Nel mondo del ciclismo, le predictions non sono più un semplice gioco da bar. Quando per esempio Eurosport analizza le tappe chiave del Giro d’Italia o del Tour de France, lo fa incrociando dati come la VAM (Velocità Ascensionale Media, ovvero i metri di dislivello positivo percorsi in un’ora), i Watt pro chilo, le strategie delle squadre e lo “storico” del singolo ciclista. Nel triathlon di lunga distanza degli ultimi anni, la scienza e il calcolo sono entrati a pieno titolo nei pronostici. In maniera ancora più “estrema”, considerando che contro il vento hawaiano si lotta da soli.
Ecco perché, in occasione del ritorno dell’IRONMAN® World Championship alla finale unica di Kona – ultima gara dell’Experience Oman IRONMAN® Pro Series 2026 – abbiamo voluto guardare la start list 2026 della Big Island non solo con i nostri occhi ma anche con quelli degli osservatori del triathlon mondiale e di alcune delle voci del triathlon italiano: i coach Fabio Vedana, Simone Diamantini e Luca Zenti, oltre agli ex Pro Daniel Fontana (che a Kona c’è stato 6 volte) e Ivan Risti, che a Kona 2026 si è qualificato per la prima volta in occasione dell’IRONMAN Italy 2025 gareggiando da age group.

IRONMAN® World Championship Kona 2026, chi vincerà ?
Domanda fatidica, risposta un po’ meno. Cominciamo quindi a mettere in ordine fatti, numeri e considerazioni. Il periodo di qualificazione a Kona 2026 si è aperto il 16 agosto 2025 con l’IRONMAN® Kalmar-Sweden e si è chiuso giovedì 20 agosto 2026 dopo le ultime due full distance di Copenaghen e Leeds.
L’assegnazione delle slot
Attualmente, se un atleta Pro conquista la qualificazione e poi vince, va a podio o si classifica in una posizione che assegna la slot (vedi Michele Sarzilla 6° a Francoforte 2026 ma già qualificato a Cozumel 2025), questa viene riassegnata. In pratica, se una gara mette in palio 6 slot e un/una Pro che non si è ancora qualificato/a arriva 10°, ma i primi sei sono già qualificati, quell’atleta ottiene la qualifica.
Inoltre, sono previste slot automatiche per i campioni del mondo delle ultime cinque edizioni, che però devono convalidarla completando una gara IRONMAN® di qualifica all’interno del periodo di qualificazione. Fanno eccezione i campione in carica (nel 2025 Casper Stornes e Solveig Løvseth) che non deve convalidare la slot. SPOILER: i campioni del mondo IRONMAN® 70.3® in carica, invece, non ricevono più alcuna qualificazione automatica.

Le big
La gara femminile vedrà al via quattro campionesse del mondo (tutte con l’obiettivo di centrare il podio):
- Chelsea Sodaro (Kona 2022);
- Lucy Charles-Barclay (Kona 2023);
- Laura Philipp (Nizza 2024);
- Solveig Løvseth (Kona 2025).
A queste, si aggiungo altri nomi che hanno frequentato stabilmente le prime posizioni come Kat Matthews (2ª a Kona 2025 e Nizza 2024), e altre a cui “manca poco” come l’americana Taylor Knibb (ritirata a Kona dopo una battaglia nella maratona contro Lucy Charles-Barclay) e la francese Marjolaine Pierre (4ª a Nizza 2024).

Occhi puntati anche su alcuni nomi “jolly” che al momento rappresentano un’incognita ma che potrebbero essere estremamente competitive: la svizzera Julie Derron, indicata da Lucy Charles-Barclay come possibile outsider, che quest’anno ha dimostrato di avere una costanza di risultati non da poco, a cominciare dalla vittoria di aprile del Challenge Taiwan Half Distance, seguita dal 2° posto nel T100 Spagna, dalla vittoria dell’IRONMAN® Switzerland (con qualifica a Kona) e, di recente, dalla vittoria al T100 Vancouver. Al momento (ultimo update il 24 agosto 2026) occupa il 2° posto nella classifica mondiale PTO e il 1° in quella T100.

E poi ci sono la canadese Paula Findlay (al suo debutto sulla Big Island dopo essersi riscoperta nella long distance) e l’austriaca Lisa Perterer (tra le protagoniste di Kona 2025). Inseriamo anche Elisabetta Curridori, non tanto per una questione di affetto quanto per una condizione fisica e mentale impressionante di cui sembra aver trovato le fila da più di anno a questa parte, esattamente dall’IRONMAN® Arizona 2025 (gara che le ha dato la qualifica). E chissà che non potrebbe sorprenderci (e sorprendersi) ancora una volta.

