C’è una differenza sostanziale tra modificare una gara IRONMAN® e cancellarla completamente. Ed è quella che separa quanto è successo a Nizza e Francoforte, due tra gli appuntamenti più prestigiosi del calendario europeo; entrambi costretti a confrontarsi con un’ondata di caldo eccezionale che sta interessando gran parte dell’Europa occidentale.
Da una parte, il Ramify IRONMAN® France Nice e l’IRONMAN® 70.3® Nice sono stati annullati a poche ore dal via. Dall’altra, il Mainova IRONMAN Frankfurt European Championship si disputerà regolarmente ma con un percorso sensibilmente ridotto per limitare l’esposizione di tutti gli atleti alle alte temperature. Due decisioni diverse, accomunate però da un unico denominatore: la sicurezza.

IRONMAN® Nizza e IRONMAN® 70.3® Nizza, una decisione delle autorità francesi
A differenza delle voci circolate nelle ultime ora, a decidere la cancellazione della gara è stata la Préfecture des Alpes-Maritimes, l’autorità statale francese responsabile della gestione dell’emergenza sul territorio che nel comunicato ufficiale ha dichiarato: «Le condizioni meteorologiche, unite alla proroga dell’allerta arancione per ondata di calore e al contestuale caldo prolungato che interessa il territorio nazionale da dieci giorni, ci hanno portato ad annullare entrambe le gare IRONMAN previste per domenica 28 giugno. Questa decisione è stata presa sia per tutelare la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti impegnati nell’evento (atleti, organizzatori e personale di soccorso), sia per evitare di gravare ulteriormente sui servizi di emergenza e sanitari, già sottoposti a forte pressione in tutta la regione».
Questo atteggiamento di prudenza merita una certa attenzione e riflessione. Bisogna cominciare a pensare che queste forti ondate di caldo possano modificare concretamente i calendari nazionali e internazionali. E probabilmente, se le cose non cambiano, non sarà un caso isolato. La motivazione della cancellazione del weekend di IRONMAN® Nizza non riguarda quindi esclusivamente il caldo (ricordiamo che sulla Promenade des Anglais c’erano 41°C anche nel 2017 quando Alessandro Degasperi arrivò 2°), ma la tutela degli atleti e la capacità del territorio francese di garantire assistenza medica, sicurezza e soccorsi a una manifestazione che avrebbe richiamato circa 4.500 partecipanti tra distanza full e half. In questi giorni, infatti, in tutta la Franci decine di persone, giovani e anziane, sono morte durante l’ondata di calore. Le temperature superiori ai 40°C hanno causato disagi al trasporto ferroviario e alla produzione di energia elettrica, e hanno portato al divieto di vendita di alcolici e alla chiusura delle scuole.

IRONMAN® e Nizza, un matrimonio finito?
La cancellazione del weekend di Nizza assume un significato ancora più particolare perché arriva nell’anno del 20° anniversario di IRONMAN® France nella Capitale della Costa Azzurra. Dal debutto nel 2005, infatti, l’evento era stato costretto a fermarsi una sola volta, nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19; con la full distance poi recuperata ad ottobre e il 70.3® annullato.
Quello di ieri, dunque, è stato uno stop che ha interrotto simbolicamente le celebrazioni di un anniversario che avrebbe dovuto rappresentare una festa per migliaia di triatleti provenienti da tutto il mondo, ma che probabilmente mette quasi la parola fine all’idillio tra IRONMAN® e la città di Nizza, anche se in queste ore si sta lavorando per definire i prossimi passi e individuare le soluzioni più appropriate per tutti gli atleti coinvolti, compresa la possibilità di individuare una nuova data per la gara.


