• Non erano nani quelli sulle spalle dei giganti nel famoso aforisma di Bernardo di Chartres? Già, ma il filosofo francese non aveva fatto i conti con Giant (e Shimano) e l'altezza del loro nuovo ambassador...

  • Il paradiso si chiama Triathlon Elba Iron Tour 2017: 5 triathlon, in 5 giorni, per 5 località dell'Isola d'Elba. La 9^ edizione dell'Iron Tour Italy, unica manifestazione di triathlon a tappe in Italia e una delle rare al mondo, dal 27 al 31 maggio ha mandato in scena lungo percorsi mozzafiato rispettivamente l'Olimpico di Cavo-Rio Marina, lo Sprint di Marciano, quello di Portoferraio e l'ultimo, a Naregno (Capoliveri), sempre in provincia di Livorno.
    250 i partenti, tra cui molti stranieri, per la prima tappa, un Olimpico nella splendida cornice di Rio Marina (località Cavo). Subito al via, quattro atleti mettono le distanza sul gruppo: sono Alessandro Terranova, Fabrizio Riva, Andrea Rainolter ed Hendrik Grosser. Nella frazione bike, però, mantengono solo Riva e Terranova, imponendo il ritmo a chi li insegue. Al quarto chilometro Terranova allunga sui diretti avversari fino al traguardo (2h20'51''), mentre un crampo condiziona la gara di Riva. L'argento va ad Hendrik Grosser (2h22'17'') e il bronzo a Matthias Raphael Kindel (2h24'36''). La gara femminile vede Sarah Hodgson subito in testa con una frazione swim da record, ma poi c'è Eleonora Peroncini a dettare il solito ritmo e a chiudere davanti a tutte in 2h36’48’’. Seconda Chiara Ingletto (2h42'31''), terza piazza per la giovane Sarah Hodgson (2h45'12''); qui tutti i RISULTATI.
    Bissa il successo di Cavo e vince anche la seconda tappa: Alessandro Terranova si laurea campione anche nello Sprint a Marciano, fermando il cronometro sul tempo di 1h08’59’’. Secondo posto per Matthias Raphael Kindel (1h09'43'') e terzo per Cristiano Iuliano (01h09'56''). Per le quote rosa imbattibile Eleonora Petroncini in 1h17’26’’, nuovamente davanti ad un’ottima Chiara Ingletto (1h19'06'') e a Sarah Hodgson (1h19'51''); qui tutti i RISULTATI.
    Inossidabile anche allo sprint di Lacona: Alessandro Terranova nuovamente sul podio, dominatore anche della terza tappa, con un tempo di 1h01'55''. Argento per Cristiano Iuliano (1h02'13''), terzo gradino del podio per il tedesco Norman Fenske (1h02'45''). Riconferma la supremazia femminile Eleonora Peroncini (1h08'51''), seguita dalla britannica Sarah Hodgson (1h09'15'') e da Chiara Ingletto (1h10'22''); qui tutti i RISULTATI.
    Allo Sprint di Portoferraio, invece, quarta tappa del circuito, l'oro maschile va al tedesco Norman Fenske (59'16''), seguito da Cristiano Iuliano (59'34'') e da Marco Tosi (1h00'58''). Podio femminile per l'imbattibile Eleonora Peroncini (1h06'58''), seguita dalla tenace Sarah Hodgson (1h09'43'') e da Annalisa Bertelle (1h10'50''); qui tutti i RISULTATI.
    Podio rosa in fotocopia per la quinta e ultima tappa, quella dello Sprint di Naregno (Capoliveri): oro per Eleonora Peroncini (1h21'08''), argento per Sarah Hodgson (1h25'03'') e terza piazza per Annalisa Bertelle (1h25'51''). Ancora una vittoria per il tedesco Norman Fenske (1h11'20''), seguito da Matthias Raphael Kindel (1h12'40'') e da Marco Tosi (1h13'35''); qui tutti i RISULTATI.
    E qui le CLASSIFICHE Individuali per Categoria del Circuito completo.

