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Psicologia
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L’importanza del controllo della mente nella performance della gara e, soprattutto, nella vita.

La concentrazione c’è quando la mente dell’atleta è focalizzata su un punto. Ansia, paura, collera sono situazioni spesso associate a forti spinte emozionali che conducono a uno sgretolamento della concentrazione. Come fare allora per non lasciarsi sopraffare dalla loro violenza? Come fare affinché la prestazione non si deteriori?

Cos’è e come fare

La concentrazione è la mente messa a fuoco su un punto: ha una sua utilità, perché in quel modo si può scendere sempre più in profondità nella performance che si sta facendo. Quindi si può agire sulla propria comunicazione personale, che non è limitata a cosa si dice, ma porta il pensiero a ricercare una soluzione ai conflitti che si stanno vivendo nella propria mente posizionata (quando non si è concentrati) nel passato o nel futuro. La gestione del proprio dialogo è una delle tecniche che rinforzano l’atteggiamento mentale positivo, a patto di sapere cosa dirsi. Passaggio obbligato è avere la consapevolezza di vivere il presente nel “qui e ora”, la migliore e unica soluzione per affrontare le sfide e i momenti difficili della vita, non solo della gara. Essere concentrati vuol dire essere in sincronia e allenati alla presenza; concentrarsi è la capacità di fare e immaginare contemporaneamente, che significa massima attenzione in ciò che si sta facendo. È l’espansione dei cinque sensi, tutto ciò che permette all’atleta di prendere possesso del fatidico momento. È solo attraverso la corrispondenza tra sensazioni e pensieri che si genera uno stato di massima concentrazione dove la mente osserva se stessa. Quando invece non si è concentrati, l’attenzione va su problemi e ostacoli, aumentando la paura di sbagliare, una separazione tra la mente e il corpo. Anche una bassa autostima è correlata a una bassa concentrazione. Un confronto mai finito tra l’obiettivo e l’abilità, dove solo il controllo distaccato della propria mente permette consapevolmente di affrontare le diverse situazioni e difficoltà. Ampliando il concetto: essere focalizzati, essere presenti e concentrati vuol dire essere parte di una fusione armonica tra i materiali e l’ambiente che costituisce lo scenario e il contesto di gara. Ma soprattutto avere il coraggio di decidere ascoltando le proprie sensazioni.

 

Riccardo Penna è l'autore del libro "Respirare con la mente" (Edizioni Correre).
Lontano dall'essere un manuale di regole, "Respirare con la mente" è un viaggio attraverso le proprie esperienze, un invito a guardarsi dentro, a porre particolare attenzione ai segnali del proprio corpo.