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Fondamentale è capire quanto l’azione in vasca esprima il 100% della possibilità tecnica e atletica a una determinata andatura. Sul numero di gennaio-febbraio, l’analisi di Luca Matia Gozzi.

Nel nuoto, l’attenzione di allenatori e atleti viene troppo focalizzata sul cronometro e sui volumi. Avvisa Luca Matia Gozzi, allenatore F.I.N. e istruttore FiTri, che “in un allenamento di alto livello, invece, sia per i dilettanti sia per i professionisti, è importante capire quanto la nuotata sia efficiente”; è chiaro a tutti che una serie nuotata a un numero inferiore di bracciate medie per vasca avrà, per lo stesso atleta, tutt’altra resa rispetto alla serie nuotata con una media di bracciate superiore.

Efficienza in prospettiva

Ripassiamo con Gozzi: “L’efficienza è la capacità di avere un costante rendimento durante la nuotata, esprimendo il 100% della propria possibilità tecnica e atletica a quella determinata andatura; nel nuoto serve grande efficienza per poter esprimere la più alta velocità al minor costo energetico possibile”. Questo anche in prospettiva del triathlon, in quanto, usciti dall’acqua, necessitiamo ancora di molte risorse energetiche. Per essere “nuotatori efficienti”, serve una buona tecnica di nuotata e un grande allenamento alle spalle. Gozzi, a questo punto, nel suo pezzo analizza numeri ed entra nel dettaglio di come calcolare lo Swimming Efficiency Index.

Come progredire?

L’obiettivo di ogni nuotatore dev’essere quello di abbassare il proprio indice di efficienza. Lavorare in questa direzione, oltre al monitorare i tempi delle ripetute e a conteggiare i chilometri, garantisce grandi miglioramenti: in ogni allenamento servirà dedicare tempo agli “esercizi tecnici”, da svolgersi all’inizio, dopo il riscaldamento, sia alla fine della seduta, anche dopo le serie più impegnative. Ma anche i cosiddetti “lavori di sensibilità” a diverse velocità devono essere praticati costantemente. Per abbassare l’IE serve, inoltre, puntare sull’allenamento della gambata.

A corredo del suo articolo, Gozzi propone un’ulteriore tabella per l’allenamento delle gambe e, dopo un riepilogo dei sei principali focus da mantenere per nuotare in modo efficiente, una conclusiva che mostra come inserire il lavoro sull’efficienza in un allenamento da 4.500 m di triatleta maschio U-23 di alto livello.

Foto: 123rf.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Efficienza, requisito numero uno della nuotata”, di Luca Matia Gozzi, pubblicato su Triathlete n. 267, gennaio-febbraio 2021 (in edicola a inizio gennaio), alle pagine 40-43.

Scopri di più sul numero di gennaio-febbraio 2021: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale