta che Alberto arriva alla finish line, per me è sempre il numero 1!

Io le mie le chiamo in tre modi: triathlon, Francesco e BMC Dexter. Il triathlon è stato come quel colpo di fulmine che si prova quando vedi una donna per la prima volta in mezzo alla folla e che credi di conoscere da una vita; Francesco è il nome di mio figlio, che ho visto da piccolo piccolo crescere accanto a me e che, di pari passo, fa crescere in me l’amore nei suoi confronti, per quel bimbo che diventerà un giorno un uomo. C’è poi Dexter, la mia bici: di lei mi sono innamorato la prima volta che l’ho vista sulle pagine di questa rivista e ho sognato di farci il mio primo Ironman. Arrivo dallo sport, agonismo del nuoto, storia comune a tanti ragazzi della mia età quando la playstation non era ancora nata e lo sport era l’unica attività che ci era permessa, perciò giù a fare chilometri. Poi, una volta cresciuto, la vita mi abbaglia con le sue luci che un po’ mi confonde e tendo a perdermi; lascio lo sport e inizio a lavorare ma dopo, per gli strani giri della vita e quasi per caso, ho fatto dello sport la mia vita e il mio lavoro: corono il sogno di aprire una palestra nel mio paese. La seguo, ci metto il sangue, funziona, ne sono contento. Ma lo sport per me non è pesi e super serie, ed ecco che un giorno appendono nella bacheca la pubblicità di una gara sprint in provincia di Torino. Via, di getto mi iscrivo, cosa vuoi che sia uno sprint? Correre corro, nuotare nuoto e andare in bici lo faccio spesso. Preparazione sommaria, faccio la gara e la finisco in modo decoroso ma nulla di che: corro quei 5 km come fossero gli ultimi di una maratona.

Come una folgorazione

Una fatica che scoppia arrivato a casa sul divano, il cuore che impazza… un po’ perché stanco per uno sforzo che non prevedevo, un po’ perché ho scoperto una passione! Cerco sul sito la prossima gara, sono stato folgorato. E via altri sprint e un olimpico, chiudo la mia prima stagione così, il 2014. A ottobre di quello stesso anno decido per un 70.3, quello di St. Pölten. Mi iscrivo, pago, ormai è fatta, non mi posso più tirare indietro. Sono orgoglioso e ho tutti i peggiori difetti di ogni sportivo che si rispetti. Sono mesi intensi, mi alleno a sensazione, a tappe, a piccoli traguardi, cercando sempre il mio limite; scarico tabelle da Internet, mi documento, spingo, allungo i km, faccio mezze maratone.

Affascinante giostra

L’ho presa seriamente, arriva il giorno, parto, arrivo nel paradiso austriaco ed entro in questa “giostra” affascinante fatta di stand, di gente festosa, di pasta party. La tensione la scarico facendo il turista: per un giorno esco dal clima di gara, mi isolo. Ma il fatidico giorno arriva, mi sveglia l’acqua gelata del lago, da lì è tutto un susseguirsi di emozioni. Non sono un uomo che si emoziona facilmente, nella vita mi emoziona mio figlio e poco altro, ma rimarrà vivida la sensazione delle lacrime in gola arrivate al 1° km di corsa, quando ti senti “sul pezzo”, senti di far parte di quella meravigliosa giostra, ti senti vivo: 21 km finali fatti senza crisi se non quelle emotive, ma per quelle ci sono i miei fidi occhiali da gara a mascherare il tutto. Traguardo raggiunto nel tempo che mi ero prefissato. Dopo un’esperienza così non ci si ferma più, si spostano i propri limiti sempre più avanti. Klaghenfurt 26 giugno 2016: ci sarò, io e i miei fidi occhiali a mascherare le emozioni, perché il triathlon è fatica e la fatica genera emozioni che fanno sentire vivi. Grazie a questo mondo che sento un po’ più mio.

Come ogni numero, anche questo mese sono quattro le società che abbiamo scelto di pubblicare alla rubrica a loro dedicata. Mandateci anche voi uno scritto relativo al vostro team di triathlon con una foto di gruppo. In regalo da parte nostra cinque abbonamenti on line trimestrali per avere a portata di device la nostra rivista.

