Nuove prospettive, ecco il titolo del blocco allenamento di questo mese, l’ultimo numero del 2020, questo anno così strano, colpito da una pandemia mondiale

Evento drammatico che ha cambiato il nostro modo di vivere, di allenarci, di gareggiare in quanto bisogna tenere conto delle speciali norme sociosanitarie ormai ben note e che sono entrate a far parte della nostra routine. Molti dei nostri tecnici intravedono in questo cambiamento la possibilità di un miglioramento delle qualità mentali e fisiche dei triatleti. Così Simone Diamantini (pag.44), che riflette su questi ultimi mesi della stagione 2020, durante la quale le gare sono state eseguite col rolling start per il nuoto e il no draft per la bici, proprio per evitare contatti troppo stretti fra i triatleti. Con Andrea Gabba, a pag. 48, parliamo di allenamento della bici in autunno/inverno per il periodo introduttivo e per il periodo di costruzione generale, tra off road e ciclosimulatore. Proseguiamo con Giorgio Rondelli e la corsa campestre (pag. 52), cartina tornasole della crescita organica e psicologica dell’atleta/triatleta durante la preparazione invernale. David Morelli, a pag. 54, ci parla di prevenzione: pochi esercizi tutti i giorni. A pag. 56 il nostro esperto di nuoto Luca Gozzi ci spiega l’allenamento di intensità, durante il quale è necessario tollerare grandi livelli di affaticamento muscolare, innalzando la massima quantità di lattato che l’organismo riesce a produrre. Con Nadia Cortassa (pag. 58) ripartiamo tra le corsie della piscina adottando metodi di allenamento che favoriscano il processo di crescita del giovane triatleta. A pag. 60 Diego Novella tratta dello Swimrun, uno sport duro, completo, affascinante e in fortissima crescita, mentre a pag. 62 Giacomo Giovenali, con la premessa che il triathlon è uno sport di resistenza, evidenzia quanto sia importante allenare la forza con un adeguato e mirato training delle sue varie componenti. Alberto Schivardi, a pag. 64, consiglia una gara di corsa per terminare l’anno. Proseguiamo con Fernando Falconi (pag. 66) e la regolazione delle tacchette e con Max Galetti e come affrontare un single track. Lasciando il campo dell’allenamento e addentrandoci in quello medico/fisioterapico, ecco che a pag. 30 troviamo Luca De Ponti e il suo A proposito di postura, dove si afferma che non conta tanto lo stile di corsa ma la sua efficacia, e a pag. 32 Bianca Lenci e il suo Il polso del ciclista, ovvero Sindrome del Canale di Guyon. L’intervista di questo mese, a pag. 82, è per Maurizio De Benedetti e la sua lunga presenza, prima come atleta e poi come coach, nel mondo del triathlon: quali i cambiamenti? A pag. 80 ecco Alessia De Gilio e il suo contagioso ottimismo dal titolo: Nulla sarà più come prima. Ok, vero, ma non è detto che sarà peggiore, forse solo diverso. L’articolo di Antonella Salemi è a pag. 76, col suo Triathlon in rosa, Quando la parola “mese” è... femminile: personalizzazione dell’allenamento, sia fisico sia mentale. Da non tralasciare l’evento del mese (pag. 40): l’Italian Bike Festival che, in terra di Romagna, ha messo in vetrina tutte le novità del mercato delle due ruote. 

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