IRONMAN® 70.3® WC Nizza 2026, un weekend folle e bellissimo

IRONMAN® 70.3® WC Nizza 2026, un weekend folle e bellissimo

15 Settembre, 2026

Se quello tra Nizza e l’IRONMAN® 70.3® World Championship doveva essere un addio, allora è stato fatto in grande stile. A rendere speciale il mondiale di quest’anno, infatti, non ha contribuito solo il consueto magico scenario offerto dal “petite fleur” (il “piccolo fiore”, uno dei soprannomi della Capitale della Costa Azzurra) ma il livello umano e sportivo del parterre di atleti delle due gare (femminile e maschile), che con le loro performance “dentro e fuori dal campo” ci hanno ricordato quali sono i valori di uno sport epico come solo il triathlon sa essere.

La brusca interruzione della collaborazione tra Nizza e IRONMAN® è stata spazzata via da Gustav Iden e Kristian Blummenfelt, protagonisti nei giorni precedenti alla gara e poi sulla Promenade des Anglais, prima a tifare le donne come degli amatori impazziti che guardano una gara per la prima volta dall’altra parte della staccionata, e poi in gara), da Marjolaine Pierré, che “a casa sua” ha conquistato il secondo 5° posto consecutivo in un mondiale di mezza distanza dopo aver assaporato il podio e che, invece di mettere il muso, si è divertita a tifare i suoi amici sulla Promenade come se non ci fosse un domani.

IRONMAN 70.3 World Championship Nizza 2026 Marjolaine Pierré
Marjolaine Pierré © IRONMAN

E poi è c’è stato il mondiale di Hayden Wilde. Letteralmente “di un altro pianeta”. Uscito 22° dal nuoto, il neozelandese si è messo in modalità “sniper” andandosi a prendere quel titolo mondiale che gli era sfuggito dopo il 2° posto del 2024 a Taupō. Arrivato a Nizza “in sordina”, il dominatore del T100 2025 ha gareggiato nel circuito IRONMAN® solo una volta (qualifica ottenuta a Geelong a metà marzo in 3:31’:52”), per poi ritornare a vincere nel T100 (Singapore e San Francisco) e concedersi una parentesi anche in WTCS, ad Amburgo (27°). L’argento Olimpico a Parigi 2024 si è imposto in 3:50’50” correndo “a sensazione” dopo aver perso l’orologio nei primi metri della corsa (è abituato a portarlo in mano perché, a suo dire, è più comodo).

IRONMAN 70.3 World Championship Nizza 2026 Hayden Wilde
Hayden Wilde © Bartlomiej Zborowski / IRONMAN

Ma è stato anche il mondiale di Michele Bortolamedi, che ha dato spettacolo sotto tutti i punti di vista. Arrivato a Nizza sicuramente in condizione migliore dall’infortunio al piede che lo ha costretto a prendersi una pausa dalla corsa per diverso tempo, e consapevole di non avere quei volumi di allenamento “a piedi” necessari per un mondiale. Ma il “falco trentino” ha dimostrato non solo di saper cambiare strategia e adattarla alle condizioni del momento, ma anche di poter competere ad altissimi livelli. Lo fa fatto migliorandosi di 7 posizioni rispetto al mondiale 2025 (P10 in 3:55’31”) e di quasi 10 minuti rispetto al 70.3® di Nizza 2025 (4:04’47” e 5′ in meno in bici), con una gara folle, vissuta da protagonista nel nuoto, in bici (primo ad entrare e uscire in T2) ma soprattutto nei commenti della diretta sul canale YouTube IRONMAN®.

IRONMAN® 70.3® Nizza 2026, la gara femminile

Quasi 50 le triatlete professioniste al via dalla Plage des Ponchettes con lo spettacolare scenario della Costa Azzurra a fare da cornice. Taylor Knibb è uscita dall’acqua in 5a posizione, dopo essere risalita da metà gruppo insieme alla connazionale Kirsten Kasper e aver raggiunto la britannica Sophie Evans, la tedesca Lena Meißne e l’altra connazionale Jenna Campbell.

La “mazzata” decisiva, la Knibb l’ha data subito dopo la T1, nei primi dieci chilometri in bici, dove al primo accenno di salita si è messa in modalità “boost” e se n’è andata con una facilità impressionante e senza mai voltarsi indietro. Da quel momento è stata intoccabile, e sulla temibile salita di Col de Vence, aveva già oltre 6′ di vantaggio sulle inseguitrici: «Le salite mi sono piaciute molto, così come le discese, super divertenti. Al ritorno stavo benissimo, al che ho pensato: “Dai, non ti sei sfinita!», ha detto nell’intervista post gara.

