Pronti a scrivere la storia: meno di un giorno al grande inizio. Il lungo week-end IRONMAN è iniziato e scriverà un'indimenticabile pagina di sport 
Quattro giorni di sport inaugurati con la conferenza stampa di ieri ai Magazzini del Sale di Cervia, perfettà località balneare da dove domani partirà il primo IRONMAN Italy Emilia-Romagna: presenti Björn Steinmetz, IRONMAN Regional Director Central Europe, Simona Di Domenico Race Director IRONMAN, Riccardo Marini Local Contractor Total Training, alcuni rappresentati delle Istituzioni e, in rappresentanza degli atleti, l’italianissima Martina Dogana, il giovane tedesco Andreas Draitz e il famosissimo atleta tedesco Timo Bracht. Già annunciata la data della prossima edizione: 22 settembre 2018. Ma soffermiamoci sulla prima: “Di sicuro qui si scriverà una pagina indelebile della storia di questo sport”, assicura Martina Dogana. Dello stesso avviso anche il Sindaco di Cervia, che ringrazia Forze dell’Ordine e comuni coinvolti dal percorso ciclistico, sottolineando l’orgoglio della città per essere stata scelta come location di un evento internazionale di questa portata. Timo Bracht racconta del suo forte legame con questa terra e, soprattutto, con questo mare, felice di rivivere emozioni giovanili in una delle ultime gare della sua carriera da professionista. Il giovane tedesco Andreas Draitz, alla sua prima competizione nella lunga distanza, è rimasto affascinato dal numero di atleti presenti con le loro famiglie e dall’atmosfera che si respira in tutta la città di Cervia. E infine l’atleta azzurra Martina Dogana, che nel 2011 ha vinto la prima edizione dell’IRONMAN Italy 70.3 a Pescara, considera l’IRONMAN un po’ come il suo portafortuna. Per lei che fa triathlon da 23 anni, trovarsi a disputare una gara di tale portata in Italia è una vera soddisfazione. Già calato il sipario sulla prima edizione della NIGHT RUN powered by Fantini, sold out con quasi 600 atleti iscritti, le immagini sono ferme ai sorrisi di ieri sera, alle maglie fluorescenti e ai bastoncini colorati che hanno illuminato lo start dalla spiaggia, tingendo le strade del centro storico di Cervia Milano Marittima. Solo un assaggio: domani al via l'evento clou. Benvenuto, IRONMAN Italy Emilia-Romagna!

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Photo Credit: Getty Images IRONMAN 70.3 Italy e IRONMAN Italy Emilia-Romagna.

Welcome, Alistair and Jonathan Brownlee! Attesi al Challenge Forte Village Sardinia i "Fratelli del Triathlon Mondiale"
I Brownlee alla V, stellare edizione del Challenge Forte Village Sardinia del prossimo 29 ottobre: sulla linea di partenza, oltre a tanti big della triplice, i fratelli più famosi nella storia del triathlon. I due olimpici britannici che, oltre alla classe da sportivi, hanno dato prova al mondo della loro grande umanità, parteciperanno alla gara half nella versione a staffetta. Arriva la conferma da Santa Margherita di Pula e, per rendere tutto ancora più avvincente, entrambi nuoteranno, in due team separati insieme ad altri 4 age group, che si contenderanno, tra numerosissimi appassionati, l’occasione unica e irripetibile di gareggiare con i più forti al mondo. I quattro ricercatissimi pettorali saranno venduti all’asta nei prossimi giorni sul sito eBay e il ricavato verrà devoluto ad una ONLUS. Entro i primi giorni di ottobre verranno svelati i nomi degli altrettanti fortunatissimi vincitori. Un amore puro verso la triplice porterà i due britannici al Forte Village Resort, location invidiabile per una manifestazione che nel 2016 ha vinto il titolo di “Miglior gara in Italia”. Non a caso i triatleti più forti al mondo hanno scelto il Forte Village, considerato il miglior resort al mondo, e che da anni ha fatto dello sport e delle sue Sport Academy con campioni internazionali uno strumento di forte promozione turistica e di valorizzazione del territorio. Afferma Andrea Mentasti, Direttore Gara: “Questa è la prima volta che i Brownlee gareggiano assieme in Italia ed è per noi motivo di grande orgoglio sapere che hanno scelto proprio la nostra gara e la nostra location per un impegno di charity come questo. La loro presenza si sposa benissimo con il DNA del nostro evento, che da sempre vuole essere non solo pura competizione ma, soprattutto, un momento di condivisione, divertimento e impegno, anche nel sociale. Riteniamo, inoltre, che la presenza dei Brownlee darà ulteriore fama alla nostra splendida isola che inizia a essere una location must per tantissimi amanti della triplice di tutto il mondo”. I due fratelli dello Yorkshire hanno ottenuto un successo dietro l’altro: Alistair è campione olimpico di Triathlon nel 2012 e 2016, ed è divenuto il primo triatleta ad aggiudicarsi i titoli mondiali di Triathlon in tutte e tre le categorie: Élite, Under 23 e Junior, (Élite nel 2009, Under 23 nel 2008, Junior nel 2006 e 2007). Jonathan, più piccolo di due anni, si è aggiudicato l’argento alle Olimpiadi di Rio nel 2016 e il bronzo a Londra nel 2012. Si è anche aggiudicato il titolo di Campione del Mondo di Triathlon nella categoria Under 23 e di Campione del Mondo di Sprint nel 2010. Nel 2016 Alistair e Jonathan hanno raggiunto una fama anche tra i non addetti ai lavori per l’esempio dato di affetto che li unisce. Tutti ricorderanno le immagini che hanno commosso il mondo intero durante la finale drammatica della World Triathlon Series a Cozumel, nel settembre 2016: mancano appena pochi metri alla finish line e Jonathan, esausto, viene trascinato dalle braccia del fratello Alistair, che lo accompagna sino al traguardo e gli fa conquistare la vittoria. Chissà quali altre forti emozioni sapranno regalare dal Challenge Forte Village Sardinia!

