In un’epoca in cui musica e podcast sono tra le scelte preferite per chi si allena in solitaria dopo una lunga giornata di lavoro, le cuffie open-ear stanno emergendo come la scelta intelligente di chi vuole “staccare la spina” e, al tempo stesso, restare vigile verso l’ambiente circostante. A differenza degli auricolari tradizionali che tagliano fuori i suoni ambientali, le open-ear permettono l’ascolto in cuffia senza isolarsi nè da altri atleti nè dai rumori del traffico, del vento, o di eventuali situazioni di pericolo.

Guardando poi al binomio musica-allenamento, sono diversi gli studi scientifici pubblicati in letteratura che dimostrano come la musica abbia dei benefici sull’allenamento; non a livello di performance (ovviamente) quanto in termini di:
- modulazione di frequenza cardiaca e attivazione muscolare
- miglioramento di umore e motivazione
- riduzione della percezione dello sforzo
Parlando di questa tipologia di cuffie in termini pratici, negli ultimi anni la community internazionale audio e hi-tech ha utilizzato spesso il termine design open-ear, riferendosi alla possibilità di un orecchio libero dall’ingombro delle cuffie tradizionali e capace di percepire un audio “differenziato”; per un’esperienza di ascolto immersiva e nella massima sicurezza soprattutto per gli sportivi che si allenano sulle strade o off road, di corsa o in bici.

Cuffie Shokz, dal 2004 pionieri della tecnologia audio a conduzione ossea
In un contesto tecnologico sempre più ricco di novità, le cuffie Shokz rappresentano l’equipaggiamento ideale di tutti quegli atleti che vogliono rendere il loro allenamento più motivante ma anche pienamente consapevole dell’ambiente circostante.
Nate da un percorso innovazione high-tech cominciato nel 2004 con l’obiettivo di reinventare l’ascolto, Shokz (brand del gruppo Nital, leader nel campo della tecnologia audio a conduzione ossea) ha brevettato e perfezionato il design open-ear per offrire ai suoi utenti un’esperienza di ascolto senza precedenti.


Un po’ di storia
Le prime applicazioni documentate della tecnologia audio a conduzione ossea (che attraverso un dispositivo appoggiato tra gli zigomi e le tempie genera micro vibrazioni che “viaggiano” attraverso l’osso per raggiungere la coclea bypassando il timpano) risalgono alla fine degli anni ’70 nel campo dell’audiologia (medicina auditiva). Poi, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, si è aggiunto l’utilizzo in campo militare. E solo nell’ultimo decennio questa tecnologia è entrata nel mercato dello sport e lifestyle.


Cuffie Shokz, caratteristiche e specifiche tecniche
Uno degli aspetti più interessanti delle delle cuffie Shokz è l’equilibrio tra sicurezza, comfort e qualità del suono. Un dettaglio, quest’ultimo, da non tralasciare. Perchè nelle cuffie che sfruttano le sole micro vibrazioni ossee (bone conduction), tra i pochi limiti di questa modalità c’è proprio la minor qualità del suono in termini di prodondità di bassi, volume e dispersione sonora.
Nel caso delle cuffie open-ear Shokz, tecnologie come la DualPitch™ assicurano invece un ascolto superiore (4 modalità di equalizzazione del suono + 2 personalizzabili) anche in condizioni di vento (per via della presenza del microfono posizionato internamente), unito alla libertà di muoversi in tutta sicurezza e vigilanza. Tra i punti di forza delle cuffie Shokz, che includono anche i nuovi modelli Open Run Pro 2 e Open Swim Pro (specifico per i nuotatori), troviamo:
- percezione contemporanea netta e distina di audio e ambiente esterno
- massimo comfort
- estrema vestibilità (due taglie, standard e smaller) e ultraleggerezza (30 g)
- assenza di fastidi e/o dolori vestibolari
- suono ricco di bassi e dettagli
- resistenza al sudore (IP55)
- lunga durata della batteria (12 ore)
- tempi di ricarica rapidi (5 minuti per 2,5 h di utilizzo, porta USB-C)
- standby prolungato (fino a 10 giorni)
Tutte le info su: it.shokz.com
Dalla corsa al triathlon, il feeedback dei campioni
Tra i campioni dello sporto che hanno testato personalmente le Shock Open Run Pro 2, ci sono l’argento nei 5000 a Rio 2016 e Tokyo 2020 e bronzo olimpico nella maratona a Parigi 2024 Hellen Obiri e il tre volte campione del mondo IRONMAN Jan Frodeno.