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La società ASD Triathlon Faenza - Team Multisport nasce nel 2005, inizialmente come selezione della locale società di atletica leggera. La squadra si è evoluta nel corso di questi 11 anni, partendo dal primo nucleo di 30 iscritti, per arrivate agli attuali 80 tesserati, tutti attivi nella partecipazione di gare italiane e internazionali. Il massiccio incremento di nuove iscrizioni al triathlon si spiega con l’evoluzione della disciplina in tutta la regione e in Italia in generale, ma è anche il frutto dell’organizzazione della società; grazie, infatti, a un consiglio direttivo che si occupa del coordinamento e dell’organizzazione di tutte le attività, dalla gestione sportiva, tecnica, logistica al magazzino, dall’area fiscale ai rapporti con gli sponsor e le pubbliche amministrazioni, la società è oggi saldamente ancorata al territorio e vicina ai propri atleti. Alla gestione degli allenamenti e della preparazione agonistica dei tesserati, la società di Faenza accompagna l’organizzazione dell’importante manifestazione “3ATHLON di Faenza”, in collaborazione con l’Associazione “Tre per te”; si tratta di una gara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di agosto, alla quale partecipano oltre 600 iscritti, di cui circa 100 bimbi. Una vera e propria festa cittadina, il cui ricavato viene devoluto interamente per finanziare progetti di solidarietà e promozione sociale in ambito locale.

Il Gruppo sportivo Fancello Cicli Terranova ASD nasce nel 1995 dall’esigenza della Società Ciclistica Terranova, costituitasi nel lontano 1951, di dedicare una parte dell’attività al ciclismo amatoriale e fuoristrada e, a partire dal 2014, specificamente al triathlon. Tenendo sempre in considerazione la decennale attività ciclistica, la società con sede a Olbia, sta puntando sempre più nella direzione del triathlon. Grazie, infatti, all’ottima struttura del Geo Village di Olbia, presso cui si svolgono gli allenamenti di nuoto, e grazie a tecnici preparati come Sergio Russo, Luca Farneti, Pietro Pellegrino, Stefano Piras e Sandro Fancello, la sezione dedicata alla triplice si sta evolvendo in maniera esponenziale. Sono 45 infatti i tesserati alla squadra, di cui oltre 20 appartenenti al settore giovanile, vera linfa della società sarda. La voglia di promuovere questo sport affascinante, unita all’impegno nel valorizzare il territorio, si sposa all’interno dell’ASD Fancello Cicli Terranova con il desiderio di dare ai giovani la possibilità di crescere e divertirsi con lo sport.La società sarda è anche molto attiva nell’organizzazione di gare ed eventi e, nonostante le molte difficoltà, è intenzionata a organizzare un triathlon al fine di promuovere la disciplina nel territorio del nord-est della regione.

Verso un nuovo quadriennio olimpico: il seguito del progetto Paratriathlon Eco Race Insuperabili presentato a Milano, in Regione Lombardia. 
Questa mattina a Milano, nel Palazzo di Regione Lombardia, Eco Race ha presentato i nuovi obiettivi degli Insuperabili, ormai sulla strada del secondo quadriennio olimpico. Progetto di Responsabilità sociale d'impresa, quello degli Insuperabili è stato pensato da Eco Race per promuovere lo sport Paralimpico come strumento di crescita e sostenibilità sociale. Gli onori di casa li ha fatti la consigliera regionale Maroni, che ha illustrato le azioni messe in atto da Regione Lombardia in favore dei portatori di disabilità per rendere la pratica sportiva un momento di aggregazione tra disabili e normodotati. Anche da parte della Federazione Italiana Triathlon persiste la volontà di sostenere progetti simili che guardano alla multidisciplina come strumento privilegiato di inclusione sociale per la disabilità e le due medaglie di Michele Ferrarin e Giovanni Achenza alle recenti Olimpiadi di Rio sono di ottimo auspicio per il nuovo quadriennio. Alberto Volpi, Presidente di Eco Race, ha posto l’accento sul coinvolgimento emotivo che spinge tutto il team di lavoro a credere in questo progetto destinato ad avere un positivo impatto sulla salute, sulle funzionalità psicomotorie, sulla socializzazione e il superamento di disagi fisici e delle barriere psicologiche. Neil Mc Leod per la Federazione Italiana Triathlon ha ricordato quanta energia venga spesa al servizio dei ragazzi portatori di disabilità che scelgono il triathlon come strumento privilegiato di inclusione. Lo staff federale che si dedica quotidianamente alla multidisciplina d’ambito paralimpico è sostenuto da YouAble, che nel 2016 ha deciso di avviare il progetto Insuperabili di iniziazione al Paratriathlon con Eco Race e nel 2017 sta andando avanti. Mattia Cambi, Direttore Tecnico della Nazionale di Paratriathlon, è già al lavoro con il reclutamento di nuovi atleti. Nel clou della stagione agonistica, i riscontri tecnici confermano la buona direzione presa e la strada ben impostata dal suo predecessore, Simone Biava. L’obiettivo è quello di aumentare i numeri di partecipazione di questo sport a livello nazionale, obiettivo da perseguire prima di tutto con un calendario di eventi promozionali diffusi su tutto il territorio.