Da Enervit "nuova energia" per le Maglie delle Nazionali di ciclismo: al via la nuova partnership per i prossimi tre anni
Enervit, che anche nel mondo del Triathlon è presente e attiva sul mercato dell'integrazione alimentare sportiva, accompagnerà le Maglie delle Nazionali di ciclismo per i prossimi 3 anni, a partire dalla stagione 2017-2018. Partnership al via a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di ciclismo a Bergen, in Norvegia, e per tutte le categorie agonistiche delle varie discipline. Già fornitore ufficiale delle squadre Azzurre per una migliore integrazione, Enervit collaborerà al fianco degli Azzurri della FCI in un'unione che si rafforza e vedrà il marchio italiano sulla maglia della Nazionale. Enervit e la Federazione Ciclistica Italiana si confermano unite al servizio delle Nazionali di Ciclismo guidate da Davide Cassani, con tutta l’innovazione nutrizionale necessaria per supportare i maggiori attori dello sport mondiale e olimpico. E grazie proprio alla stretta collaborazione con Davide Cassani, ambasciatore straordinario, Enervit metterà a punto nuovi prodotti per gli azzurri delle due ruote, che potranno così contare su un supporto unico per la nutrizione e l’integrazione sportiva. Le squadre Nazionali di Ciclismo si avvalgono della linea più completa di integratori prima, durante e dopo lo sport, con la qualità e la sicurezza che da sempre l’azienda offre, compresa la garanzia doping free. Gli integratori Enervit Sport sono infatti stati sottoposti a controlli qualitativi indipendenti, che hanno consentito loro di essere pubblicati nella Cologne List®, una lista di prodotti testati per verificare l’assenza di sostanze proibite o dopanti. Usando i prodotti pubblicati nella Cologne List® gli atleti escludono il rischio di incorrere involontariamente in sostanze proibite e dalla stessa Cologne List® vengono informati in modo trasparente. 

È Luca Bonazzi che, intervistato da Fabio d’Annunzio, si racconta. Come, da una vita “normale” si possano ottenere risultati di tutto rispetto. Luca, infatti, nel suo palmarès vanta titoli di Campione Italiano di Winter Triathlon, di XTerra, convocazioni in Nazionale di Winter Triathlon e Cross Triathlon, argento e bronzo ai Mondiali nella sua categoria M1.

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Alice Betto, Alice delle meraviglie, Alice che ci meraviglia con i suoi due ottimi terzi posti: uno in World Triathlon Series, di Leeds, e uno al Campionato europeo di Kitzbuhel. Grande! Soprattutto alla luce dei molti infortuni che l’hanno colpita. Quando si dice di sapersi rialzare. Sempre.