  • Battiamo il 5 a Giulio Molinari, quinto nell’Ironman Arizona in 08:06:47, quinto al suo Ironman d'esordio. Well done, Mola! Come un vero Yankee che gioca in casa, l'Azzurro non si è fatto intimidire dalla concorrenza, lui che era una ventata di aria fresca sul panorama di Tempe e lo è stato poi anche in classifica: tale e quale all'anno scorso il podio, con la doppietta canadese di Lionel Sanders (07:44:29) e Brent McMhon (07:50:15), e lo statunitense Tj Tollakson sul terzo gradino (08:02:30). Molinari è una novità assoluta e fino agli ultimi chilometri di corsa resta tra i possibili conquistatori della zona podio, un'insidiosa incognita per gli avversari. Dopo un incisivo quarto posto in uscita dall'acquadel Lago di Tempe (49:35), è quarto anche in chiusura di frazione bike - su tre giri - attraverso il Deserto di Sonora (04:15:07) - record Azzurro nelle gare pallinate - e inizia la sua corsa verso il traguardo. La fatica a questo punto si fa sentire, ma come biasimarlo? Ha dato tutto e ancora di più: chiude la maratona in 02:58:17 e quel podio mancato oggi è più un sogno realizzabile che un rimpianto da metabolizzare. Il Mola - Campione Europeo in carica sulla mezza distanza - cavalca l'onda dei full distance e lo sta facendo alla grande: dai corti ai lunghi, la sua carriera ormai è meglio di un film. Il 5 glielo battiamo volentieri. Ma il vero numero che si merita è un bel 10. 
    Vince la gara femminile la statunitense Meredith Kessler (08:48:23), argento per l'olandese Yvonne Van Vlerken (08:51:27), bronzo alla canadese Malindi Elmore (08:57:22).

    RISULTATI

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  • Giulio Molinari "sfreccia di luce propria" al Velodromo di Montichiari e illumina di potenza la presentazione del Circuito Garmin TriO Series 2017.

    Velodromo Fassa Bortolo di Montichiari a luci spente: c'è la potenza di Giulio Molinari in pista ad accendere i riflettori sul Garmin TriO Series Warm Up, evento di presentazione ufficiale della stagione Garmin TriO Series 2017. A sfidarsi sulla pista del Velodromo i migliori atleti di oltre 250 squadre italiane di triathlon, una delegazione di giornalisti e poi lui, Molinari che "sfreccia di luce propria" prima di fermarsi e svelare al pubblico le molte novità del circuito Garmin TriO Series 2017, compresi gli sponsor ufficiali. A rendere ancor più speciale la Series ci sarà l'appoggio di Garmin, KASK cycling, KuotaCycle, Oakley, ProAction, Santini Cycling Wear e Zoot Sports. Appuntamento con la prima delle tre tappe, l'Oakley TriO Sirmione del 24 giugno; seguiranno il Santini TriO Senigallia del 15/16 luglio e il Kuota TriO Peschiera del 16/17 settembre. Nelle tappe di Senigallia e Peschiera andranno in scena la prova di olimpico il sabato e di sprint la domenica.

    Photo Credit: HLMPHOTO

     

  • "Intramontabile" Betto: uno dei migliori neologismi del giornalista sportivo a cui il Premio Gianni Brera è dedicato, per pennellare il capolavoro 2017 dell'Alice nazionale, che come l'araba fenice è risorta e nell'ultima stagione ha scritto un'inedita pagina del triathlon italiano. Questa sera va a lei il Premio Brera "Lo sportivo dell'anno". E un riconoscimento speciale anche a noi di Editoriale Sport Italia grazie a "Divieto di Sosta", libro sulla storia e i record di Franco Arese

  • Lo sport fa bene, confermate le teorie sui benefici della pratica sportiva: con i valori riscontrati dai loro sistemi SuperOp, oltre 2.000 sportivi italiani in salute vogliono... "compensare" i dati dei più sedentari.
    Da un’analisi condotta per un anno su un campione di 2.065 atleti praticanti con frequenza media di almeno tre sedute alla settimana e di cui il 10% di sesso femminile, emergono valori di frequenza cardiaca e pressione arteriosa ben al di sotto dei limiti massimi compatibili con un buono stato di salute, quelli fissati dalle organizzazioni sanitarie di riferimento. Come già credevamo, dunque, la pratica sportiva produce un beneficio fisico e ci sono degli attendibili riscontri scientifici a confermarlo. Questo è il risultato, infatti, della prima analisi di un anno di raccolta dati su vasta scala – 193.000 misurazioni quotidiane – su una popolazione di praticanti discipline di endurance come ciclismo e MTB - il 40% del campione - e poi triathlon e podismo, che hanno adottato il sistema SuperOp per la gestione dei propri allenamenti.