I big
Situazione “selvaggia” nella gara maschile, con un parterre che definire un vero e proprio “tutti contro tutti” è un eufemismo. I grandi nomi sono quasi tutti favoriti, per un motivo o per un altro. Ecco le nostre considerazioni:
- Kristian Blummenfelt – dopo l’exploit incredibile di inizio stagione (qualifica a Kona ottenuta all’IRONMAN® New Zealand e al mondiale 70.3® di Nizza due settimane dopo a Geelong), l’oro Olimpico di Tokyo 2020 ha raccolto punti per la Pro Series con il 70.3® Oceanside e soprattutto con l’IRONMAN® Texas (7:21:24), anche se ora ha perso due posizioni. Attualmente è quello che in maratona va più forte: 2:30’47” in Texas e 2:29’33” a Roth. Certo, Kona è un’altra cosa… e lui se lo ricorda bene (3:32’04” nel 2024). Dal mese di giugno è lì a pestare come un fabbro tra Sankt Moritz e Livigno, dove rimarrà fino a prima di partire per le Hawaii. Un segnale molto chiaro… INDIAVOLATO;
- Gustav Iden – quest’anno ha fatto il “compitino” in scioltezza. Tre gare, due qualificazioni (Kona e Nizza). Facile, come bere un bicchier d’acqua. Rispetto alla maratona corsa nell’IRONMAN® Texas 2025 è migliorato di 15 minuti (2:55’47” contro 2:40’11”). Al mondiale di Nizza 2025, quando arrivò 2°, corse in 2:32’16”. Il norvegese, però, ha un conto in sospeso con Kona; deve rivendicare il DNF del 2024 e provare a migliorare quel 7:40’24” del 2022 con una maratona corsa in 2:36’15”. Anche lui si trova in compagnia di Blummenfelt. E anche lui è da tenere d’occhio… ARMA LETALE;
- Casper Stornes – a completare il terzetto norvegese che si allena tra Sankt Moritz e Livigno c’è il campione del mondo 2025, che in questa stagione sembra “non fare notizia”. Eppure, i numeri sono tutti dalla sua parte. Qualificato a primo colpo al mondiale 70.3® di Nizza, Stornes ha piazzato un 3° posto all’IRONMAN® Texas (7:23’50”) con una maratona corsa in 2:33′ secchi e un 1° posto nella torrida Klagenfurt. Al mondiale di Nizza 2025 corse 2:29’25”, a Francoforte 2025 in 2:35’02. Kona sarà una prima volta, un banco di prova che potrebbe confermarlo o… “ribaltarlo”. INCOGNITA;

- Sam Laidlow – bravino eh, non c’è che dire. In questo 2026 ha due gare IRONMAN® all’attivo (70.3® Valencia e IRONMAN® Lanzarote) con qualificazione a botta secca nei rispettivi modiali e il lusso del nuovo record sulla lunga distanza ottenuto a Roth (7:21’04”). Un monito per ricordare a tutti, a cominciare da se stesso, che rimane sempre uno degli uomini da battere. Il mondiale di Nizza 2025 fu un mezzo calvario, ma nonostante questo piazzò un 2:42’23” in maratona (5° in 8:03’55”). Se torniamo indietro ancora di un anno, a Kona 2024 Laidlow fece registrare 3’57’22” in bici per poi “esplodere” a piedi (3:12’49”). E a nulla gli valse bere un litro e più di Coca Cola in uno dei ristori sul percorso… IN CAMPANA SAM;

- Patrick Lange – la stagione del tre volte campione del mondo era cominciata male: DNF in Texas. Il tempo di riprendersi e un mese dopo, a Lanzarote, 2° posto e qualifica a Kona, annunciata di recente come la sua The Last Dance. Come Michael Jordan il 14 giugno 1998 a Salt Lake City contro gli Utah Jazz segnò il canestro che permise ai Chicago Bulls di vincere il sesto titolo NBA in otto anni, così Lange vuole lasciare il segno in una gara che conosce molto bene, specie per quanto riguarda la maratona. I suoi tempi “a piedi” sulla Big Island, infatti, oscillano nel range 2:39’45” (Kona 2016) – 2:37’34” (Kona 2024). Arriva sull’isola in sella alla nuova Canyon Speedmax, e con il 2:33’43” di Lanzarote e il 2:32’25” di Roth…. RUNNING WITH PATRIZIO;