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Alvaro Cecotti, 81 anni e non sentirli: presentato oggi a Milano presso Pink Jersey 1931 (locale degli eredi del mitico Learco Guerra) il video del record italiano dell'ora su pista siglato da Alvaro lo scorso 17 giugno al velodromo di Montichiari. Il nuovo record dell’ora su pista over 80 è di 134 giri alla media di 33,517 km/h.

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"Speravo di superare i 35 di media" sono state le prime parole di Alvaro sceso di sella...
Prossimo obiettivo? "Tra 3 anni e mezzo. Sono un ottimista... tenterò il record del mondo over 85".

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Photo Credit: RED 

IRONMAN Italy Emilia-Romagna 2017, buona visione su Sky Sport HD di Icarus PLUS #11

Triathlon Città di Torino, al via l'8 Ottobre la 16^ edizione sulla distanza Sprint. Previste anche le Prove Giovanili

Challenge Forte Village Sardinia, il sipario si alzerà il 29 ottobre. E su che palcoscenico! Siete pronti per una chiusura di stagione veramente al top?
Imperdibile questa IV edizione del Challenge Forte Village Sardinia, al via il 28 e 29 ottobre prossimi: la cornice è prestigiosa, la starting list promette come sempre scintille tra gli uomini e anche tra le donne. E, a proposito di donne, la manifestazione manderà in scena anche la seconda tappa del TRYTOTRI, evento promozionale sulle distanze di 300 metri a nuoto, 6 chilometri in bici e 2 a piedi, dedicato alle triatlete per una gara in rosa dopo quella inaugurale dello scorso aprile a Cremona, frutto della collaborazione tra la Federazione con la Commissione Donne, composta da Martina Dogana, Veronica Signorini, Antonella Salemi e Federica Zanda. Il Challenge Forte Village Sardinia ha accolto a braccia aperte tale iniziativa di valorizzazione della triplice, che ben si sposa con la sua politica di avvicinamento al nostro sport attraverso il proprio evento principe, apprezzato dagli specialisti sulla media distanza, ma ideale anche per i neofiti curiosi nei confronti dello sprint. Con partenza dal Forte Village, World's Leading Resort, perfetta location base della manifestazione, il Challenge Sardinia vi farà scoprire la bellezza naturale della zona meridionale dell'isola attraverso un percorso ciclistico lungo la spettacolare strada costiera. Prima e dopo potrete apprezzare le antiche tradizioni di un paradiso nazionale che vuole lasciarvi di stucco a suon di natura incontaminata e gustosa cucina. Professionisti, amatori e tanti VIP: il Challenge Forte Village Sardinia è pronto ad accogliere il mondo del triathlon con la migliore ospitalità italiana. Per chiudere la stagione con un ricordo indimenticabile, cartoline dalla Sardegna... Per info e iscrizioni, visitare la pagina web.

La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

Lei è Michela, tifosa di lui, del suo lui.
Lei non gareggia, dunque non è triatleta, eppure ama tantissimo questo sport. Ecco il suo racconto

E' necessaria una premessa importante: non sono assolutamente sportiva (per nulla), non so nuotare, in bici quella che per me è una salita ardua, un triatleta la percorre in un nanosecondo e l’unica corsa che vale la pena (per me) fare è quando ci sono i saldi in un negozio di borse, ma, nonostante tutto questo, amo il triathlon! Quando ho sentito per la prima volta in vita mia questa parola, non sapevo neanche quale fosse il suo vero significato e, quando mi sono state spiegate le lunghezze di una gara, la mia domanda, forse un po’ scontata, è stata: “In quanti giorni?”.

La prima volta

Nel maggio 2013 partecipai (per favore permettetemi questo verbo) all’Ironman di Lanzarote, primo per me e primo anche per quello che poi è diventato mio marito.È stato subito amore a prima vista (non parlo solo di mio marito, ma anche di questo mondo). Credo che un giorno potrei scrivere un libro su quello che avviene in una gara di triathlon vivendola da supporter o da coach, le emozioni che accompagnano ogni gara, le persone che si incontrano provenienti da ogni parte di Italia e del mondo, le lacrime che ogni volta non riesco a trattenere sotto la finish line, la loro, eppure un po’ anche mia. Trovo che sia un mondo fatto di lealtà, sacrificio e, soprattutto, di famiglia! Ogni triatleta è sempre accompagnato da mogli, genitori, figli… e alla fine si diventa tutti amici.