    SuperOpTri

    Insomma, lo sport fa bene, davvero, ma perché? Tra i più importanti parametri direttamente correlati allo stato di salute, la pressione arteriosa è forse il più indicativo, essendo segnale e origine essa stessa, quando è alta, di numerose condizioni patologiche. Com’è noto da tempo, una idonea e regolare pratica sportiva riesce a controllare la pressione arteriosa e, qualora elevata, a riportarla a valori normali. Con la semplice misurazione mattutina di battito cardiaco e pressione minima e massima, lo sportivo oggi può conoscere la propria condizione atletica e grazie al sofisticato algoritmo di SuperOp può ottenere una semplice indicazione in quattro colori che corrispondono al carico allenante ideale da svolgere nel corso della giornata. Appurato che i valori medi di pressione arteriosa minima e massima degli sportivi in esame sono pari a 69 e 116 mmHg, ovvero al di sotto degli 80/120 mmHg indicati nella Linea Guida, si può proprio confermare il principio per cui praticare sport aerobico regolarmente mantenga la pressione su valori ottimali. E se il valore di battito cardiaco medio del campione è di 51 battiti per minuto, tra questi il 20% vanta una frequenza al di sotto dei 45 bpm, ovvero uomini e donne dal cuore d’atleta! Il basso valore di battito indica una maggiore ‘riserva funzionale’ dell’apparato cardiovascolare che consente una maggiore possibilità di svolgere senza rischi attività fisiche anche molto intense. Valori minori, ma ben equilibrati tra di loro, della pressione arteriosa testimoniano invece una buona salute dei vasi sanguigni e del sistema nervoso autonomo, anch’essa determinata dagli adattamenti progressivi a seguito dell’attività sportiva. Non va però dimenticato che solo un allenamento ben calibrato in base alla situazione quotidiana del soggetto, e ben distribuito con una corretta alternanza di carico e recupero, può dare buoni risultati in termini di salute e di prestazione, viceversa, allenandosi con un’intensità troppo leggera o troppo alta, si rischia non solo di non ottenere miglioramenti, ma anche di sovraccaricare l’organismo. E la soluzione SuperOp risponde esattamente a questa esigenza: fornire all’atleta una corretta indicazione sul dosaggio tra sedute di allenamento e di scarico perché dopo un allenamento l’organismo ripara e migliora i tessuti sollecitati eliminando i metaboliti e ristabilendo le concentrazioni ottimali degli elementi utilizzati come glicogeno, enzimi, aminoacidi. L’insieme di queste attività di recupero e supercompensazione avviene attraverso la circolazione sanguigna modificandone i parametri, ecco perché la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, con l’indicazione dell’allenamento del giorno prima, sono parametri che descrivono la condizione fisica dell’atleta. Grazie a un complesso algoritmo, SuperOp traduce le variazioni di battito cardiaco e pressione in una misura precisa della fase di recupero in cui si trova l’organismo.

  • Grand Prix Italia: a Sapri vincono la giovane Beatrice Mallozzi e il russo Vladimir Turbaevskiy, sul gradino più alto di un podio tutto straniero. Gianluca Pozzatti, 4°, è il primo italiano a tagliare il traguardo.
    Trittico maschile straniero al Grand Prix di Sapri: un russo e due ungheresi a dominare la gara sprint di apertura del circuito di triathlon che proseguirà a Cesenatico e Palermo. Oro per il russo del T.D. Rimini: Vladimir Turbaevskiy è primo in 54:38, davanti all'ungherese del PPRTeam, Gabor Faldum, e a quello del 707, Tamas Toth. "Azzurro, invece, il podio rosa", con la giovane Beatrice Mallozzi oro in 1:01:54; dietro a lei Angelica Olmo e Sara Papais. La Spimi era uscita prima dall'acqua ma poi erano state Orla, Papais e Zane a salire in bici, subito raggiunte da Mallozzi, Olmo e Steinhauser; nel secondo gruppo, a 40 secondi, Priarone, Simic e Danilova. Quattro i giri sulle due ruote, ma senza cambiamenti sulla carta: collaborative e imprendibili, le donne in testa non lasciano scampo alle inseguitrici, che pur spronate dalla Priarone non riescono a riscrivere le sorti della frazione. Steinhauser, Mallozzi, Olmo e Papais lasciano T2 mettendo fine ai sogni di gloria delle combattive più indietro. Beatrice Mallozzi accelera al secondo di quattro giri, tanto da conquistare l'oro ben in anticipo sul traguardo (01:01:54). Dietro a lei Angelica Olmo (01:02:06) e Sara Papais (01:02:10). Sorpresa e felice per il risultato di una gara che dice di non aver preparato, la Mallozzi gioisce per la qualifica agli Europei giovanili: le sarebbe bastato un quinto posto, ma con un ottimo nuoto, una bici in consolidamento e tutto da giocarsi con la corsa, perché accontentarsi?
    Primo in zona cambio nella gara maschile è Nicolò Strada. Un lungo gruppo di testa al comando con i favoriti, a seguire Hofer, Boraschi e Buraccioni che tentano di ricucire. La T2 vede un cambiamento d'assetto con Faldum a comandare in corsa fino all'attacco del russo Vladimir Turbaevskiy, primo al traguardo (00:54:38) al suo esordio "tricolore" e pronto a bissare nei prossimi due appuntamenti del Grand Prix. A seguire l'ungherese Gabor Faldum (00:54:43) e il connazionale Tamas Toth (00:54:51), che stacca il compagno di squadra Gianluca Pozzatti, quarto nonché primo italiano in una giornata purtroppo funestata dal grave lutto sportivo per la perdita del ciclista Michele Scarponi.

