Tutti ne parlano ma pochi ne sanno: il ciclista può attraversare le strisce pedonali in sella o è sempre costretto a portare la bici a mano? Come per la fila indiana, anche il tema del ciclista e l’attraversamento sulle strisce pedonali accende gli animi in tante discussioni, senza che vi sia conoscenza della legge in merito. Ciò che è più sconcertante, però, è che a volte anche le forze dell’ordine esagerano con i ciclisti, senza sapere con precisione quanto preveda il Codice della Strada.
Per affrondire questa tematica e capire se il ciclista può attraversare le strisce pedonali in sella o no, abbiamo chiesto un parere all’Avvocato Federico Balconi dell’associazione Zerosbatti di Milano, che dal 2017 fornisce assistenza e tutela legale ai ciclisti in caso di incidente: “Molti appassionati delle due ruote – ci ha detto l’Avvocato Balconi – si sono quindi rivolti a noi dopo aver preso una multa per aver attraversato le strisce pedonali senza scendere dalla bici. Non sempre, però, i vigili sono dalla parte della ragione. Il ciclista, infatti, è obbligato a scendere dalla bici solo in alcuni casi”.

Attraversamento sulle strisce pedonali, un po’ di chiarezza
La confusione sul tema del ciclista e l’attraversamento sulle strisce pedonali si giustifica in una norma che lascia libera l’interpretazione. L’art. 41 comma 15 del codice della strada, infatti, dispone che “In assenza di lanterne semaforiche per velocipedi, i ciclisti sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comportamento dei pedoni”. Questa norma può essere interpretata in due modi:
- il ciclista ha la precedenza come un pedone;
- il ciclista deve scendere dalla bici e portarla a mano.
Percorrendo una ciclabile, specialmente quelle di ultima costruzione, si può notare la presenza di semafori dedicati proprio alle due ruote, che scattano in tempi diversi rispetto a quelli delle auto o dei pedoni proprio per non creare situazioni di pericolo o intralcio tra i diversi utenti della strada. E allora, quand’è che il ciclista non è obbligato a scendere dalla bici? Sicuramente non in presenza di un semaforo a lui dedicato che interrompe la ciclabile in prossimità di un incrocio per consentire un miglior traffico. Una volta scattato il verde, il ciclista può tranquillamente riprendere la marcia in sella alla propria bici, sempre con un occhio alla prudenza.
Ma cosa succede se il semaforo è quello che regola l’attraversamento dei pedoni? In questo caso non scatta comunque l’obbligo di scendere e proseguire a piedi, ma il ciclista deve prestare più attenzione e valutare se rimanere in sella alla bici non costituisca un pericolo o un intralcio. La stessa conclusione vale nel caso non ci siano semafori e ciclabili ma semplici strisce pedonali.

La soluzione
C’è un’unica ipotesi che prevede che il ciclista prosegua a piedi sulle strisce pedonali, ovvero qualora ci sia una situazione di intralcio, pericolo o di affollamento. In tutti gli altri casi non è tenuto a scendere dalla bici e dovrà semplicemente prestare molta attenzione, evitando ovviamente collisioni o incidenti (se così fosse, infatti, avrebbe un elemento di pregiudizio a proprio carico). Ciò è confermato e sottoscritto, colmando l’ambiguità del codice della strada (e con buona pace di tutti quelli che sono convinti che il ciclista debba sempre e comunque attraversare le strisce pedonali con la bici a mano), dall’Ingegnere Francesco Mazziotta, che ha siglato un parere del Ministero dei Trasporti (n. 513 del 24 gennaio 2013) che recita: “Ai sensi dell’art. 41 comma 15, in assenza di lanterne per velocipedi, il comportamento dei ciclisti sulle intersezioni semaforizzate deve essere analogo a quello dei pedoni, ossia deve conformarsi al disposto dell’art. 41 comma 5”. L’art. 41 comma 5 spiega semplicemente come ci si deve comportare con la colorazione del semaforo (rosso, giallo e verde).
La vera novità sta nelle righe successive in cui si legge: “In tal caso (intersezione semaforizzata pedonale) o anche in assenza di semaforo, i ciclisti possono attraversare in sella alla bicicletta… con le ovvie limitazioni di cui all‘art. 182, comma 4 del Codice“; codice (della starda) che prevede che “I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”.
Ricapitolando, il Governo chiarisce che la legge, a prescindere, non obbliga i ciclisti ad andare a piedi e non impone loro assolutamente di scendere dalla bici a ogni attraversamento pedonale, ma solo ed esclusivamente quando vi sia una possibile situazione di intralcio o pericolo per i pedoni. I ciclisti, inoltre, non devono comunque scendere in presenza della lanterna per ciclisti in prossimità di incroci che interrompono la ciclabile.
Incidente in bicicletta sulle strisce pedonali
Anche se dovrebbero essere “zone franche”, le strisce pedonali possono diventare teatro di incidenti in bicicletta. Cosa può accadere in questi casi? Anzitutto un dato importante: sulle strisce pedonali il ciclista ha la precedenza rispetto agli autoveicoli, che dovranno sempre rallentare e dare la precedenza, come con i pedoni.
Se però l’incidente si verifica tra ciclista e pedone, le responsabilità scaturiranno dalla dinamica che andrà accertata, anche se una presunzione di colpa potrebbe gravare sul ciclista, che si difenderebbe dicendo di aver erroneamente ritenuto che non vi fosse situazione di reale pericolo o non aver prestato la dovuta cautela. La presunzione, però, potrebbe essere superata qualora il ciclista riuscisse a dimostrare di non avere colpa nella dinamica del sinistro (situazione in cui un pedone, correndo, ha improvvisamente cambiato traiettoria pur non essendoci una situazione di intralcio) o che vi sia stata una colpa concorsuale. Se invece l’incidente è con un autoveicolo, questi risponderà per mancata precedenza al ciclista. Lo stesso ragionamento vale per la promiscuità tra ciclisti e pedoni sulle ciclopedonali.
L’invito ai ciclisti è sempre e comunque quello di utilizzare buon senso e prudenza, valutando bene quali siano le condizioni della strada per compiere scelte a favore della sicurezza anziché della fretta.
Avv. Federico Balconi