Nel viaggio di nozze

Il triathlon ha accompagnato la nostra storia di coppia e abbiamo scelto insieme di inserirlo nel nostro viaggio di nozze! Ci siamo sposati il 14 febbraio 2014, da tutti siamo stati considerati romantici vista la scelta della data, in realtà questa era legata alla gara di Wanaka, in Nuova Zelanda, che si sarebbe disputata la settimana successiva. Così siamo partiti verso l’altra parte del mondo. Mio marito era l’unico partecipante dall’Italia e sentire suonare l’inno nazionale la mattina solo per lui/noi è stato indescrivibile. La gara di Wanaka è qualcosa di unico, parlo soprattutto del paesaggio, dei colori, delle mille sfumature di verde che appaiono all’orizzonte... A noi non importa la classifica, noi partecipiamo semplicemente per la gioia di condividere questo momento insieme e, ogni volta che Alberto arriva alla finish line, per me è sempre il numero 1!

Io le mie le chiamo in tre modi: triathlon, Francesco e BMC Dexter. Il triathlon è stato come quel colpo di fulmine che si prova quando vedi una donna per la prima volta in mezzo alla folla e che credi di conoscere da una vita; Francesco è il nome di mio figlio, che ho visto da piccolo piccolo crescere accanto a me e che, di pari passo, fa crescere in me l’amore nei suoi confronti, per quel bimbo che diventerà un giorno un uomo. C’è poi Dexter, la mia bici: di lei mi sono innamorato la prima volta che l’ho vista sulle pagine di questa rivista e ho sognato di farci il mio primo Ironman. Arrivo dallo sport, agonismo del nuoto, storia comune a tanti ragazzi della mia età quando la playstation non era ancora nata e lo sport era l’unica attività che ci era permessa, perciò giù a fare chilometri. Poi, una volta cresciuto, la vita mi abbaglia con le sue luci che un po’ mi confonde e tendo a perdermi; lascio lo sport e inizio a lavorare ma dopo, per gli strani giri della vita e quasi per caso, ho fatto dello sport la mia vita e il mio lavoro: corono il sogno di aprire una palestra nel mio paese. La seguo, ci metto il sangue, funziona, ne sono contento. Ma lo sport per me non è pesi e super serie, ed ecco che un giorno appendono nella bacheca la pubblicità di una gara sprint in provincia di Torino. Via, di getto mi iscrivo, cosa vuoi che sia uno sprint? Correre corro, nuotare nuoto e andare in bici lo faccio spesso. Preparazione sommaria, faccio la gara e la finisco in modo decoroso ma nulla di che: corro quei 5 km come fossero gli ultimi di una maratona.

Come una folgorazione

Una fatica che scoppia arrivato a casa sul divano, il cuore che impazza… un po’ perché stanco per uno sforzo che non prevedevo, un po’ perché ho scoperto una passione! Cerco sul sito la prossima gara, sono stato folgorato. E via altri sprint e un olimpico, chiudo la mia prima stagione così, il 2014. A ottobre di quello stesso anno decido per un 70.3, quello di St. Pölten. Mi iscrivo, pago, ormai è fatta, non mi posso più tirare indietro. Sono orgoglioso e ho tutti i peggiori difetti di ogni sportivo che si rispetti. Sono mesi intensi, mi alleno a sensazione, a tappe, a piccoli traguardi, cercando sempre il mio limite; scarico tabelle da Internet, mi documento, spingo, allungo i km, faccio mezze maratone.

Affascinante giostra

L’ho presa seriamente, arriva il giorno, parto, arrivo nel paradiso austriaco ed entro in questa “giostra” affascinante fatta di stand, di gente festosa, di pasta party. La tensione la scarico facendo il turista: per un giorno esco dal clima di gara, mi isolo. Ma il fatidico giorno arriva, mi sveglia l’acqua gelata del lago, da lì è tutto un susseguirsi di emozioni. Non sono un uomo che si emoziona facilmente, nella vita mi emoziona mio figlio e poco altro, ma rimarrà vivida la sensazione delle lacrime in gola arrivate al 1° km di corsa, quando ti senti “sul pezzo”, senti di far parte di quella meravigliosa giostra, ti senti vivo: 21 km finali fatti senza crisi se non quelle emotive, ma per quelle ci sono i miei fidi occhiali da gara a mascherare il tutto. Traguardo raggiunto nel tempo che mi ero prefissato. Dopo un’esperienza così non ci si ferma più, si spostano i propri limiti sempre più avanti. Klaghenfurt 26 giugno 2016: ci sarò, io e i miei fidi occhiali a mascherare le emozioni, perché il triathlon è fatica e la fatica genera emozioni che fanno sentire vivi. Grazie a questo mondo che sento un po’ più mio.