Dalle scuole di Romano di Lombardia riparte il progetto paratriathlon "Insuperabili" firmato Eco Race; presenti alcuni atleti della Nazionale Italiana Paralimpica, tra cui Giovanni Achenza, bronzo a Rio2016.
Con Insuperabili, progetto di Responsabilità Sociale d'Impresa, l'impegno di Eco Race in nome della sostenibilità questa volta si declina nell'ambito del sociale: un nuovo sodalizio con la Federazione Italiana Triathlon anche per il prossimo quadriennio olimpico in direzione Paralimpiadi Tokyo2020 non solo sosterrà economicamente preparazione e trasferte degli atleti, ma realizzerà percorsi di formazione all'interno delle scuole per facilitare la sensibilizzazione giovanile al mondo della disabilità e la promozione tra i disabili dello sport Paralimpico come strumento di crescita e sostenibilità sociale. Inaugurato a Romano di Lombardia, il progetto è infatti ripartito con un incontro formativo nelle scuole superiori: le classi quinte dell'Istitituto Tecnico GB Rubini assieme a quelle del Liceo Don Milani hanno incontrato gli atleti della Nazionale Italiana di Paratriathlon, ospiti di Eco Race a Romano per il weekend di gare del circuito nazionale di paraduathlon.
L'appuntamento è quindi per domenica a Romano di Lombardia con i Tricolori Paraduathlon.

Ci siamo! Settembre 2016 Giochi Paralimpici di Rio, la 1ª edizione a includere nel programma ufficiale le competizioni di Paratriathlon. Alla pari di quella di Sydney per il triathlon, anche questa edizione è destinata a entrare nella storia. L’Italia sarà rappresentata da Michele Ferrarin, che si è assicurato la propria slot ai Mondiali di Chicago, e dagli atleti che si troveranno tra i primi nei ranking mondiali alla data del prossimo 30 giugno.

Qualità

La felicità di aver raggiunto un obiettivo così importante per la FiTri non viene oscurata dalla circostanza di prendere parte a un’edizione olimpica che si preannuncia sottotono rispetto a quelle viste nelle due precedenti edizioni, dove Pechino e poi Londra hanno ottenuto grandi risultati in termini qualitativi e di pubblico sia nelle competizioni olimpiche sia paralimpiche. I ritardi organizzativi ma soprattutto i grossi tagli di budget, dovuti a una profonda crisi che ha colpito il paese negli ultimi tempi, stanno incidendo profondamente sull’avvicinamento e sulla qualità finale dell’evento. A scontrarsi con questa realtà è soprattutto l’area tecnica della Itu che, sotto la guida di Thanos Nikopulos, delegato tecnico per l’evento, sta approntando dettagliati piani di emergenza per prevenire e gestire ogni problematica. A farle dimenticare è la location: Rio de Janeiro, nelle sue contraddizioni, è una città estremamente affascinante. Mentre il villaggio olimpico è stato costruito lontano dal centro, in una zona paludosa chiamata Barra, la avenue del paratriathlon è la splendida spiaggia di Copacabana, in pieno centro cittadino. La location incide fortemente sulle caratteristiche tecniche della gara.

Variabile

La variabile principale è rappresentata dal mare, che tanto potrà essere calmo, come lo scorso agosto nella gara preolimpica, tanto potrà avere onde alte fino a tre metri. Altra variabile è l’andamento delle maree, che incide fortemente sulla distanza tra le acque profonde e la zona cambio. Tale distanza assume rilevanza in quanto nell’ingresso e nell’uscita dal nuoto gli atleti sono assistiti da personale fornito dall’organizzazione e quindi, di fatto, senza possibilità di avere controllo sulla gara. Per ridurre al minimo la problematica di dover affrontare le onde allo start, si è optato per la partenza da acque profonde con un allineamento al margine di una chiatta posizionata nelle acque antistanti i muraglioni della fortezza che domina la baia. Per gli atleti saranno fondamentali le capacità direzionali e la capacità di nuotare in acque mosse e molto mosse. Un vantaggio sostanzioso preso in acqua, vista la natura della gara, potrebbe mettere una serie ipoteca sulla vittoria finale.