IRONMAN 70.3 World Championship Nizza 2026 Taylor Knibb
Taylor Knibb © Bartlomiej Zborowski / IRONMAN

La discesa verso Nizza ha visto un recupero delle inseguitrici, con la bionda nizzarda Marjolaine Pierré protagonista, balzata al 2° posto intorno al 70° chilometro. Knibb è arrivata in T2 con quasi 4:30″ di vantaggio sulla Pierré, con la Simmonds a 1′ in 3a posizione.

Nella maratona, il copione è stato più o meno lo stesso, con la Knibb che ha aumentato il suo vantaggio nei primi chilometri e la Pierré a ruota. Ma la vera protagonista è stata la svizzera Julie Derron (2a in 4:23’30” alla sua seconda partecipazione dopo il 5° posto del 2024), passata dalla 11a posizione in bici alla 5a nei primi 5 km di corsa (anticamera del miglior run split di giornata, 1:13’04”): «Ho avuto una partenza un po’ lenta, ma ho recuperato e ho finito alla grande. Sono felicissima di aver avuto le gambe giuste per correre e salire sul podio, che era l’obiettivo dopo la frazione in bici, e poi di aver giocato un po’ a Pac-Man per risalire la classifica il più possibile. Sapevo che Taylor era irraggiungibile, ma ho continuato a fare parziali per puntare al secondo posto e quello era l’obiettivo. Finire così è stato bellissimo».

Mentre Knibb consolidava e la Derron aumentava, dietro si sparigliavano le carte in un conitnuo movimento alla ricerca dell’ultimo posto utile per il podio, preso da un’altra svizzera, Alanis Siffert giunta 3a in 4:25:50″: «È stato semplicemente incredibile, ancora non ci credo di chiuso così bene una gara con un livello altissimo. È stata una gara durissima ma è bellissimo condividere il podio con la mia compagna di squadra Julie e con la mia famiglia».

IRONMAN 70.3 World Championship Nizza 2026 Podio Donne
© IRONMAN
PosizioneNomeSwim splitBike splitRun splitTempoPremio
1Taylor Knibb (USA)25:592:32:071:17:564:19:24$75.000,00
2Julie Derron (CHE)27:202:39:401:13:044:23:30$45.000,00
3Alanis Siffert (CHE)26:032:37:401:18:064:25:10$30.000,00
4Solveig Løvseth (NOR)27:292:38:461:16:034:25:50$19.000,00
5Marjolaine Pierré (FRA)27:212:35:231:20:274:26:38$15.000,00

IRONMAN® 70.3® Nizza 2026, la gara maschile

Se la gara femminile ha visto un dominio pressoché netto della Knibb, la gara maschile è stata un qualcosa di difficile da spiegare a parole. Sembrava impossibile replicare le emozioni di un anno fa a Marbella con l’arrivo testa a testa tra Jelle Geens e Kristian Blummenfelt, e invece quest’anno è stato proprio il norvegese a soprenderci ancora una volta. Dopo una bici “persa” a suo dire in discesa dal Col de Vence (“Non sono riuscito a tenere il passo di Iden, Van Riel e Thompson”), Blummenfelt è partito 16° dalla T2 correndo la mezza in 1:05’12” (miglior tempo di sempre in un 70.3®) con un unico obiettivo: provare a vincere sperando che davanti “qualcuno” saltasse.

Alla Plage des Ponchettes si sono presentati in una sessantina. Tra i primi a imporre il ritmo a nuoto, il tedesco Cedric Osterhold (DEU), lo svizzero Ben Faeh e Michele Bortolamedi, che nei primi 700 metri hanno spinto come matti senza però riuscire a staccare Marten Van Riel, il campione del mondo in carica Jelle Geens, Rico Bogen, il campione del mondo IRONMAN® 2025 Casper Stornes, Hayden Wilde e Kristian Blummenfelt. Ad uscire primo dall’acqua, però, è stato lo statunitense Seth Rider, autore di una rimonta nel finale (23:08′) e con appena due secondi di vantaggio su Bortolamedi, seguito dal britannico Sam Dickinson e il sudafricano Jamie Riddle.

A partire per primo in bici, però, è stato Michele Bortolamedi, raggiunto poi da un quartetto formato da Riddle, dall’austriaco Josh Ferris, e dalla coppia tedesca formata da Jonas Schomburg e Lasse Nygaard Priester, che si sono portati in testa nei primi chilometri con alle spalle una situazione simile a quella del nuoto dove c’è stata molta lotta per conquistare le posizioni migliori prima di affrontare il temuto Col de Vence: poco meno di 10 km con pendenza media del 6,6% e tratti più ripidi fino all’8%.