    RISULTATI DONNE
    RISULTATI UOMINI

  • Quando la forma atletica migliora, due condizioni possono mettere a rischio la salute del triatleta: una voglia di eccedere nelle quantità dell’allenamento e una naturale tendenza a godere dello stato di grazia prestativo. Questi fattori possono contribuire a un sovraccarico funzionale spesso foriero di guai muscolo- tendinei. Nel bagaglio di un atleta evoluto devono esserci anche caratteristiche di sensibilità soggettiva che lo portano a decidere quando continuare l’allenamento o quando prendersi due giorni di riposo.

  • C'era una volta a Livigno: la saga continua e una nuova edizione - la quarta - di ICON Livigno Xtreme Triathlon aspetta i più temerari. E poi The Giant, a chiudere un weekend dedicato al triathlon più estremo

  • Edizione da ricordare per uno dei Triathlon più ‘temuti’ del panorama nazionale: pubblico e atleti da record per IDROMAN 2017 "ALIVE IN HELL", con i suoi 450 partenti, tutti tenaci sotto una pioggia "infernale"
    Accettata la sfida malgrado una pioggia torrenziale sin dalle prime ore del mattino, gli atleti hanno affrontato con attenzione le insidie tipiche del tracciato, ieri enfatizzate dalle condizioni meteorologiche. Doppio il percorso: un medio K113 e l’olimpico, entrambi con una frazione ciclistica durissima dalle salite mozzafiato lungo tutto il Lago d’Idro e dalle pendenze che arrivano al 15% con un dislivello attivo.
    Olimpico: Michele Bonacina, amante delle salite, ha dominato sin dalla frazione nuoto uscendo dall’acqua con un vantaggio di ben 2 minuti sui diretti inseguitori, per poi gestire il gap sulle due ruote e chiudere, dopo la mezza maratona finale, con un tempo di 2h22’37’’ davanti a Cristiano Iuliano (2h24'35'') e Massimo Cigana (2h25'47''), realizzatore di una frazione bike e una run eccellenti. Doppietta in famiglia Bonacina con Paolo, papà di Michele, terzo di categoria e 99esimo assoluto in 3h09'24''. 

    IdroOliM

    Per le donne, vittoria della svizzera Nina Derron in 2h38’36’’, che mette dietro Eleonora Peroncini (2h40'38'') con una frazione run incredibile. Terza la Junior Marta Menditto (2h46'34'').

    IdromanOliF

    K113: il medio fa sognare il pubblico di Idro con il trionfo del ventitreenne Pietro Felice Di Silvio in 5h08’03’’ davanti a Francesco Gualtieri (5h10'16'') e a Stefano Luciani (5h11'02''). 

    K113M

    Per le donne, Michela Mengon impone il suo ritmo con 6h00’23’’; seconda Barbara Trazzi (6h21'42'') e bronzo per Silvia Maria Pasquale (6h27'42'').

    RISULTATI

  • Un 2017 da ricordare per Silca Sporteams, che bottino per le società di triathlon e atletica di casa Silca! Tredici i titoli italiani, un oro continentale e un bronzo iridato per gli atleti biancorossi

  • Come prepararsi per una gara così impegnativa

    Dopo una premessa alla preparazione di un 70.3, dove è stato preso in considerazione l’aspetto muscolare, aerobico,  metabolico, alimentare e tecnico dell’atleta (Triathlete di marzo), è seguita una seconda parte (Triathlete di aprile) con  indicazioni precise sull’allenamento da seguire per i neofiti; ora, nelle righe successive, consigli di allenamento per gli agonisti. Premessa: la preparazione qui di seguito è da interpretare eseguendo sempre periodi di allenamento composti da  tre giorni di carico e uno di lavoro molto moderato. È bene ricordarsi di lasciare un giorno di recupero assoluto a settimana.