- Magnus Ditlev – pur affrontando un inizio d’annata complicato a causa del fuoco di Sant’Antonio, il 2026 del triatleta danese ha sempre avuto come obiettivo dichiarato Kona, traguardo che ha visto da vicino nel 2024 (2° posto dietro un mostruoso Lange). Qualificatosi a fine giugno a Francoforte (11° su un percorso ridotto) ha poi gareggiato solo a Roth, arrivando 6° in 7:34’21” con una maratona corsa in 2:37’33”. Alle Hawaii (2024) aveva corso in 2:46’10”. Ingegnere chimico di formazione, Ditlev ha un approccio rigoroso e scientifico al triathlon. Studia i dati in modo ossessivo analizzando i file di allenamento e le dinamiche di gara con la stessa curiosità che un tempo dedicava alle equazioni. A Nizza 2025, per esempio, ha optato per una verniciatura “senza vernice” per ridurre il peso della bici in vista delle salite, curando ogni dettaglio della sua configurazione alla ricerca di piccoli vantaggi. All’inizio della sua carriera, invece (prima di ottenere sponsorizzazioni) costruiva da sé le estensioni aerodinamiche con nastro adesivo e tappetini da yoga. Magari non sarà uno di quelli che può vincere… ma Kona è strana. E se gira bene, stavolta sarà difficile contenerlo… FOLLIA SINCE 1997;

- Marten Van Riel – “guaddate che quetto è bbavo eeeh!”, avrebbe detto Maurizio Costanzo. Stagione mostruosa quella del 33enne belga: 2° posto come “riscaldamento” all’IRONMAN® Texas (7:22’56”) e qualifica a Kona. Poi vittoria del 70.3® Elsinore con qualifica a Nizza e vittoria dell’IRONMAN® Lake Placid® (7:41’57”). Van Riel corre forte: 2:32’41” in Texas e 2:34’49” a Lake Placid. A Nizza 2025 (4° posto) piazzò un 2:40’46”, A Cozumel 2024 fece registrare un 2:39’38”. Quest’anno è la sua prima Kona. E vuole vincere… SNIPER;

- Vincent Luis – esordio hawaiano anche per l’ex olimpionico francese vincitore di due titoli mondiali (2019 e 2020), che dopo una grande carriera nelle distanze brevi ha cambiato obiettivo per dedicarsi alla long distance con il sogno di partecipare e vincere Kona. Si è qualificato con il 4° posto all’IRONMAN® Texas 2026 (7:25’29”) correndo la maratona in 2:34’52”; due mesi dopo a Francoforte ha ottenuto un 5° posto (davanti a Sarzilla). Al suo esordio ufficiale nella lunga distanza (Roth 2025), chiuse in 7:38’54” correndo la maratona in 2:43’18″… LES JEUX SONT FAITS;

- Jonas Schomburg – nelle tre lunghe distanze in cui si è cimentato nel 2026 (IRONMAN® Texas, Challenge Roth e IRONMAN® Kalmar-Sweden) ha sempre detto la sua: 7:30’10” (7°), 7:32’17” (5°) e 7:22’57” (1°); quest’ultima in particolare, è stata la sua prima affermazione in un IRONMAN, con una prestazione dominante costruita prima nel nuoto e poi consolidata in bici (4:00’44”) e in maratona (2:34’36”), dove quest’anno si è difeso abbastanza bene con un 2’39’36” in Texas e un 2:41’01” a Roth. Ma anche a Nizza 2025 non aveva sfigurato (2:36’49”), con la differenza che in Costa Azzurra era arrivato “solo” 6° (8:07’04”)… IN RAMPA DI LANCIO;