Ad arrivare per primo in cima, se pur non col miglior segmento, è stato sempre Michele Bortolamedi, spesso oggetto dei commenti da parte dei telecronisti che gli rivolgevano quasi sempre la stessa frase con un tono sempre più stupefatto: «Who even is this guy with this particular tri suit?» (letteralmente, “Da dove sbuca questo ragazzo con questo body cosi particolare?). Un “risultato” che non è arrivato per caso ma che è stato costruito negli ultimi anni insieme al Coach Luca Zenti, come ha raccontato nel post gara proprio Bortolamedi nella puntata di Radio Swatt “Falco, non ti sei fatto avere”: «Quello che sto raccogliendo nelle ultime gare è frutto del lavoro fatto in questi tre anni insieme al mio Coach, Luca Zenti, che per me un numero uno in fatto di scienza applicata all’endurance. Abbiamo lavorato molto sulla bici, anche in virtù del maggior budget a disposizione. Già ad Aix en Provence si vedevano i risultati. In quell’occasione, per esempio anche di corsa stavo davvero bene, ed è in quel momento ho capito che potevo provare a mettere il muso fuori e a giocarmela a quei livelli. Considerando che a Nizza ho centrato la Top 10 nonostante il poco volume fatto a piedi per via dello stop, credo che scegliere di far show e arrivare primo in T2 come mi ero prefissato, sia stata la tattica di gara più intelligente».

IRONMAN 70.3 World Championship Nizza 2026 Michele Bortolamedi Salita Col de Vence
Michele Bortolamedi © Pablo Blazquez Dominguez / IRONMAN
Michele Bortolamedi Radio Swatt

Ma è dalla vetta del Col de Vence che è cominciata un’altra gara, perché nella la discesa verso Nizza è stato Hayden Wilde ha dimostrato la sue doti di guida raggiungendo rapidamente i primi cinque in testa alla gara. Stesso discorso anche per Iden (miglior bike split con 2:16’43”), che superato diversi atleti mentre veniva tallonato da Stornes e Rider. Bortolamedi, però, ne aveva ancora. E ha sferrato un ultimo attacco per entrare primo in T2 e prendersi la scena, seguito a ruota da Wilde, Bogen, Priester e Ferris (dopo la gara dichiarerà: «Il mio obiettivo era arrivare da solo in T2 per fare show, e ci sono riuscito»). Ma la scena, “il Borto”, se l’è presa anche sulla finish line, ricevendo l’abbraccio del neo campione del mondo che non gli ha fatto mancare i complimenti per una gran gara.

IRONMAN 70.3 World Championship Nizza 2026 Michele Bortolamedi Hayden Wilde
Michele Bortolamedi e Hayden Wilde © Pablo Blazquez Dominguez / IRONMAN

Il resto è storia recente. Tutti i protagonisti principali del mondiale sono partiti a razzo nella corsa. Wilde si è portato in testa praticamente da subito (così come “praticamente subito” ha perso il suo orologio), seguito da Priester e dai protagonisti della finale dello scorso anno, Geens e Blummenfelt, partiti come “due uomini in missione”: il belga ha guadagnato nove posizioni dopo 25 minuti di corsa, mentre il norvegese è salito al 5°posto. Al 16° chilometro erano in posizione da podio. Calcolatrice alla mano, per Blummenfelt era ancora possibile fare il miracolo, ma doveva succedere un qualcosa che poi non è successo, cioè che Wilde saltasse. I più esperti, però, sapevano che il neozelandese non avrebbe ceduto: «Sul lungomare, dopo circa 15 km, mi sentivo davvero bene e ho pensato che potessi migliorare il risultato di Taupō. Negli ultimi chilometri ho dovuto dare davvero il massimo perché facendo un paio di calcoli a mente – ero senza orologio – ho pensato che se stavo correndo a 3:10, Kristian avrebbe dovuto correre a un ritmo inferiore a 3:00 per raggiungermi. Quindi mi sono detto di continuare a correre e superare il piccolo momento difficile che stavo attraversando. Non me ne rendo ancora conto, ma è stato molto bello vincere».

PosizioneNomeSwim splitBike splitRun splitTempo Premio
1Hayden Wilde (NZL)23:442:16:501:07:213:50:51$75.000,00
2Kristian Blummenfelt (NOR)23:502:19:021:05:123:51:09$45.000,00
3Jelle Geens (BEL)23:392:18:511:07:123:52:40$30.000,00
4Gustav Iden (NOR)24:402:16:431:08:513:53:16$19.000,00
5Lasse Nygaard Priester (DEU)23:412:17:131:10:223:54:08$15.000,00

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(Giacomo Petruccelli)

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