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Il mese estivo nel quale ci troviamo permette un’ottima programmazione di allenamento e gare: giornate più lunghe, a volte con più tempo libero se si è già in vacanza

Attenzione però a non esagerare e caricare troppo stressando così il fisico. Il consiglio è di prendervi 15 giorni di training rigenerante, magari facendo richiami di forza o sfruttando le località di villeggiatura in altura. Ecco che Simone Diamantini ci parla di allenamento in altura, adottato ormai da 30 anni come proficuo sistema di incremento della prestazione per tutte le discipline a componente aerobico, come appunto il triathlon. Interessante il suo articolo con i 10 “comandamenti” che lo caratterizzano. In questo numero, la prima parte.
La base per poter nuotare veloci: lo scivolamento in acqua. È questo il titolo delle pagine trattate da Luca Gozzi; prima di approcciarsi a un programma di allenamento strutturato da un punto di vista tecnico e metodologico, ogni triatleta dovrebbe migliorare la posizione del proprio corpo in acqua per ottenere una buona idrodinamicità. Analisi ed esercizi per ottenerla.
Tante le gare di Ironman che da tempo affascinano i triatleti, spingendoli a volerle affrontare, come Nizza, Klagenfurt, Francoforte, Roth e, recentemente, la nostra Cervia. Attenzione però a non cedere alla tentazione di iniziare ad allenarsi subito per prepararne uno dell’estate prossima: ok iscriversi, ma per questa estate procedete con il solito allenamento, in autunno un riposo completo di una quindicina di giorni per “ricaricare le pile”, fate uno screening medico, un controllo materiali e fissate già gli appuntamenti agonistici secondari, con allenamenti oltre che sulle tre classiche discipline, anche su altri sport complementari atti a sviluppare le capacità aerobiche. Per poi arrivare all’inverno, durante il quale iniziamo la vera e propria preparazione per l’Im. Come? Non vi resta che leggere l’articolo del nostro tecnico Andrea Gabba.
Caro vecchio diario (di allenamento). Sembra una cosa d’altri tempi, eppure la sua utilità è di assoluta attualità. Cambiano sicuramente i modi di aggiornarlo, dal cartaceo all’online con nuovi programmi e app, ma è sempre utile sia per il giovane atleta sia per il suo coach. Parola di Nadia Cortassa.
Paolo Barbera ci parla di Endless Pool: piscina, relativamente piccola e poco profonda, con getto d’acqua regolabile e a velocità costante. Ottimo strumento specie per neofiti che così non devono, di primo impatto, affrontare profondità o ampi spazi delle acque libere, ma anche per il triatleta avanzato, che così ha la possibilità di nuotare in avanti all’infinito senza dover interrompere il ritmo di bracciata a ogni virata.
L’allenamento pliometrico. Ne parliamo con Giacomo Giovenali che nel suo articolo spiega come questo tipo di esercizi consenta ai nostri muscoli di raggiungere elevati quantitativi di forza massima nel minor tempo possibile. Come? Grazie al rapido susseguirsi di concentrazioni eccentriche e concentriche. Quali gli esercizi e qualche raccomandazione.
Proseguiamo con le tabelle di Diego Novella per allenarci allo Swimrun, e dunque nuoto in acque libere, senza la tranquillizzante “striscia blu” della piscina, e corsa nella natura. Perché il bello di questa disciplina è che ci tiene in stretto contatto con il wild.
Triathlon cross: Mtb e tecnica di guida. Tanti i consigli della nostra Ilenia Lazzaro per migliorare: conoscere il mezzo, su cosa concentrarsi, punti da ricordare e, alla fine... divertirsi!
Il primo allenamento combinato... non si scorda mai. A parte gli scherzi, per un neofita è importante acquisire questi transition skills. Ecco i consigli di allenamento di Alberto Schivardi, da quelli classici alle nuove proposte. Leggete quali.
Dulcis in fundo, concludiamo con il nostro Giorgio Rondelli e il suo allenamento progressivo: un incremento della velocità secondo parametri prestabiliti, differenza con la progressione, quali le lunghezze, le opzioni e le finalità.

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