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Start, partenza: la stagione agonistica è già iniziata e i duathlon possono essere il primo banco di prova

  • Simone Diamantini: il duathlon non solo come disciplina complementare e preparatoria alla stagione agonistica di triathlon, ma come disciplina a se stante, da preparare bene perché dal punto di vista energetico muscolare è molto traumatica, anzi, più traumatica e dispendiosa del triathlon, e come tale va preparata e “temuta”. Consigli di allenamento.
  • Giorgio Rondelli: i cambi di ritmo come arma segreta per il rush finale, bruciante sugli avversari. Questa capacità di cambio passo un po’ è una dote naturale ma un po’ si può allenare e il tecnico ci spiega come. Si tratta di allenamenti di rifinitura, a ridosso della gara, e non di routine.
  • Andrea Gabba: la cadenza di pedalata al minuto, o rpm, ha una grande influenza sul risultato cronometrico. Normalmente è sui 90-100 rpm, ma si è visto che per le gare lunghe no draft, è meglio una frequenza un po’ più bassa, sugli 85 rpm, per un minor dispendio di energie. Esercizi per allenarla.
  • Luca Gozzi: a circa metà del periodo di tapering, cioè a una settimana dalla gara-obiettivo, è giusto valutare con test specifici in che condizioni si trova l’atleta, per verificare se si è allenato in modo corretto. Dunque, da evitare il periodo di fine allenamento specifico (il fisico è particolarmente affaticato), come pure quello troppo a ridosso (a 2 o 3 giorni dalla gara, in quanto il test affatica). Come fare la valutazione.
  • Nadia Cortassa: per i giovani è ottimo alternare gare di triathlon a gare di corsa. In inverno si avrà una predominanza di gare podistiche e in primavera/estate a queste si inseriscono gare multidisciplinari. Ecco mese per mese come fare.

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