Programmazione a lungo termine, per affrontare al meglio la prossima stagione, visto che quella passata è stata scarsa di gare

Approfittiamo, dunque, per preparaci al meglio, il tempo c’è, e così iniziamo coi consigli di Simone Diamantini che, a pag. 44, tratta del bi-giornaliero. Non è più solo competenza del professionista ma anche dell’amatore; l’importante è organizzarsi e il rispetto di logiche e carichi, così da non creare danni al fisico. Proseguiamo con Giorgio Rondelli, a pag. 48, e il cambio di ritmo, ottimo allenamento per fondo, mezzofondo e triathlon. Consiste nel passare quasi all'istante da una velocità a un’altra più elevata, cosa possibile se si ha un perfetto controllo neuromuscolare. Con Andra Gabba, a pag. 50, parliamo di no draft, come era una volta il triathlon, qualsiasi fossero le distanze, e al quale siamo tornati, causa sicurezza e giusto distanziamento. Nuovo regolamento ma, soprattutto, nuovo allenamento specifico. A pag. 52, Nadia Cortassa fa come considerazione che in questo periodo il giovane triatleta ha concluso la race season, mentre questo strano anno non li ha fatti gareggiare perciò tutto è cambiato, compresa la programmazione invernale. La nostra new entry Fabrizio Pitonzo ci parla di giovani triatleti e del progetto che li riguarda, il Winter Triathlon Kids (pag.54) per l’inverno. Importante è imparare certe variazioni del  gesto e vari sport da giovani per arricchire per sempre il loro bagaglio motorio. Ottimo dunque il triathlon, con l’aggiunta di un nuovo sport: lo sci di fondo. A pag. 56 Diego Novella e il suo amato Swim Run. Prima di una competizione bisogna sempre fare un buon riscaldamento, che può essere attivo o passivo. Con lui vediamo come e quanto farlo. Un articolo che si occupa del protocollo Covid a proposito della swimrun lo troviamo a pag. 58 ed è di Matteo De Benedetti, mentre a pag. 60 Luca Gozzi tratta dei 1.500 della distanza olimpica e, nello specifico, di propulsione della gambata e trazione della bracciata. Proseguiamo e a pag. 64 troviamo il titolo: La caviglia e il piede dello sportivo, di Giacomo Giovenali, il quale analizza la loro importanza per un corretto gesto tecnico di corsa e sulla bici. Alberto Duilio Schivardi e la progressione in bici (pag. 67): da 0 a 100 km. Come abbattere questo muro che, a volte, più che fisico è mentale. Triathlon al femminile (pag. 69), con Antonella Salemi: a livello motorio e fisiologico è vero che ci sono differenze importanti tra i due sessi, differenze che però non limitano la prestazione sportiva. Nell’ambito della prima frazione di triathlon, il nuoto, a pag. 72 Ferdinando Falconi pone la luce sulle differenze di tecniche e di galleggiamento in uno stesso sport, a seconda che si nuoti al mare, al lago o in piscina. A pag. 76 triathlon e cross, con Massimo Galletti e Stefano Davite; pratici consigli per le ruote grasse: tecnica, tabelle e materiali. Passando alle interviste, questo mese abbiamo incontrato il grande campione Jan Frodeno e a pag. 22 troverete l’articolo di Andrea Schiavon. Da non perdere. Ben altri tre sono i personaggi che abbiamo incontrato: Marco Corti e il suo Iron Everest (pag. 38), Nicola Scarmagnani e il marchio di sua invenzione Controvento (pag. 20) e Paolo Terazza, a pag. 24, e il suo caparbio e difficile ritorno all’Ironman dopo un grave incidente. A pag. 80 ecco un interessante articolo di Daniel Hofer sul valore aggiunto del mondo "virtuale" e quello della comunicazione social anche per i Pro del triathlon, a proposito di aziende che investono sul campione in relazione alla sua capacità di comunicare e di avere un seguito. A proposito di Distress intestinali ed endurance, ecco un interessante studio di Paolo Godina che insieme al suo entourage ha fatto uno studio con tanto di questionario. A pag. 32 i risultati, mentre a pag. 34 troviamo l’articolo di Sergio Migliorini dal titolo, Covid 19, Guidelines: impegno e fatica dell’Itu e della FiTri nella stesura delle regole per un ritorno alla normalità. Sani consigli su cosa/quanto/quando mangiare ci vengono, dopo un rapido excursus storico, da Luca Speciani e il suo Qual è il “cibo dell’uomo”? che troverete a pag. 30.   

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