Come ogni numero, anche questo mese sono quattro le società che abbiamo scelto di pubblicare alla rubrica a loro dedicata. Mandateci anche voi uno scritto relativo al vostro team di triathlon con una foto di gruppo. In regalo da parte nostra cinque abbonamenti on line trimestrali per avere a portata di device la nostra rivista.

Scopri di più sul numero di maggio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

La società ASD Triathlon Faenza - Team Multisport nasce nel 2005, inizialmente come selezione della locale società di atletica leggera. La squadra si è evoluta nel corso di questi 11 anni, partendo dal primo nucleo di 30 iscritti, per arrivate agli attuali 80 tesserati, tutti attivi nella partecipazione di gare italiane e internazionali. Il massiccio incremento di nuove iscrizioni al triathlon si spiega con l’evoluzione della disciplina in tutta la regione e in Italia in generale, ma è anche il frutto dell’organizzazione della società; grazie, infatti, a un consiglio direttivo che si occupa del coordinamento e dell’organizzazione di tutte le attività, dalla gestione sportiva, tecnica, logistica al magazzino, dall’area fiscale ai rapporti con gli sponsor e le pubbliche amministrazioni, la società è oggi saldamente ancorata al territorio e vicina ai propri atleti. Alla gestione degli allenamenti e della preparazione agonistica dei tesserati, la società di Faenza accompagna l’organizzazione dell’importante manifestazione “3ATHLON di Faenza”, in collaborazione con l’Associazione “Tre per te”; si tratta di una gara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di agosto, alla quale partecipano oltre 600 iscritti, di cui circa 100 bimbi. Una vera e propria festa cittadina, il cui ricavato viene devoluto interamente per finanziare progetti di solidarietà e promozione sociale in ambito locale.

Il Gruppo sportivo Fancello Cicli Terranova ASD nasce nel 1995 dall’esigenza della Società Ciclistica Terranova, costituitasi nel lontano 1951, di dedicare una parte dell’attività al ciclismo amatoriale e fuoristrada e, a partire dal 2014, specificamente al triathlon. Tenendo sempre in considerazione la decennale attività ciclistica, la società con sede a Olbia, sta puntando sempre più nella direzione del triathlon. Grazie, infatti, all’ottima struttura del Geo Village di Olbia, presso cui si svolgono gli allenamenti di nuoto, e grazie a tecnici preparati come Sergio Russo, Luca Farneti, Pietro Pellegrino, Stefano Piras e Sandro Fancello, la sezione dedicata alla triplice si sta evolvendo in maniera esponenziale. Sono 45 infatti i tesserati alla squadra, di cui oltre 20 appartenenti al settore giovanile, vera linfa della società sarda. La voglia di promuovere questo sport affascinante, unita all’impegno nel valorizzare il territorio, si sposa all’interno dell’ASD Fancello Cicli Terranova con il desiderio di dare ai giovani la possibilità di crescere e divertirsi con lo sport.La società sarda è anche molto attiva nell’organizzazione di gare ed eventi e, nonostante le molte difficoltà, è intenzionata a organizzare un triathlon al fine di promuovere la disciplina nel territorio del nord-est della regione.

Straordinaria storia raccontata nell’omonimo docu-film di Riccardo Barlaam, che tratta della storia di sette ragazzi straordinari che, con dedizione e determinazione, si sono qualificati e hanno ottenuto medaglie alle Paralimpiadi di nuoto a Rio 2016. And now? Waiting for Tokyo 2020.