    Periodo fondamentale generale (8 settimane)
    Ciclismo
    • 1° allenamento: di lunga distanza. 240’-300’ con percorsi anche impegnativi.
    • 2° allenamento: con bicicletta da cronometro, 60’ di fondo lento + 8 volte s.f.r. (salite di forza resistente) 3’20” a -45/50 rpm (evitare di pedalare a una frequenza troppo bassa)* con 1’30” di recupero tornando indietro. Gli ultimi 20” sono da eseguire “fuori giri”, con rapporto molto agile a 100 rpm e oltre. Ogni settimana aumentare di 40” e aumentare di 30” il  recupero. Terminate le salite eseguire 15-20’ di relax e iniziare a eseguire in pianura due tratti a  ritmo medio della durata di 20’ a 90-95 rpm (ogni due settimane aumentare di 5’). Tra un blocco e l’altro esegui 10’ in agilità.
    • 3° allenamento: 180’-210’ uscita con bicicletta da strada in gruppo su percorso misto.
    • 4° allenamento: 30-45’ fondo lento + 2 tratti a ritmo di 20 km con bicicletta a cronometro a differenti frequenze di pedalate (i primi 5 a 70, 75, 80, 85 rpm), 5 km di recupero tra un blocco e l’altro. Aumentare di 4 km ogni due settimane (è possibile  correre dopo questo allenamento, vedi allenamento della corsa).
    Nuoto
    • 1° allenamento: forza. Risc 1.200 (stile completo, con ex tecnica), 6 v 250 laccio palette 30” (i primi tre solo laccio per poi  inserire le palette), 200 facile 200 gambe 200 stile relax 6 v 250 stile completo (i dispari a ritmo aerobico, i pari a ritmo di  soglia), recupero 45-60”.
    • 2° allenamento: endurance. Risc 1.200 (stile completo, con ex tecnica), 6 v 600 (i dispari 100 m misti, 100 m 25 testa fuori  e 75 m stile sciolto; i pari ipossia respirazione ogni 7 br).
    • 3° allenamento: soglia. Risc 1.200 (stile completo, con ex tecnica). 6 v 200 a soglia pausa 60”. 200 sciolto 200 gambe 200  braccia con pull 6 v 200 a soglia pausa 60”.
    Corsa
    • 1° allenamento: corsa lunga. 90’ su percorso collinare a velocità aerobica; ogni due settimane aumentare di 8-10’.
    • 2° allenamento: fartlek. 30’ di riscaldamento e di seguito variazioni di ritmo 4’ fondo lento 4’ ritmo medio per tre volte;  aumentare di una serie ogni due settimane.
    • 3° allenamento: 20’ di fondo lento + 10 volte salite da 200 m con recupero di corsa molto lento, poi eseguire 10’ di corsa  lenta e 20’ con variazioni di ritmo (ogni 2’ effettuare 30” a ritmo veloce).
    • 4° allenamento (facoltativo): corsa facile lenta.

    Periodo fondamentale specifico (circa 8 settimane)
    Ciclismo
    • 1° allenamento: con bicicletta da cronometro su percorso simile a quello da gara, 240’-300’ (a volte è possibile usare  anche quella da strada).
    • 2° allenamento: con bicicletta da cronometro. 60’ di fondo lento + 4 volte 12 km a ritmo gara (ogni due settimane aumenti di  3 km) recupero di 4-5 km in agilità.
    • 3° allenamento: 180-210’ uscita con bicicletta da strada in gruppo su percorso misto.
    • 4° allenamento: forza in pianura. Dopo 60’ di fondo lento eseguire 2 tratti da 20 km a 70-75 rpm il primo e a 75-80 rpm il  secondo, il tutto a ritmo medio/medio veloce con recupero attivo di 10 km (se possibile, il secondo blocco è utile eseguirlo  dietro motore). Aumentare di 5 km ogni 2-3 settimane.
    Nuoto
    • 1° allenamento: soglia. Risc 1.200 (stile completo, con ex tecnica), 6 v 400 a ritmo si soglia (si possono eseguire anche frazionati), pausa fissa di 60-75”.
    • 2° allenamento: endurance. Risc 1.200 (stile completo, con ex tecnica) 3 volte 1.200 120” di recupero (il primo 100 misto 200 aerobico facile con virate lunghe e subacquee; il secondo 400 aerobico, 400 a ritmo medio, 400 soglia; il terzo 200 ritmo soglia 100 ipossico a 5 bracciate per respirazione).
    • 3° allenamento: soglia. Risc 1.200 (stile completo, con ex tecnica), 6 v 200 a pull laccio e palette con 30” di pausa 200  sciolto 200 gambe 200 braccia con pull, 8 v 100 a velocità elevata con 40” di pausa.
    Corsa
    • 1° allenamento: corsa ritmo gara. 30’ di fondo lento a seguire 60’ a in progressione fino ad arrivare a ritmo gara sulla  mezza maratona.
    • 2° allenamento: ripetute. 30’ di fondo lento + (1 v 2.000 m pausa 3’; 2 v 1.000 pausa di 2’15”; 2 v 500 1’30” e 3’ alla ripartenza del blocco) da ripetere due serie.
    • 3° allenamento: corsa con variazione di ritmo. 20’ di fondo lento, a seguire 4’ di fondo lento e 4’ fondo medio 2’ ritmo  veloce 2’ ritmo lento, da ripetere tre volte.
    • 4° allenamento (facoltativo): corsa facile 50’ a ritmo rigenerante.

     

  • Preparare una gara di questa distanza non è uno scherzo, meglio affrontarla con le idee chiare

    Facendo riferimento alla prima parte dell’articolo, non ci resta che costruire il programma agonistico. Differenzerei la preparazione su due livelli: chi affronta la gara alla prima esperienza (neofita) e chi invece gareggia già con esperienza sulla distanza (agonista). Del primo parleremo nelle prossime righe, riinviando al numero prossimo la preparazione del secondo.

