È il più “anziano” tra i 59 triatleti Pro al via dell’IRONMAN® World Championship 2025 domenica 14 settembre a Nizza. Ma Cameron Wurf, 42 anni lo scorso 3 agosto, è stato anche professionista di ciclismo su strada (passista e cronoman in diversi team come Liquigas, Cannondale e INEOS Grenadiers) e canottiere ai Giochi Olimpici di Atene 2004 (16° posto nel “due di coppia pesi leggeri”). Si, avete capito bene: quelli dove Stefano Baldini vinse l’oro nella maratona. Una vita dedicata allo sport, cominciata proprio col canottaggio dove arriva presto in Nazionale e nel 2003, all’età di 20 anni, ottiene a Belgrado il titolo di campione del mondo U23 nel “quattro senza pesi leggeri”.

L’amore per il ciclismo e l’allenamento per migliorare nell’IRONMAN
In diverse dichiarazioni riguardo l’essere uno sportivo polivalente, Cameron Wurf ha sempre detto che nessuna delle sue imprese sportive è mai stata pianificata. Il passaggio al ciclismo, per esempio, avvenne per caso. Era il 2006 e l’australiano si trovava nel centro di ricerca MAPEI di Varese insieme alla squadra di canottaggio: «Avevo una tendinite al polso e non potevo remare, così prestarono dei rulli per allenarmi. Rimasi affascinato dagli allenamenti degli altri ciclisti Pro e decisi di cambiare sport diventando sempre più dipendente dal ciclismo. Quell’anno partecipai anche ai campionati del mondo di canottaggio arrivando quarto, ma avevo già preso la mia decisione», ha raccontato Wurf in una lunga intervista pubblicata su olympics.com.
Da sempre convinto che il ciclismo su strada potesse migliorare la sua preparazione per la distanza IRONMAN (corse le sue ultime tre stagioni da Pro in INEOS Grenadiers in modalità part-time al fianco di Geraint Thomas e Tom Pidcock), Cameron Wurf ha continuato a mettere in pratica questa sua convinzione con una costanza incredibile, alzando di volta in volta l’asticella della fatica. Memorabili, il giorno dopo la Parigi-Roubaix 2023, furono la sua mezza maratona “di scarico” e i 3250 metri di nuoto. L’anno prima (2022), invece, fece “scalpore” la maratona corsa in 2:55′ nel suo quartiere a Santa Monica in California. Ma scorrendo il feed del profilo Strava di Cameron Wurf, si trovano tante sessioni di allenamento “fuori dall’ordinario”, come quella dello scorso 12 agosto: un giro in bici nel Principato di Andorra (tra Francia e Spagna) di 308 km e 9.960 metri di dislivello completato in 13 ore e mezza, e registrato col titolo ironico “Keeping myself busy while the in-laws are in town” (Mi tengo occupato mentre i suoceri sono in città).

Per Cameron Wurf, l’allenamento in bici per l’IRONMAN® World Championship 2025 di Nizza è stato metà focus e metà divertimento. La frazione bike del mondiale, infatti, è una delle più dure dell’intero circuito (180 km e 2.400 metri di dislivello nelle Alpi Marittime). Ecco perché “l’avventura di Andorra” lo ha aiutato a costruire la resistenza mentale e fisica necessaria per affrontare questa gara: «Non ho mai paura della distanza perché l’ho già affrontata tante volte in allenamento, ed è sempre stata un’avventura», ha raccontato il triatleta australiano in una recente intervista, aggiungendo che il divertimento è stato nel disegnare un itinerario che circumnavigasse Andorra toccando i confini nord, sud, est e ovest in un solo giorno: «La mappa Strava sembra un errore del GPS. Ci sono tante curve e zig-zag, e quasi nessun tratto lineare». Un’avventura in bici di più di mezza giornata che ha permesso a Wurf di completare un “Everesting”, superando di 1.100 metri il dislivello ufficiale dell’Everest.
Come l’allenamento di Andorra ha preparato Wurf per il mondiale IRONMAN 2025
Il percorso bike dell’IRONMAN® World Championship 2025 di Nizza è un continuo saliscendi con curve strette e tornanti, perfetto per un ex ciclista professionista in grado di guadagnare tempo in discesa e nelle curve senza dover spingere sui pedali. Il tracciato prevede una lunga salita verso Gourdon, a cui seguono 55 km “ondulati”. Dal km 112 parte la discesa più lunga del percorso, seguita da una breve ma ripida rampa verso Coursegoules e da un’altra discesa di 25 km dove i ciclisti più tecnici potranno recuperare prima del tratto finale lungo 16 km che include 90 curve e 15 tornanti fino a Nizza. Il giro di Cameron Wurf ad Andorra ricorda molto questo scenario: tante curve e discese veloci con pendenze tra il 5% e il 10%, spesso tecniche e impegnative. In alcuni tratti persino più rapide e complicate di quelle del petit fleur della Costa Azzurra.

Un nuovo approccio alla preparazione per Cameron Wurf
Da quando è entrato nei quaranta, Cameron Wurf ha adottato un approccio più equilibrato alla preparazione dichiarando di avere una tolleranza molto bassa per le cadute. Ma dove trova la resistenza per competere contro atleti che a volte hanno la metà dei suoi anni? «Non ho tempo di pensare all’età. Dicono che la cosa più difficile da tenere in forma per gli atleti dai 35 ai 45 anni sia il cervello. Per quanto mi riguarda, aver cambiato sport così tante volte mi mentiene fresco. Non posso preoccuparmi di essere troppo vecchio perché sono concentrato sulla voglia di migliorare», ha raccontato l’australiano nell’intervista a olympics.com. Nonostante le grandi abilità in bici, Wurf non considera scontato poter dominare la frazione bike, ma la combinazione tra l’esperienza da ciclista Pro e la resilienza da triatleta potrebbe rivelarsi decisiva non solo nella finale mondiale di Nizza ma soprattutto nella longevità sportiva di uno degli atleti più versatili degli ultimi vent’anni.

(Giacomo Petruccelli)