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Verso un nuovo quadriennio olimpico: il seguito del progetto Paratriathlon Eco Race Insuperabili presentato a Milano, in Regione Lombardia. 
Questa mattina a Milano, nel Palazzo di Regione Lombardia, Eco Race ha presentato i nuovi obiettivi degli Insuperabili, ormai sulla strada del secondo quadriennio olimpico. Progetto di Responsabilità sociale d'impresa, quello degli Insuperabili è stato pensato da Eco Race per promuovere lo sport Paralimpico come strumento di crescita e sostenibilità sociale. Gli onori di casa li ha fatti la consigliera regionale Maroni, che ha illustrato le azioni messe in atto da Regione Lombardia in favore dei portatori di disabilità per rendere la pratica sportiva un momento di aggregazione tra disabili e normodotati. Anche da parte della Federazione Italiana Triathlon persiste la volontà di sostenere progetti simili che guardano alla multidisciplina come strumento privilegiato di inclusione sociale per la disabilità e le due medaglie di Michele Ferrarin e Giovanni Achenza alle recenti Olimpiadi di Rio sono di ottimo auspicio per il nuovo quadriennio. Alberto Volpi, Presidente di Eco Race, ha posto l’accento sul coinvolgimento emotivo che spinge tutto il team di lavoro a credere in questo progetto destinato ad avere un positivo impatto sulla salute, sulle funzionalità psicomotorie, sulla socializzazione e il superamento di disagi fisici e delle barriere psicologiche. Neil Mc Leod per la Federazione Italiana Triathlon ha ricordato quanta energia venga spesa al servizio dei ragazzi portatori di disabilità che scelgono il triathlon come strumento privilegiato di inclusione. Lo staff federale che si dedica quotidianamente alla multidisciplina d’ambito paralimpico è sostenuto da YouAble, che nel 2016 ha deciso di avviare il progetto Insuperabili di iniziazione al Paratriathlon con Eco Race e nel 2017 sta andando avanti. Mattia Cambi, Direttore Tecnico della Nazionale di Paratriathlon, è già al lavoro con il reclutamento di nuovi atleti. Nel clou della stagione agonistica, i riscontri tecnici confermano la buona direzione presa e la strada ben impostata dal suo predecessore, Simone Biava. L’obiettivo è quello di aumentare i numeri di partecipazione di questo sport a livello nazionale, obiettivo da perseguire prima di tutto con un calendario di eventi promozionali diffusi su tutto il territorio.

Dalle scuole di Romano di Lombardia riparte il progetto paratriathlon "Insuperabili" firmato Eco Race; presenti alcuni atleti della Nazionale Italiana Paralimpica, tra cui Giovanni Achenza, bronzo a Rio2016.
Con Insuperabili, progetto di Responsabilità Sociale d'Impresa, l'impegno di Eco Race in nome della sostenibilità questa volta si declina nell'ambito del sociale: un nuovo sodalizio con la Federazione Italiana Triathlon anche per il prossimo quadriennio olimpico in direzione Paralimpiadi Tokyo2020 non solo sosterrà economicamente preparazione e trasferte degli atleti, ma realizzerà percorsi di formazione all'interno delle scuole per facilitare la sensibilizzazione giovanile al mondo della disabilità e la promozione tra i disabili dello sport Paralimpico come strumento di crescita e sostenibilità sociale. Inaugurato a Romano di Lombardia, il progetto è infatti ripartito con un incontro formativo nelle scuole superiori: le classi quinte dell'Istitituto Tecnico GB Rubini assieme a quelle del Liceo Don Milani hanno incontrato gli atleti della Nazionale Italiana di Paratriathlon, ospiti di Eco Race a Romano per il weekend di gare del circuito nazionale di paraduathlon.
L'appuntamento è quindi per domenica a Romano di Lombardia con i Tricolori Paraduathlon.

Anche su questo numero, tanti i resoconti delle competizioni che ci hanno appassionato: dal Sanniti Triathlon, nel cuore d’Abruzzo, allo Stone Brixia Man, triathlon estremo, per passare al Prealpi Triathlon Fest, ad Alpago, e al Tricolori Triathlon Cross.

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Questo mese: Swimrun Otillo Sprint Engadin, “provata” dalla nostra collaboratrice Bianca Lenci, questa volta non in veste di fisioterapista ma di atleta/inviata speciale. Ci racconta di una disciplina in crescita, quella che porta a correre e a nuotare consecutivamente per molte volte. In un caleidoscopio di emozioni.

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Avventura in miniera: Kristallmarathon, a 550 m di profondità. Ecco l’“Altra gara” di questo mese raccontata da chi l’ha “vissuta” in prima persona, Valerio Sala, che, recatosi in Germania, ha vissuto l’esperienza di correre una maratona in quell’ambiente ostile che è il sotterraneo: inquietante, buio, umido.

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