    • Neofiti

      Periodo fondamentale generale (circa 6-8 settimane)


      Ciclismo
      • 1° allenamento: di lunga distanza, partendo da 120’ fino ad arrivare anche puntate di 240’ (4 ore) su percorsi misti e anche duri.
      • 2° allenamento: (anche con bicicletta da cronometro), 30-40’di fondo lento + 8 volte s.f.r. (salite di forza resistente) 1’ 15” a 50 rpm (evitare di pedalare a una frequenza troppo bassa)* con 1’ di recupero tornando indietro. I primi 60” sono da eseguire con rapporto lungo (39-17...) mentre i successivi 20” sono da eseguire “fuori giri”, con rapporto molto agile a 100 rpm e oltre. Ogni settimana aumentare di 45” e aumentare di 20-30” il recupero. Terminate le salite, eseguire 15- 20’ di relax e iniziare a fare in pianura due tratti a ritmo medio della durata di 12’ (ogni settimana aumenta di 3’). Tra un blocco e l’altro, 10’ in agilità.
      • 3° allenamento (facoltativo): 120-150’ a velocità di fondo lento, anche in gruppo, su percorsi misti

      Nuoto
      • 1° allenamento: forza. Riscaldamento 1.200 m (stile completo, con ex tecnica), 4v 150 laccio pull palette 30” 200 facile 200 gambe 4v 150 stile completo a buon ritmo 45” (aumentare di numero di ripetizioni ogni settimana e dopo settimane cambiare i blocchi di 150 m in blocchi da 200 m).
      • 2° allenamento: endurance. Risc. 1.200 (stile completo, con ex tecnica), 4v 600 (il primo e il terzo 25 delfino- 75m stile libero/25 stile libero testa fuori-75 stile; il secondo e il quarto completo in ipossia, respirando ogni 5-7 bracciate) recupero 75”.
      Aumentare di 100 m ogni 2-3 settimane.

      Corsa
      • 1° allenamento: corsa lunga. 75’ su percorso collinare a velocità aerobica. Ogni due settimane aumentare di 8-10’. • 2° allenamento: fartlek. 30’ di riscaldamento e di seguito variazioni di ritmo 4’ fondo lento 4’ ritmo medio per tre volte. Aumentare di una serie ogni due settimane.
      • 3° allenamento (facoltativo): corsa facile 45-50’.

      Periodo fondamentale specifico (circa 6-8 settimane)

      Questa è la fase in cui si costruisce la fase dei ritmi gara. Se disponiamo della bicicletta da cronometro è utile inserirla spesso, viceversa è necessario montare il manubrio aerodinamico.

      Ciclismo
      • 1° allenamento: lungo 240’ su percorso simile a quello della gara (utilizzare qualche volta la bicicletta da cronometro o il manubrio aerodinamico).
      • 2° allenamento: ripetute a ritmo gara. 45’-60’ + 4 volte 15’ a ritmo gara (ogni allenamento con 6’ di recupero attivo, due settimane aumenta di 5’). Utilizzare la bicicletta da cronometro.
      • 3° allenamento (facoltativo): 180’ a velocità di fondo lento, anche in gruppo, su percorsi misti.

      Nuoto
      • 1° allenamento: soglia. Risc. 1.200 m (stile completo, con ex tecnica) 8v 100 con 30” di pausa a ritmo di soglia 200 relax 200 gb6v 100 con 30” pausa a ritmo di vo2
      • 2° allenamento: endurance Risc. 1.200 m (stile completo, con ex tecnica) 2v 1.200 m (il primo 400 ritmo aerobico, 400 ritmo medio 400 ritmo elevato; il secondo 100 a buon ritmo e 100 m ipossia a 5 bracciate ogni respirazioni).

      Corsa
      • 1° allenamento: corsa ritmo gara. 30’ di fondo lento + 40’ a ritmo gara della mezza maratona (ogni settimana aumenta 4’).
      • 2° allenamento: fartlek. 30’ di fondo lento + (1v 2.000 m pausa 3’ 1v 1.000 pausa di 2’15” 1v 500.1’30” e 3’ alla ripartenza del blocco) da ripetere due serie.
      • 3° allenamento (facoltativo): corsa facile 45-50’.
  • Preparare una gara di questa distanza non è uno scherzo, meglio affrontarla con le idee chiare

    Sebbene molti sportivi, anche triatleti che gareggiano su distanze inferiori, possono ambire a prepararlo, e soprattutto finirlo, la domanda principe che ci si deve porre è come questo sforzo possa influire sulle articolazioni e sui muscoli se non abituati a questa fatica. Correre 1:30’ o 1:45’ senza essere affaticati da altre discipline può essere uno sforzo fattibile per chiunque, viceversa credo sia molto pericoloso improvvisare uno sforzo così dopo tre ore di gara, perché sicuramente la meccanica di corsa sarà meno efficiente e quindi più a rischio di infortuni. Questi problemi fisici, spesso si ripercuotono sul fisico in generale, non immediamente dopo la gara, bensì dopo qualche tempo e questo genera confusione nell’atleta che ne soffre, perché è difficile collegare la causa con l’effetto.

