Medicina
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La Dott.ssa Bianca Lenci risponde alla lettera di un nostro lettore.

Salve, sono un tifoso di triathlon. Oltre a seguire le gare, pratico questo magnifico sport da più di 10 anni o, meglio, praticavo. Uso il tempo passato perché da qualche mese sono fermo per un male alla spalla, un male che mi sveglia la notte e non mi fa allenare come vorrei (soprattutto nel nuoto). Ho visto un ortopedico che mi ha fatto fare una risonanza magnetica, dalla quale è emersa un’infiammazione del tendine sovraspinoso e sottospinoso. Mi è stato consigliato di iniziare la fisioterapia e vedere se il dolore passerà nei prossimi mesi. Se così non fosse, si penserà alla chirurgia o terapia infiltrativa. Speriamo di no! Cosa posso fare? C’è qualche esercizio che posso iniziare da solo? 
Grazie in anticipo, Alessio da Verona

Caro Alessio, la sua è la classica “spalla del nuotatore”, ovvero un’infiammazione della cuffia dei rotatori della quale un forte fattore predisponente sono i ripetuti movimenti del braccio sopra la testa, come accade per esempio nello stile libero. Per “cuffia dei rotatori” si intende un gruppo di cinque tendini che avvolgono la testa dell’omero a formare una vera e propria cuffia. Insieme danno stabilità e movimento alla spalla, facendo in modo che l’omero si muova in modo coordinato rispetto alla scapola evitando così dolorosi attriti.

  • Cosa fare?

È purtroppo impossibile individuare esercizi che vadano bene per tutti, quindi, senza prima una valutazione, non posso consigliare alcun esercizio nello specifico. Come le ha detto il suo medico, in questi casi è bene vedere un fisioterapista per stabilire le cause dell’infiammazione (se, per esempio, il problema origina da una scorretta postura della colonna vertebrale, da un disequilibrio o debolezza muscolare ecc.) e, in base a quelle, stilare il programma riabilitativo. Il primo obiettivo uguale per tutti, però, c’è: eliminare il dolore ed eventuali rigidità della capsula che è l’involucro dell’articolazione. Dopodiché si può passare alla fase successiva di educazione a una corretta postura (spesso alterata, specie se il dolore è importante), di rinforzo dei muscoli deboli e stretching dei muscoli iperattivi.

  • Prevenzione

Per riprendere gli allenamenti a nuoto è importante che la spalla sia pain free, senza dolore, e che il controllo muscolare sia ottimo. Solitamente per raggiungere questi standard ed evitare ricadute ci vuole una riabilitazione intensa per 6-8 settimane. È importante nel primo periodo riabilitativo adottare, inoltre, strategie alternative per evitare di sovraccaricare e, quindi, infiammare di nuovo strutture in fase di recupero. Alcuni esempi sono: se in casa o in ufficio alcuni oggetti utili sono su un ripiano alto, spostarli su un ripiano basso, evitare di trasportare pesi importanti o, almeno, dividere il peso su entrambe le braccia ed evitare tutti i movimenti del braccio al di sopra della testa, come ad esempio accade nel tennis o basket. Per qualsiasi dubbio, non esitare a contattarmi e in bocca al lupo!

 (Tratto da Triathlete n. 216)