La bici

Il percorso ciclistico si snoda interamente sulla strada che costeggia la spiaggia, la Avenida Atlantica. Strada larga, hotel rinomati, chioschi di frutta e il passeggio di umanità che ha reso famosa Rio nel mondo: questo è ciò che circonderà gli atleti in gara. Il percorso è multilap e completamente pianeggiante, contraddistinto da lunghi rettilinei e curve a gomito. Essendo una gara a cronometro con divieto di fare scia, le doti di guida si evidenzieranno nel ritardare le staccate e nel perdere meno velocità possibile in curva. Sui rettilinei, invece, ci sarà da spingere forte, cercando di non andare però fuori giri. Ogni eccesso nella frazione ciclistica si farà sicuramente sentire nella corsa.

La frazione podistica

Anche la frazione podistica si svolgerà sulla Avenida Atlantica, con un percorso parallelo a quello podistico seppur più corto da ripetere due volte. Anche in questo caso, il percorso è molto veloce e dà la possibilità di poter controllare gli avversari anche a lunga distanza. Questa circostanza potrebbe essere sfruttata da chi proverà a rimontare da dietro. Anche questa frazione richiederà un gran cuore e la voglia di dare ogni goccio di energia per ottenere la vittoria. Per ogni lap vi sarà il passaggio in zona cambio, che verrà costruita su una pedana rialzata dal livello stradale, così come è avvenuto lo scorso anno.

Quando

Le gare saranno disputate nei giorni del 10 ed 11 settembre prossimi. A iniziare saranno gli uomini e a seguire, il giorno dopo, gareggeranno le donne. In concreto, si potrà assistere a quattro gare differenti una con partenza alle 10 ora locale, in cui parteciperanno due categorie diverse e una alle 11:20 ora locale. Al momento non è assicurata una diretta video internazionale a tutte le competizioni ma sarà possibile seguire gli eventi in streaming sul sito del Comitato Paralimpico. Mai come quest’anno la multidisciplina potrà godere di una visibilità elevata. I traguardi da raggiungere sono importanti e da seguire attentamente. Quello che conta è essere pronti a supportare e tifare i nostri portacolori. In bocca al lupo ai nostri atleti e forza Italia!

Avventura in miniera: Kristallmarathon, a 550 m di profondità. Ecco l’“Altra gara” di questo mese raccontata da chi l’ha “vissuta” in prima persona, Valerio Sala, che, recatosi in Germania, ha vissuto l’esperienza di correre una maratona in quell’ambiente ostile che è il sotterraneo: inquietante, buio, umido.

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Roma Caput Mundi: l'Impero non è più un miraggio e con la Capitale il cerchio si chiude nella perfezione di un circuito che ormai ha perfino Roma tra le proprie tappe. Ave, Challenge Roma 753!

Ave, Challenge Roma 753, triathleti te salutant! Il Challenge sbarca a Roma e lo fa con velleità imperiali. Con la Capitale per eccellenza, la sua storia e le sue leggende, il Circuito Challenge vuole chiudere in cerchio. Triatleti, unitevi alla forza dell'Impero: l'appuntamento è per il nuovissimo Challenge Roma 753 del 22 e del 23 luglio con una due giorni di sport che scriverà la storia. Il sabato uno sprint, la domenica la gara clou, su distanza atipica approvata dalla FITRI e per questo messa a calendario nazionale. Il Challenge vuole omaggiare Roma fin dal primo momento, con un nome tributo che porta alla memoria l'anno della sua nascita, il 753 a.C., e con delle distanze mai viste, declinate ad hoc sulla numerologia della fondazione. Si nuoterà per 1.753 metri nelle acque del laghetto dell'Eur, per proseguire sui destrieri di carbonio per 75.310 metri lungo le strade che trasudano di storia, quelle del Colosseo, del Circo Massimo, dei Fori Imperiali e delle cupola di San Pietro. E poi ancora 17.530 metri di corsa per tornare sulle rive dello specchio d'acqua da cui questa epica avventura è partita. Già fautore del Triathlon Olimpico No Draft Roma 753, il Forhans Team, anche organizzatore di questo nuovo evento Challenge, vi mette in mano la penna per riscrivere un pezzo di storia. Con un unico punto fisso: partire dal 753. Le iscrizioni aprono il 1° aprile 2017, il dado ormai è tratto. 

