Distosione di caviglia: meglio non correre troppo. La guarigione, infatti, richiede un certo tempo e bruciare le tappe significherebbe non tornare perfettamente in forma. Molto dipende anche dal grado di gravità della distorsione: indicazioni sul trattamento e su come evitare le recidive concludono l’articolo della nostra fisioterapista Bianca Lenci.

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Non può mancare la fisioterapia dalla nostra rivista di triathlon e questo mese la dottoressa Bianca Lenci tratta della Sindrome della bandelletta ileo-tibiale, in quanto la corsa e la bici predispongono a questo infortunio, dunque è bene che il triatleta conosca il problema. Si parte da cenni di anatomia, per proseguire con sintomi, cause e concludere col trattamento.

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Regole per guarire bene e tornare attivi come e più di prima per affrontare al meglio il triathlon dopo un infortunio. In che modo? Tutto da leggere l’interessante articolo del dottor Luca De Ponti e l’accento che pone sull’importanza di comprendere le cause dell’infortunio e sapere come muoversi.

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Molteplici sono le cause, nelle forme acute, la più frequente è un’infezione batterica o virale, ma anche l’ingestione di cibi avariati, allergie alimentari e condizioni di eccessivo stress. Come pure potrebbe essere l’effetto collaterale di qualche farmaco assunto. Le forme più comuni sono in genere di breve durata e una dieta adeguata aiuta sicuramente a risolvere questo fastidioso sintomo.

Prima regola

Attenzione ai liquidi: il pericolo più temuto conseguente alla diarrea acuta, specie quando interessa bambini piccoli e anziani, è quello della disidratazione. La perdita eccessiva di liquidi che segue episodi persistenti di diarrea (oltre i tre o quattro giorni) può causare disturbi anche gravi. Quindi, bere abbondantemente. Vanno, però, evitate le bevande alcoliche, a loro volta disidratanti, e quelle contenenti caffeina (come caffè, tè, bibite a base di cola) perché sono irritanti per l’intestino, peggiorando la situazione. In generale è meglio lasciar perdere anche le bevande gasate e bere acqua oligominerale naturale, magari con l’aggiunta di un po’ di zucchero e succo di limone. Ulteriore accorgimento: bere frequentemente e a piccoli sorsi lasciando alla mucosa intestinale il tempo di assorbirli. Un bicchierone d’acqua tutto d’un fiato finisce con il dilatare le pareti dell’intestino, che reagisce espellendo ciò che non riesce ad assorbire.

Gli alimenti sì e quelli no

Per fortuna i cibi che si possono mangiare senza problemi sono molti. Eccoli: pane bianco tostato, pane bianco senza mollica, fette biscottate, pasta da farina bianca 00, riso, semolino, carni magre (manzo, pollame, vitello ecc.), pesce lesso o ai ferri, formaggi freschi, non fermentati (crescenza, mozzarella, robiola), uova in camicia o sode, bresaola, prosciutto sgrassato (cotto o crudo), carote, lattuga, patate, spinaci (meglio verdure cotte), albicocche, ananas, banana, limone, mele, pesche, pompelmo. Per quanto riguarda i condimenti, è meglio utilizzare soltanto olio di oliva extravergine aggiunto a crudo e con moderazione. Sono, invece, sconsigliati tutti gli alimenti ricchi di fibre vegetali grezze e di scorie, in quanto accelerano il transito e lo svuotamento intestinale. Dunque è bene evitare: pane integrale, mollica di pane bianco. alimenti a base di farine integrali, ortaggi e verdure crudi (broccoli, carciofi, cavoli, ceci, cime di rapa, cipolla, fagioli, fave, lenticchie, piselli, ravanelli, sedano). Per motivi diversi, anche i cibi troppo grassi o troppo fermentati, le fritture, le creme, gli aromi troppo irritanti sono da evitare: formaggi fermentati, salumi piccanti e insaccati, lardo, pancetta, strutto, uova fritte e fritture in genere, cibi a base di salse piccanti, mostarda, senape, spezie, avocado, cachi, cocco, datteri, fragole, fichi, frutta secca, lamponi, mandorle, more, nocciole, noci, pinoli, pere, prugne, ribes, uva e dolciumi troppo elaborati a base di creme e cioccolato.

 

Photo Credit: International Triathlon Union / Janos Schmidt :: 2016 ITU World Triathlon Hamburg