E poi c’è un altro fatto. Come avevamo raccontato due mesi fa in un articolo dedicato, il nuovo Sindaco Éric Ciotti (secondo quanto riportato da ice.fr) aveva ribadito la volontà di non voler spendere più di 1 milione di euro (ad oggi se ne spendevano 1,6) per un evento che “paralizza la Promenade des Anglais” e mobilità centinaia di agenti e forze dell’ordine.
Durante la conferenza stampa venerdì 27 giugno, IRONMAN® ha dichiarato che Nizza non ospiterà più il mondiale 70.3® 2028 né l’eventuale edizione prevista come opzione per il 2030, mentre (caldo permettendo) rimane confermato il mondiale 70.3® 2026. Per quanto riguarda invece le edizioni 2027 e 2029, le sedi ufficializzate sono Chattanooga (Tennessee) e Mascate (Oman).
Inoltre, nel corso della stessa conferenza stampa, il Comune di Nizza ha esteso la propria partnership con IRONMAN® confermando la volontà di continuare a ospitare fino al 2029 sia la full distance che il 70.3®.
IRONMAN® Francoforte, una strada diversa
Scenario totalmente differente in Germania, dove il Campionato Europeo IRONMAN® 2026 si svolgerà ugualmente ma con distanze ridotte. Dopo un confronto interno tra le autorità locali e un team di medici, gli organizzatori hanno deciso di garantire l’evento introducendo però modifiche sostanziali ai percorsi, una scelta supportata anche dal due volte campione del mondo IRONMAN® 70.3® e campione del mondo IRONMAN® Sebastian Kienle che sul suo profilo Instagram ha postato alcune foto dell’edizione 2019.
Con l’uso della muta probabilmente vietato, la frazione ciclistica si accorcia da 180 a 125 chilometri mentre la maratona viene sostituita da una mezza maratona. Una scelta che punta a ridurre il tempo di permanenza degli atleti sotto temperature che potrebbero raggiungere un range tra i 36° e i 40 °C nel corso del weekend. Lo sanno bene anche i norvegesi Gustav Iden e Casper Stornes, “beccati” a correre sulle strade di Francoforte vestiti con un completo invernale (cappotto, cappello, guanti e scaldacollo) a 36°C di temperatura.
Un’estate che mette alla prova anche il triathlon
L’ondata di caldo che sta attraversando l’Europa non rappresenta un episodio isolato. Francia e Germania stanno registrando temperature eccezionalmente elevate, con picchi prossimi ai 40 °C e numerose allerte meteorologiche emesse dalle autorità nazionali. Il confronto tra Nizza e Francoforte racconta bene come la gestione del rischio possa cambiare da Paese a Paese.
In Francia, il peso della decisione è ricaduto sulle autorità pubbliche che hanno ritenuto prioritario preservare il sistema sanitario e i servizi di emergenza in un contesto già particolarmente delicato. In Germania, invece, la valutazione condivisa tra organizzatori e istituzioni ha portato a una soluzione intermedia: salvare l’evento riducendone durata e carico fisico.
In questo contesto anche il calendario delle gare endurance (non solo di triathlon) inizia inevitabilmente a cambiare. Se fino a pochi anni fa le modifiche ai percorsi erano spesso legate alla qualità dell’acqua, al vento o ai temporali, oggi il caldo estremo entra sempre più spesso tra i fattori decisivi nella pianificazione degli eventi.

È ancora presto per capire se quello di Nizza rappresenti un caso isolato o l’inizio di un nuovo approccio nella gestione delle gare di lunga distanza. Di certo, il messaggio che arriva da questo weekend è chiaro: davanti a condizioni climatiche eccezionali, la tutela degli atleti, dei volontari e dell’intero sistema di soccorso diventa prioritaria rispetto allo svolgimento della competizione.
E mentre Nizza attende di conoscere un’eventuale data di recupero, Francoforte si prepara a disputare una gara diversa da quella immaginata dagli atleti. Due risposte differenti alla stessa domanda: come continuare a organizzare eventi di endurance in un’Europa sempre più esposta alle ondate di calore?
(Giacomo Petruccelli)