- Sam Long – in quanto a “incognite”, il 30enne americano che quest’anno ha piazzato il record del percorso nell’IRONMAN® 70.3® Boise, è probabilmente il più indicato a ricoprire il ruolo di “mina vagante”. Il dato più fresco in una long distance è il 7:39’56” fatto registrare in Texas lo scorso aprile (15° posto) con una maratona corsa in 2:42’29”. Il penultimo, invece, risale al novembre 2025, con il 2° posto all’IRONMAN® Arizona (7:37’21”) che gli è valso anche la qualifica a Kona 2026 (maratona corsa in 2:40’32”). Di recente ha pubblicato un video sul suo profilo Instagram mentre si allena in Arizona all’interno del Picacho Peak State Park (una delle aree naturali più iconiche dell’Arizona meridionale), correndo probabilmente lungo la Interstate 10 (a metà strada tra Phoenix e Tucson) con indoosso l’imbragatura che regge un dispositivo per misurare la VO2max. La didascalia riporta una frase di Michael Jordan: «Il mio atteggiamento è che se mi spingi verso qualcosa che pensi sia una debolezza, allora trasformerò quella debolezza percepita in una forza». Più di un indizio quello di Long, che testimonia che a Kona vuole essere un problema per tutti… SCATENATO.

I “tre moschettieri” italiani protagonisti della gara maschile
L’IRONMAN® World Championship Kona 2026 sarà anche l’edizione con il numero più alto di Pro italiani al via nella storia del mondiale; ben quattro (3 uomini e 1 donna), due dei quali al debutto sulla Big Island. Tra gli uomini, eguagliato il numero del mondiale 2017 quando al via c’erano Daniel Fontana, Alessandro Degasperi e Giulio Molinari:
- Michele Sarzilla – del gruppetto, è quello che ha avuto più tempo di tutti per prepararsi al meglio. Qualificatosi a novembre 2025 con il 4° posto all’IRONMAN® Cozumel (7:55’53” con un 2:50’3′” in maratona), Sarzilla ha poi gareggiato solo sulla mezza distanza del circuito Challenge (3° posto in Gran Canaria, 2° posto a Cesenatico, 16° posto a Šamorin) prima di indossare nuovamente un pettorale “col pallino rosso” in quel di Francoforte e piazzare (se pur su un percorso ridotto) un altro grande risultato (6° posto). Proprio Francoforte doveva essere la gara test in vista di Kona, cosa che poi non si è potuta verificare. Così, qualche giorno fa, Sarzilla ha postato sui social una simulazione di gara spiegando proprio questo particolare, e aggiungendo che l’allenamento comprendeva anche dei test su nuovi materiali e nuovi prodotti Enervit. Arriverà alle Hawaii con più di una freccia al suo arco e un taglio di capelli aerodinamico. Se saprà gestirsi a nuoto e in bici, chi sa che non possa scrivere un’altra pagina di storia importante per la sua carriera… MARINES;

- Mattia Ceccarelli – dopo un inizio di stagione non felice (DNF in Sud Africa), il romagnolo ha fatto tappa a St. Polten per la mezza distanza a marchio Challenge, step di preparazione per l’IRONMAN® Austria dove ha conquistato il primo successo in carriera sulla distanza IRONMAN e la prima qualificazione a Kona della sua carriera, nonché uno dei risultati più prestigiosi in campo maschile mai ottenuti da un professionista italiano (7:48’07” con una maratona corsa in 2:46’38”). Questo sarà il suo secondo mondiale dopo Nizza 2025 (DNF) e considerando lo “stato di grazia” in cui si trova in questo momento, unito a un nuoto e una bici molto spinti, la maratona potrebbe regalargli una grande sorpresa a patto di una gestione parca di energie. Più che una “ultima spiaggia”, secondo noi Kona potrebbe essere una grande opportunità per il “Cecca”… JOLLY;

- Gregory Barnaby – non si può dire che questa sia la sua stagione migliore, ma di certo si può dire (e senza essere smentiti) che quando è in condizione diventa una spina nel fianco per tutti. A Kalmar, nell’ultima occasione utile per la qualifica al mondiale del 10 ottobre, Barnaby ha ottenuto un 4° posto con 7:32’11”, crono che da un lato ha significato la slot per Kona e dall’altro la nuova migliore prestazione italiana di sempre nella long distance (il precedente record era sempre suo, 7:33’44”, ottenuto a Francoforte nel 2024). Abituato com’è a vedere entrambi i lati della medaglia, Greg non ha nascosto un po’ di amarezza per essere scivolato fuori dal podio dopo aver corso per 32 km in 2ª posizione, come ha dichiarato in un post pubblicato sul suo account Instagram. La prestazione di Kalmar, però, ha sicuramente rappresentato un grande step in avanti dopo il DNF del Sud Africa dello scorso 19 aprile e il 24° posto al Campionato Europeo di Francoforte di fine giugno; risultato, quest’ultimo, fortemente condizionato da una brutta caduta in bici subito dopo l’uscita in T1 quando era tra i primi. Sarà il terzo mondiale, il secondo sulla Big Island, dove all’esordio del 2024 arrivò 6° in 7:48’22” con una maratona corsa in 2:50’33”. The best is yet to come… KONA DREAMIN’.