Phot Credit: Manolo Greco

Team Unlimited, la proprietaria del brand XTERRA, finita la gara di luglio dello scorso anno ha definitivamente chiuso i rapporti con Wolf Hardt, il licenziatario del brand per l’Italia delle precedenti quattro edizioni.
Il ristretto circolo dei triatleti conosce bene Wolf e certamente non può rimanere sorpreso di questa decisione arrivata, forse, troppo tardi se solo si considerano le estemporanee uscite nei social dell’ormai noto personaggio per le sue minacce di cancellazione degli ultimi due eventi a pochi giorni dalla competizione.
Gli americani hanno così incominciato a cercare un nuovo organizzatore per le prossime edizioni e si sono messi alla ricerca di qualcuno che potesse assumere un ruolo da protagonista per garantire la continuità di XTERRA a Scanno.
Ai proprietari del brand era infatti molto chiaro quanto Scanno piacesse ai triatleti per l’impegno che richiede questa competizione, considerata tra le più dure e belle del circuito di XTERRA WORLD CHAMPIONSHIP, e forse non è un caso che negli ultimi anni chi ha vinto la competizione svoltasi a Scanno ha vinto anche il titolo mondiale (Rubén Ruzafa, Mauricio Mendez).
I nuovi organizzatori Massimo Massacesi e Alex Miconi, che abbiamo avuto modo di conoscere durante la quinta edizione del Gala del Triathlon, hanno stretto partnership con diversi professionisti esperti nelle diverse aree di competenza e hanno creato un team operativo in grado di seguire tutta la complessità della macchina organizzativa dell’evento in programma il prossimo 30 Luglio.
La strategia di x-tribe, la nuova società sportiva licenziataria del brand XTERRA in Italia, è anche quella di organizzare altri eventi sportivi off-road nel corso di questo e dei prossimi anni. A tal fine x-tribe ha ottenuto dalla Team Unlimited un’esclusiva senza limiti per l’Abruzzo per il periodo 2017-2019.
Secondo i due nuovi organizzatori i triathlon internazionali off-road, oltre ad essere competizioni affascinanti e stimolanti, hanno un forte impatto mediatico che permette visibilità all’estero facendo così conoscere la bellezza del nostro Paese.
A tal proposito Massacesi afferma che “gli atleti utilizzano l’arco di tutto l’anno per le proprie vacanze sportive e, muovendosi preferibilmente nei periodi di minor affollamento, garantiscono la destagionalizzazione a benificio della comunità e degli operatori turistici, che partecipano attivamente ed economicamente all’organizzazione dell’evento XTERRA, a cui va la nostra gratitudine. Gli stessi operatori turistici insieme alle Amministrazioni locali si stanno adoperando per la realizzazione di un sistema di circuiti sportivi permanenti dedicati ai vari sport off-road, al fine di offrire al turista attivo strutture e servizi adeguati per poter praticare in tutta sicurezza la propria disciplina sportiva; noi, come organizzatori di eventi sportivi, siamo impegnati anche in questo progetto insieme agli operatori turistici e alle Amministrazioni Comunali”.
Miconi, parlando della competizione, cita quello che, proprio pochi minuti prima del nostro incontro, gli ha detto Rubén Ruzafa - ospite d’onore del Gala e pluricampione della competizione - : XTERRA SCANNO è davvero incredibile, il borgo il lago e le montagne che lo circondano sono molto affascinanti, consigliabile anche solo per una visita, e partecipare a questa gara così attraente è una avventura, una ardua sfida, e la consiglio vivamente ai triatleti che vogliono mettere alla prova i propri limiti”.
Massacesi, che proviene da esperienze manageriali dove si è principalmente occupato di partnership internazionali, e Miconi, appassionato triatleta, trail runner e accompagnatore di media montagna, entrambi provenienti da grandi città e oggi residenti nella piccola cittadina abruzzese, sono pieni di entusiasmo e voglia di fare nell’intento di organizzare una strepitosa quinta edizione di XTERRA SCANNO.

Photo Credit: Conrad Stoltz