    • Pre preparazione
      Ritengo che chi debba preparare una gara di questo tipo abbia bisogno di disporre di certi pre-requisiti fisici, sia che voglia farlo semplicemente per finirla sia che voglia farla per primeggiare...
    • Aspetto muscolare
      È necessario per poter sostenere uno sforzo di circa 5:30’ - 6 ore per un Age Group disporre, prima d’iniziare la preparazione vera, di un buon tono muscolare sia per quello che riguarda i muscoli primari, quelli destinati alla locomozione, sia per i muscoli stabilizzatori che sono quelli che, se allenati, sostengono le articolazioni. Sicuramente quindi potrà essere utile un ciclo di allenamento di muscolazione sia per migliorarne il trofismo sia l’efficienza. Non è necessario andare in palestra ma si può eseguire con semplici attrezzi (swiss ball, elastici, TRX ecc.) tutto il lavoro a corpo libero, sia attraverso posture di tenuta, per migliorare la core stability (tenuta della parete addominale), sia con esercizi a carico naturale per arti superiori e inferiori e anche attraverso esercizi con teraband o elastici in genere. Questa fase, spesso noiosa, è la premessa indispensabile per poter costruire una prestazione, via via crescente...
    • Aspetto aerobico
      Arrivare a costruire un programma per un 70.3 è un esercizio impegnativo. Dipende sempre ovviamente dal livello, ma questo interesserà la seconda parte dell’articolo. La cosa fondamentale da tener presente è che l’aspetto aerobico (il fiato in termini banali) è una qualità che cresce rapidamente soprattutto se si parte da livelli medio-bassi. È necessario però cercare di eseguire questo allenamento avendo ben presente sia il volume sostenibile, in termini di ore e chilometri, sia la qualità sostenibile (in questa prima fase sarà bassa). Tutto ciò va collegato e mescolato in modo originale e oculato nelle tre discipline, regolandosi in base all’esperienza maturata dall’atleta, al suo livello, ai suoi deficit di frazione e ai suoi deficit fisici (per esempio ottima velocità ma scarsa resistenza).
    • Aspetto biochimico metabolico
      Quando s’inizia la preparazione per una gara lunga, spesso il corpo, nella sua interezza, risponde in modo positivo, soprat-tutto nella fase iniziale. Dopo iniziano i problemi: scarso recupero, fiacchezza e via dicendo: sono normali sintomi di stanchezza e come tali vanno presi. È necessario però quando si inizia un training di questo tipo eseguire un esame ematico e soprattutto è necessario ripeterlo dopo alucni mesi di preparazione, per essere sicuri di riuscire a recupere bene gli allenamenti. La prima cosa che si consuma, dopo un periodo di allenamento aerobico intenso, sono tutti i valori legati al trasporto dell’ossigeno (ferro, sideremia, transferrina, ferritina ecc.). Spesso la “carenza di ferro” (così si dice in gergo, ma è errato) non dà molte avvisaglie e di colpo ci dice che siamo in riserva. Per evitare qualsiasi problema di sovrallenamento o di malassorbimento è consigliato ripetere l’esame ematico con una certa frequenza, regolando di conseguenza l’alimentazione.
    • Aspetto alimentare integrativo
      L’aumento del volume di allenamentoè ovviamente collegato a un aumento del consumo calorico e quindi a un aumento delle calorie introdotte. Quello di cui è necessario stare attenti è che la quantità/qualità di cibo introdotta non sia eccessiva. Spesso in fase iniziale il soggetto dimagrisce ma poi, se non ha un piano alimentare integrativo adeguato, tenderà in modo disordinato a continuare ad assumere calorie perché sempre alla ricerca di energia. Questo è un aspetto intuitivo ma molto pericoloso per il quadro fisico e fisicologico del soggetto. Appesantirsi di 1-2 kg può essere estrememente dannoso per le articolazioni portanti, ginocchia e schiena in generale.
    • Aspetto tecnico
      Per tecnico possono intendersi moltissime cose, ma la mia attenzione è rivolta alla scelta degli strumenti adatti a ogni soggetto per un allenamento misurato alle proprie potenzialità. Sicuramente le scarpe da corsa devono essere stabili e con caratteristiche di ammortizzamento tanto più alto quanto più è scarso il livello dell’atleta.Per quello che riguarda l’usura della scarpa cerchiamo di evitare di eseguire troppi chilometri con scarpe vecchie per la pigrizia di andare a comprarne un altro paio, in quel caso l’infortunio è dietro l’angolo. La bicicletta deve avere una posizione e regolazione adeguata alle misure antropometriche del soggetto e se dovessimo cambiarla, farlo in modo graduale e lentamente. Ricordo che l’adozione delle prolunghe aerodinamiche può, in una gara piatta, far risparmiare parecchi secondi, ma è importante sottolineare che non tutti dispongono della mobilità adeguata per riuscire a stare in posizione corretta per la durata intera della competizione. Sebbene si possa ovviare attraverso l’allenamento graduale è anche necessario disporre, soprattutto a carico della catena cinetica posteriore di una adeguata mobilità e flessibilità muscolare, qualità allenabile e migliorabile (bicipiti femorali, glutei, tensori fascia lata, polpacci in genere, muscoli lunghi del dorso o comunque collegati alla colonna, mobilità spalle e scapolare in genere).
  • La dottoressa Bianca Maria Lenci dipana i vostri dubbi in materia di fisioterapia. Scrivete all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Riproponiamo la sua risposta al quesito di Luca da Trieste: dolore al ginocchio, come comportarsi?

