Per chi inizia
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Gentile dottor Confalonieri,
sono il padre, grande appassionato di sport, di un ragazzo di 12 anni che non ha ancora trovato l’attività ideale per lui. Sia io sia mio figlio siamo fortemente tentati dal mondo triathlon: affascinati dall’originalità di questo sport e dalla bellezza dei suoi campioni, spaventati dalla sua complessità e dall’immagine di fatica che lo contraddistingue. Un nuovo anno scolastico e sportivo sta per cominciare, potrebbe aiutarci a scegliere?
Grazie.
Marco Trevie

Gentile signor Marco,
lei mi affida un compito impegnativo e di grande responsabilità. La scelta dell’attività sportiva più adatta a un ragazzo che sta entrando nell’adolescenza riveste, infatti, una grandissima importanza per le conseguenze che ha sull’autostima, sul bisogno di confronto e di divertimento, nonché sul difficile rapporto con il proprio corpo in trasformazione in una fase particolarmente delicata della crescita.

Potenzialità e limiti

Vediamo allora di schematizzare in modo semplice e diretto potenzialità e limiti della triplice, in modo che lei con la sua saggezza e attraverso il confronto con suo figlio possa decidere quali pesano o contano di più.

A favore

• È uno sport ecologico che ci mette in contatto quotidiano con tre elementi base: l’acqua, l’aria e il vento, la terra sulla quale corriamo.
• È lo sport che racchiude in un’unica disciplina le tre modalità di spostamento e di esplorazione del mondo più semplice e naturali per l’uomo: correre, nuotare e pedalare.
• È uno sport divertente e non ripetitivo, ciascuno di noi saprà, infatti, trovare il gesto tecnico che lo appaga e lo gratifica e gli allenamenti non saranno mai ripetitivi.
• È un’attività che migliora in modo completo e diversificato le nostre capacità coordinative contribuendo in modo importante a un incremento dell’intelligenza motoria individuale.
• È un’attività che, prevedendo l’alternanza di gesti caratterizzati da una tecnica e da una biomeccanica differenti, riduce in modo significativo il rischio di patologie croniche da sovraccarico tipiche per esempio del nuoto, a livello della spalla, o della corsa, a livello delle articolazioni degli arti inferiori.
• Sentirsi triatleti, con tutti i riti legati all’allenamento e alla competizione, completare una gara così particolare e difficile aumenta in modo efficace la nostra autostima, ci aiuta a volerci più bene e a sentirci più protagonisti nel mondo.

Contrari

• È un’attività particolarmente difficile e complessa da organizzare e da conciliare con gli impegni scolastici e familiari;
• Un’attività che richiede il supporto di una società sportiva sul territorio seria e organizzata.
• È uno sport che richiede parecchie ore e giornate dedicate all’allenamento; indicativamente: due per il nuoto, due per la corsa e una per il ciclismo. Questa esigenza, se da un lato ci garantisce una crescita ottimale in termini di salute, dall’altro chiede una motivazione e una propensione all’ordine mentale e al “sacrificio” non comuni; togliendo, tra l’altro, moltissimo spazio alla vita sociale.
• È uno sport faticoso, talora “doloroso” e non sempre e non per tutti la fatica e il dolore sono i “compagni di viaggio” amati.
• È un’attività individuale in cui la componente della squadra e del gruppo sono relativamente importanti; manca il divertimento legato al gioco e il gusto quotidiano della sfida e della partita tipico degli sport di squadra.
• È uno sport a rischio per quanto riguarda la possibilità di incidenti e infortuni acuti, soprattutto legati alla pratica della bici.
• È uno sport in cui le gare sono relativamente poche e spesso caratterizzate da una logistica complessa. Diventa, quindi, più difficile vivere con continuità il confronto agonistico, elemento fondamentale per aumentare gratificazione e autostima e mantenere alta la motivazione del giovane atleta.
• Last but not least, è certamente uno sport costoso. Ecco, ora gli elementi sono tutti sul piatto… A voi la scelta e, naturalmente, speriamo che dal prossimo anno siate anche voi nella nostra piccola-grande tribù!