Bike Fitting, una scelta vincente tutto l’anno!

Bike Fitting, una scelta vincente tutto l’anno!

01 Novembre, 2025

Analizzare e (se necessario) correggere il nostro posizionamento in sella, non è un intervento una tantum ma un percorso continuo per migliorare comfort, efficienza e prestazione. La stagione agonistica del triathlon, infatti, non ha un vero inizio e una fine. Le gare sono distribuite durante tutto l’arco l’anno e in ogni parte del mondo. E questo rende impossibile identificare un periodo di off season uguale per tutti i triatleti.

Quindi, ciò che per un atleta rappresenta il momento di massimo carico di allenamento e/o gare, per un altro può coincidere con una pausa. Nel caso dei professionisti, poi, la situazione è ancora più complessa: il calendario fitto di impegni internazionali li obbliga a pianificare ogni dettaglio con grande precisione, inclusa la posizione in bici. Ma esiste un periodo migliore per fare il bike fitting? Vediamolo insieme.

Bike Fitting Posizione In Sella Uomo
© Getty Images for IRONMAN

C’è un periodo giusto per fare il bike fitting?

Non esiste un periodo migliore per fare un bike fitting. L’errore più grande che si può commettere, piuttosto, è considerarlo come un “avvenimento singolo”, da fare una sola volta per poi dimenticarsene negli anni. Questa visione statica non tiene conto né dell’evoluzione costante dei componenti specifici per il triathlon, né delle nuove conoscenze scientifiche che la ricerca continua a offrire; così come dei cambiamenti fisiologici dell’atleta.

Una moderna sessione di bike fitting non si limita più alla semplice analisi del movimento, ma diventa un momento strategico per:

  • scegliere e testare i materiali più adatti;
  • definire strategie utili a migliorare la performance;
  • porre le basi per prevenire infortuni e sovraccarichi.
Bike Fitting Posizione In Sella Donna
© Niklas Bike Fitting Innovation Lab

Un percorso da costruire con la giusta tempistica…

Il bike fitting è uno strumento potente perché consente di ottimizzare due aspetti strettamente legati tra loro: prestazione e salute dell’atleta. Ma proprio come per l’allenamento, anche il miglior fitting deve essere costruito nel tempo. Pianificare con largo anticipo le sessioni è fondamentale, soprattutto in vista di una gara importante.

Pensare di fare un bike fitting a un mese dall’appuntamento clou della stagione è un po’ come voler iniziare ad allenarsi solo poche settimane prima della gara. Il tempo per costruire, adattare e consolidare, semplicemente non basta. È necessario considerare la disponibilità del bike fitter, i test di valutazione funzionale, la scelta di eventuali nuovi componenti e, non ultimo, il tempo tecnico per abituarsi alla posizione e integrarla nel gesto atletico.

…e pianificazione

Facciamo un esempio concreto: se un atleta convive da mesi con un dolore lombare e decide di fare un fitting solo poche settimane prima della gara, è probabile che non abbia il tempo necessario per risolvere il problema in modo efficace. Il motivo? Potrebbero emergere le necessità di scegliere una sella diversa e cambiarla, introdurre esercizi specifici di forza o mobilità, o modificare la distribuzione dei carichi: tutti aspetti che richiedono settimane, se non mesi, di lavoro. E a questo, si aggiunge un fattore logistico: i componenti non sono sempre immediatamente disponibili. Tra i tempi di ordine, consegna e montaggio, il rischio è di presentarsi in gara con una bici mai realmente testata.

Quando programmare il primo bike fitting per la gara…

Il bike fitting va concepito come un percorso evolutivo. L’ideale è programmare la prima seduta almeno 8-10 mesi prima della gara obiettivo. Questo arco di tempo consente di gettare le fondamenta per trovare la migliore posizione in sella, verificare la necessità di cambiare componentistica e iniziare a lavorare su eventuali lacune fisiche.

Con l’avvicinarsi alla gara è utile programmare almeno una seduta di controllo per rifinire i dettagli e adattare la posizione in sella in base al percorso che si andrà ad affrontare. In questa fase entrano in gioco anche i test aerodinamici, la vera ciliegina sulla torta: conoscere le configurazioni più vantaggiose, in termini di aerodinamica e comfort, può tradursi in secondi preziosi risparmiati.

Bike Fitting Posizione In Sella Atleta Professionista
© Niklas Bike Fitting Innovation Lab

…o per pedalare in relax senza obiettivi imminenti

Non tutti hanno obiettivi agonistici imminenti. Per chi pedala soprattutto per piacere e in relax, senza la pressione del calendario, la raccomandazione è comunque di rivedere la posizione in sella ogni 8-12 mesi. Il motivo è semplice: il corpo umano non è mai statico, cambia con l’allenamento, le abitudini quotidiane e con il passare degli anni. L’invecchiamento (inevitabile per tutti) comporta variazioni di mobilità e forza che vanno considerate per evitare l’insorgenza di dolori e infortuni.

Il bike fitting come supporto prezioso in caso di infortunio

L’infortunio è un altro scenario che può rendere necessario un bike fitting. Quando si incorre in un problema fisico, infatti, mobilità e forza vengono spesso compromesse. In questi casi, il fitting può diventare uno strumento di supporto prezioso perchè consente di adattare temporaneamente la posizione, permettendo all’atleta di continuare ad allenarsi senza sovraccaricare la zona lesionata. 

Pensiamo, per esempio, a un infortunio al polpaccio: modificando alcuni parametri, è possibile alleggerire il carico sull’area dolorante e mantenere la continuità dell’allenamento. Naturalmente, tutto ciò deve avvenire in collaborazione con il medico o il fisioterapista di riferimento.

Bici Da Cronometro Niklas Quetri
© Niklas Bike Fitting Innovation Lab

In conclusione

Cominciare un percorso di bike fitting va visto come un processo dinamico e continuativo. Sia che si tratti di preparare una gara che di prevenire dolori, migliorare l’aerodinamica o gestire un infortunio, rappresenta un alleato strategico per ogni triatleta. Investire tempo nella pianificazione e revisione periodica della posizione in sella, significa non solo guadagnare in performance ma soprattutto costruire una base solida per continuare a pedalare nel tempo con efficienza, sicurezza e soddisfazione.

(Niklas Quetri)

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