Kona Predictions: Vedana, Diamantini, Zenti, Fontana e Risti
Ed eccoci finalmente arrivati alle Kona Predictions di alcune tra le voci più importanti del triathlon italiano. Abbiamo chiesto a Fabio Vedana (coach Michele Sarzilla), Simone Diamantini (coach Mattia Ceccarelli), Luca Zenti (coach Gregory Barnaby), Daniel Fontana e Ivan Risti, un’analisi della finale di Kona. Ecco cosa ci hanno detto.
Fabio Vedana
«Nella gara femminile vedo come favorite la campionessa uscente Solveig Løvseth, la pluricampionessa inglese Lucy Charles-Barclay e la tedesca Laura Philipp. Come outsider, invece, l’argento Olimpico di Parigi 2024 Julie Derron. La nostra Elisabetta Curridoni può ambire a finire in una sorprendente top 10 se saprà adattarsi al clima hawaiano. Anche tra gli uomini vedo favorito il campione uscente Casper Stornes (incredibile nella canicola di Francoforte tra l’altro), e il franco-inglese Sam Laidlow che mi ha molto impressionato nella gara di Roth. Poi c’è il quasi veterano Barnaby, che cercherà di migliorare il 6° posto del 2024 (migliore prestazione di un italiano a Kona) e i giovani rookies trentottenni Mattia Ceccarelli e Michele Sarzilla. Per loro una top 10 è un obiettivo ambizioso ma possibile. Tutto dipenderà dalla capacità di adattamento e recupero del lungo viaggio e del fuso orario, oltre alle condizioni climatiche cosi differenti da quelle europee. Per quanto riguarda Michele in particolare, considerando la sua crescita di performance nelle ultime gare, specie quelle con temperature elevate, mi auguro anche un sorprendete exploit».


Simone Diamantini
«Ceccarelli ha fatto un avvicinamento a Kona “non ideale”, perché l’ideale sarebbe stato qualificarsi nel 2025 o a inizio 2026, ma l’importante è che Mattia viva questa esperienza come un’opportunità e non come una responsabilità. L’obiettivo è fare una gara caparbia e con energia, rimanendo davanti il più possibile nel nuoto e nella bici e poi vedere quante energie rimangono, esattamente come è successo a Klagenfurt. Abbiamo fatto un grande lavoro sull’heat. Non siamo andati in altura perché lui non c’era mai andato se non usando la tenda ipobarica, e non ha senso fare la gara più importante della carriera improvvisando una cosa che abbiamo testato poche volte. L’idea, quindi, è stata di farlo allenare a casa nelle stesse condizioni che abbiamo adottato per l’Austria sperando che questo ci ripaghi. Poi il fatto che venga utilizzato il sistema RaceRanger può aiutare a equilibrare un po’ di più il dispendio energetico di tutti. Arriveremo prima a Maui e poi ci trasferiremo a Kona la prima settimana di ottobre. Vedere Ceccarelli, Sarzilla e Barnaby in gara è una bellissima cosa ma apre a una riflessione. Due di loro sono vicini alla fine della carriera e questo ci dice che ancora sono pochi gli atleti che scelgono direttamente di fare questo tipo di percorso, diversamente da quanto avviene, per esempio, in Germania. Secondo me dipende dal fatto che i gruppi militari orientano gli atleti giovani ad andare verso lo stipendio sicuro, mentre una piena opportunità da parte di chi si occupa di decidere le regole di ingaggio all’interno di un circolo federale o di un’attività internazionale, permetterebbe agli atleti di avere una visione d’insieme. Perché un conto è gareggiare sotto l’egida di una federazione, un altro è gareggiare individualmente. Sono due modelli diversi di vivere il triathlon, una quasi da dipendente, l’altro quasi da libero professionista».


