23 maggio 2026, Lanzarote. Il triathlon ha scritto un’altra pagina storica, tra il dolceamaro e l’epico, in uno dei suoi luoghi simbolo di questi anni: la Isla de Fuego (come viene soprannominata Lanzarote), teatro di tante storie diverse ma legate da un filo sottile. Un luogo magico che sa unire lacrime, emozioni, record e dimostrazioni di come il triathlon non ti conceda niente ma possa anche darti tutto. Inferno e Paradiso a ciclo continuo, dove tutti cadono almeno una volta. Ma dove tutti trovano anche la forza per rialzarsi. Perché in fondo, che cos’è l’impresa se non passare dall’inferno al paradiso?
Lo sanno bene due ex Campioni del Mondo IRONMAN® come Sam Laidlow e Lucy Charles-Barclay, che in 8:03’40” (tempo incredibile per Lanzarote) e 9:15’39” hanno dominato “El Mas Duro” staccando il pass per la finale di Kona 2026 stabilendo il nuovo record del percorso. Ma lo sa anche il tre volte Campione del Mondo Patrick Lange, spronfondato in Texas (DNF) e risorto a Lanzarote (2° in 8:12′:29″) per dimostrare ancora una volta che bisogna temerlo. E anche parecchio.



Sabato 23 maggio, però, è stato anche il giorno che ha messo la parola fine ad una collaborazione durata 34 lunghissimi anni tra IRONMAN® e Club La Santa, il resort sportivo all-inclusive più grande e famoso del mondo che per tre decenni ha reso Lanzarote la gara IRONMAN® più dura del mondo dopo le Hawaii, nata da un’idea di Kenneth Gasque (ex membro della Guardia Reale danese, tra i nomi della Hall of Fame dell’IRONMAN® e uno dei primi dipendenti del Club La Santa) che partecipò all’IRONMAN® World Championship di Kona quando era già direttore sportivo del Club La Santa, rimanendo particolarmente stupito di come la “Big Island” gli ricordasse Lanzarote, luogo dove si era trasferito già dal 1983. Da qui nacque l’idea di organizzare il primo IRONMAN sull’isola per promuovere sia Lanzarote che il Club La Santa. Fino al 2018, anno in cui Gasque ha lasciato la carica di direttore sportivo pur continuando a guidare il suo marchio personale con cui oggi organizza diversi eventi.
«Ogni atleta che partecipa al Club La Santa IRONMAN Lanzarote diventa parte di qualcosa di molto più grande di un traguardo. Queste foto sono più di semplici ricordi. Sono frammenti di una storia scritta in 34 anni di partenze in mare aperto, strade vulcaniche, lacrime al traguardo e momenti indimenticabili. Dal 1992 ad oggi, migliaia di atleti hanno lasciato il segno su quest’isola e ogni nuova generazione continua a portare avanti questa eredità. È stata un’avventura. 34 anni al tuo fianco», si legge nel post pubblicato sulla pagina ufficiale del Club La Santa IRONMAN Lanzarote martedì 26 maggio.

IRONMAN® Lanzarote 2026, un po’ di numeri
Una celebrazione del triathlon ma anche una gara ricca di numeri. L’IRONMAN® Lanzarote 2026 racconta di un Sam Laidlow che ha polverizzato il precedente record del percorso bike fermando il crono a 4:27’52”, e di Lucy Charles-Barclay che, rientrata alle gare dopo un lungo infortunio, è stata sempre davanti, dall’inizio alla fine, facendo registrare il suo miglior crono a nuoto (47:02′) e arrivando in fondo con oltre 25 minuti di vantaggio sulla svizzera Nina Derron, 2ª in 9:42’02”. Senza tra l’altro mai spingere a piedi. Un bel modo per festeggiare la sua terza vittoria sull’isola delle Canarie.
E poi ci sono le slot. Le particolarità del sistema di qualificazione a Kona hanno fatto sì che Sam Laidlow, in quanto IRONMAN® World Champion 2023, avesse un’esenzione di cinque anni, mentre il vincitore del 2024, Patrick Lange, aveva solo un anno di tempo per qualificarsi all’edizione del 2026. Cosa che dopo il Texas sembrava molto complicata. Ma il tre volte campione del mondo ha tirato fuori dal cilindro l’ennesima prestazione di livello, soprattutto in maratona: 2:33’43”!
Qualsiasi cosa accadrà in futuro, Lanzarote rimarrà sempre sinonimo di grande triathlon. Adesso bisognerà vedere come si muoverà IRONMAN® per il 2027.




