Endurance e valutazione

Endurance e valutazione

01 Aprile, 2013

Non come fine ma come mezzo per raggiungere la nostra migliore performance

Il tema della valutazione è sempre argomento piuttosto ostico, forse anche a causa delle memorie scolastiche di ognuno di noi. In effetti, essere valutati rappresenta sempre un momento di stress, poiché non si può barare, non ci si può sottrare a una quantificazione oggettiva del proprio operato, e delle proprie qualità. Per un atleta o anche per chi fa unicamente dell’attività sportiva con finalità anche solo di fitness e/o wellness, la valutazione funzionale deve essere un momento d’inizio o di verifica e deve obbligatoriamente essere un momento costruttivo e di analisi e non di giudizio sulla persona. 

  • Processo di valutazione
    I test sono una parte fondamentale del processo di valutazione. Per definizione, la valutazione funzionale è un’indagine condotta attraverso una serie di test per valutare i fattori che determinano e influenzano la prestazione fisica e sportiva. Nell’ambito degli sport di endurance, solitamente si valutano i seguenti campi:
    • Valutazione antropometrica: composizione corporea (percentuale di massa magra e massa grassa)
    • Valutazione della forza muscolare (globale e/o di ogni singolo distretto muscolare)
    • Valutazione delle capacità cardio-respiratoria e cardio-circolatoria
    • Valutazione dei meccanismi energetici
    • Valutazione delle capacità coordinative (coordinazione neuromuscolare)
    • Valutazione della mobilità articolare e della lunghezza muscolare.
    L’antropometria viene solitamente svolta con il metodo dell’impedenziometria, pratico e abbastanza affidabile, oppure con la somma delle pliche cutanee (solitamente 3, 5 o 6). La forza può essere vista o con lo svolgimento di un esercizio massimale ad alta sinergia muscolare (squat, distensione alla panca) oppure con un dinamometro che rileva la tensione prodotta da ogni singolo distretto muscolare. Anche il salto è un esercizio di forza e la sua misura oggettiva è un ottimo test. La spirometria è quindi l’analisi della capacità vitale: la quantità di aria che si riesce a espirare permette di valutare la capacità respiratoria. I test incrementali, il test per la determinazione del massimo consumo di ossigeno (VO2 max), i test fatti utilizzando la concentrazione di acido lattico ci permettono di valutare i sistemi energetici (anaerobico, aerobico con utilizzo più o meno bilanciato di glucidi e lipidi).
  • La coordinazione e l’efficacia del gesto
    Vengono rilevate attraverso valutazioni specifiche e individualizzate a seconda della qualità che si vuole indagare (l’analisi cinematica della nuotata, della pedalata o della corsa, la valutazione dell’equilibrio). La valutazione posturale globale e/o la misura della mobilità di ogni singola articolazione ci danno una significativa misura della flessibilità generale e distrettuale.
  • Ma perché è importante valutare?
    È fondamentale in quanto fornisce una fotografia, il più precisa possibile, della condizione fisica del soggetto esaminato, potendo verificare le modificazioni della performance e dello stato di benessere. È necessario eseguirla, all’inizio dell’intervento, nel processo di allenamento sportivo o della terapia motoria. Va ripetuta alla fine di ogni ciclo di lavoro e/o allenamento programmato e/o periodicamente per monitorare lo stato di benessere. Nel caso dei test di performance aerobica, permette di individuare le correte intensità di allenamento, determinanti per la riuscita di un progetto e piano di allenamento intelligente e moderno. La riuscita dell’intervento dipende da come viene proposta. Quindi, il consiglio è di proporla come verifica del processo di allenamento e di miglioramento dello stato di benessere o di recupero funzionale. Non deve essere comunicata come momento di competizione con altri o con se stessi.
  • Quale équipe può eseguirla?
    Il team migliore è quello composto da un’équipe di specialisti, comprendente:
    • il medico specialista
    • lo specialista in valutazione funzionale (solitamente un laureato in scienze motorie)
    • il tecnico operatore di laboratorio o da campo
    • lo psicologo.
    È doveroso ricordare che sono i protocolli di valutazione, cioè le singole procedure che vengono effettuate e la loro rigorosa successione, oltre alla competenza e l’esperienza dello staff, che determinano la riuscita e più o meno adeguata della prova. Avere una valutazione non rigorosa, accurata e ripetibile serve solo a migliorare il bilancio economico di chi la esegue.
  • Dove è bene farla
    • in laboratorio (strutture residenziali)
    • direttamente sul campo (luogo dove si svolge l’esercizio).
    Nel caso degli sport di endurance, è importante trovare dei test che siano molto correlati con il gesto di gara e che vengano quindi svolti nelle condizioni più simili alla competizione. Il laboratorio è essenziale per un primo e puntale incontro, poi ci si deve avvicinare sempre più alle condizioni di allenamento ed esercizio.
  • Conclusione
    L’atleta che si appresta a iniziare una stagione agonistica dovrebbe porsi nei confronti dei test di valutazione come lo scolaro affronta la preparazione al compito in classe: con la consapevolezza che studiando sarà un momento di verifica del lavoro svolto, oppure, consapevole della scarsa preparazione, con la certezza che una situazione del tutto casuale influenzerà nel bene o nel male l’andamento del compito.

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