Luca Zenti
«Kona avrà delle dinamiche particolari perché la densità prestativa è elevatissima. Per come la vedo io verrà forzata tanto la bici, da Laidlow a Schomburg fino a Van Riel, che ultimamente è molto solido. Questo sarà l’unico modo per provare a fare selezione prima della maratona. Predire un podio è complesso ma secondo me uno dei tre norvegesi (Blummenfelt, Iden, Stornes, ndr) ci sarà sicuramente. Laidlow è un bel punto interrogativo, sta molto bene ma sarà costretto a fare una tattica di gara molto all’attacco che potrebbe ripagare o farlo saltare per aria. Vedo uno scenario dove sono in sei o sette fenomeni che si possono giocare la vittoria ma che devono rischiare. E questo potrebbe giovare agli italiani perché, con dinamiche di questo genere, facendo una gara più conservativa e rimanendo solidi, potrebbero “raccogliere per strada” qualcuno che salta. Greg ha avuto una stagione un po’ sfortunata ma si è ripreso poco prima di Kalmar, non ancora ai livelli a cui siamo abituati ma sta rientrando. Non nego che il tempo che ci separa da Kona è poco ma faremo del nostro meglio. Poi Greg è un fenomeno, sono convinto che potrà fare bene. Ceccarelli e Sarzilla li vedo bene. Sono contento per entrambi: Cecca perché sono anni che lavora duro e forte ed è stato bello vederlo vincere a Klagenfurt, e Sarzi perché l’ho rivisto molto competitivo con una grande mentalità e gli auguro il meglio. Kona è un posto speciale e va preparata e studiata bene. Essere conservativi e analitici conta tantissimo, soprattutto perché la parte finale della maratona è devastante. Ma sono sicuro che sarà una grande gara da vedere e tifare, e questa è la cosa più importante».

Daniel Fontana
«Kona è estremamente dura. Molti atleti Pro cercano di rimanere nelle prime posizioni, poi saltano e si ritirano. L’ho fatta 6 volte, la conosco bene, non sono mai riuscito a farla come volevo. Penso che se Barnaby recupera bene Kalmar, potrebbe fare tra un 8° e un 15° posto. Piu regolare. Lui vale di più, ma quest’anno sembra fare fatica ad avere continuità. Ceccarelli e Sarzilla tra il 15° ed il 25°. Cecca ha un’ottima bici, Sarzilla una gran corsa. Se cercano di stare davanti rischiano di saltare, se si accontentano di un top 20, è molto fattibile. Per quanto riguarda Elisabetta, se arriva in forma potrebbe fare tra il 6° e il 12° posto».
Ivan Risti
«Sul podio della gara femminile mi piacerebbe vedere Taylor Knibb davanti a tutte. In seconda e terza posizione metto Lucy Charles-Barclay e Kat Matthews. La Curridori può giocarsi le sue carte per piazzarsi bene perché ha dimostrato di essere sempre molto solida e di chiudere le gare quando le altre saltavano in aria. Se lavora bene in tutte e tre le frazioni può sfruttare il fatto di rimontare posizioni nella corsa e fare un bel risultato. Se lo merita tanto perché sono anni che ha scommesso su se stessa, soprattutto per il fatto che ha avuto un percorso molto diverso rispetto ad altre colleghe. Tra gli uomini vorrei dire Laidlow perché se lo meriterebbe, ma dico Blummenfelt perché non ha ancora vinto Kona e vuole vincerla; “a sorpresa”, ma neanche tanto, Vincent Luis 2°, e Patrick Lange 3° perché ha vinto l’ultima edizione nel 2024 e a Kona ha sempre fatto bene. È la sua gara e lui è sempre un “cagnaccio”. Magari non combinerà nulla ma questa sarà la sua ultima Kona e lo metto sul podio anche come coronamento a una carriera. Riguardo i nostri, Barnaby è il più giovane dei tre ed è quello che vanta la prestazione migliore a Kona e che sulla carta può portare un risultato molto alto. A Kalmar ha dimostrato di essere in forma dopo aver attraversato un periodo complicato, quindi l’unico ostacolo a una gran risultato potrebbe essere rappresentato da come recupererà da questa gara. Ceccarelli arriva carico dalla prestazione di Klagenfurt e ha un nuoto e una bici molto forti, quindi proverà a fare la gara lì, anche se non sarà facile, però potrebbe dire la sua. Sarzilla farà più fatica rispetto a Barnaby e Ceccarelli a stare davanti nelle prime due frazioni ma ha una corsa molto forte, quindi potrebbe decidere di replicare l’approccio vincente di Cozumel e giocarsi le carte lì dove gli altri cominceranno a saltare in aria».

(Giacomo Petruccelli)