  • La città più bella del mondo, conosciuta in tutto il mondo: Alberto Casadei si veste d'argento nella gara di casa, mentre dalla Germania scende Lukas Kramer, conquistatore del Challenge Venice 2017. Firma straniera anche per il podio femminile, con la vittoria della belga Sofie Goos.
    C'era da aspettarselo: Venezia chiama e da tutto il mondo rispondono. Irresistibile agli occhi stranieri, la gara di casa del beniamino Casadei diventa così una dura lotta contro il conquistatore da oltre confine.

    ChallengeVenice

    Il Challenge Venice 2017 è andato a "un tedesco vestito da tedesco": oro per Lukas Kramer in un body con stampa del tipico abito bavarese, impossibile da non notare, seguito dall'Alberto veneziano e dal connazionale Jan Raphael. Vittoria al femminile come da pronostici alla belga Sofie Goos, seguita da Simona Krivankova e Sonja Skevin. 700 gli iscritti - provenienti da 46 nazioni - alla seconda edizione di Challenge Venice, il triathlon full distance con suggestiva partenza dal canale di San Secondo, nella magica laguna veneziana. Casadei conosce e fa strada: uscito in testa dall'acqua assieme a Davide Giardini, è seguito a ruota dal tedesco Bittner mentre il vincitore di giornata tocca terra in 9^ posizione. Veloce e filante il percorso bike con partenza dalla zona cambio allestita nel Parco San Giuliano, con passaggi nell'entroterra lagunare, attraverso le pianure dei comuni di Monastier di Treviso, Meolo, Roncade, San Biagio di Callalta, Marcon, Quarto d'Altino. Giardini è il primo a scendere dalla sella, seguito a stretto giro dal leone veneto Casadei e da un Bittner più attardato, mentre Kramer risale pericolosamente fino alla 7^ posizione, a poco più di 8 minuti da Giardini. Imprendibile dall'acqua, Venezia viene conquistata da terra da un dominatore nordico che si apre il varco con una corsa in rimonta all'interno del Parco San Giuliano firmando la vittoria con un tempo di 8.23'38" senza lasciarsi sopraffare dalle temperature di una torrida giornata di metà giugno. Argento ad Alberto Casadei (8.26'52'') e terza piazza per Jan Raphael (8.29'57'').

    ChallengeKramer

    Lotta meno serrata tra le donne, in una gara scritta e autografata dalla belga Sofie Goos, prima con il tempo di 9.17'17" perché capace di costruire, nonostante il recente rientro da un infortunio, un vantaggio notevole in bici senza poi perdere niente in corsa. Seconda posizione per la ceca Simona Krivankova, a quasi venti minuti (9.36'25''), e terza per la croata Sonja Skevin (9.49'21"). Quarta Martina Dogana in 9.59'35".

    Goos

    Ma gli applausi più scroscianti vanno alla Lotto Relay, che sosteneva un’iniziativa benefica dedicata ai bambini diversamente abili. I proventi di questa gara a staffetta che si è svolta sullo stesso tracciato della prova individuale e che ha visto partire oltre 20 squadre composte da 4 fino a 7 frazionisti, sono stati destinati all’associazione “Bambini Terribili for a Smile”, fondata dal dottor Pier Luigi Righetti, medico psicoterapeuta che quest'anno ha preso parte alla gara portando con sé lungo il percorso alcuni giovani con disabilità fisiche o mentali, dapprima su un canotto per la frazione di nuoto, pedalando su un tandem per la frazione di bici e salendo su una carrozzina per la maratona conclusiva. Sono state premiate le tre squadre più generose.

    RISULTATI

    Photo Credit: Jose Luis Hourcade