Running e crescita, questo il titolo dell’articolo del dottor Luca De Ponti, che tratta della corsa definendola un gesto naturale dell’uomo e propedeutica a uno sviluppo armonico del corpo, di muscoli e ossa

Spesso si riscontrano problematiche che interessano un solo lato del corpo; a chi non è mai capitato di vedere, gareggiando, atleti pendere da una parte?

Luca De Ponti consiglia di non fare mai autodiagnosi, di non correre sopra al dolore, di non seguire cure di moda, o consigli dell’amico.

Di seguito le 10 cose da non fare nel caso di infortuni:

Antibiotici, assumerli solo se necessario e dopo aver esperito altre vie; come ripristinare l’equilibrio post cura

Quando la forma atletica migliora, due condizioni possono mettere a rischio la salute del triatleta: una voglia di eccedere nelle quantità dell’allenamento e una naturale tendenza a godere dello stato di grazia prestativo. Questi fattori possono contribuire a un sovraccarico funzionale spesso foriero di guai muscolo- tendinei. Nel bagaglio di un atleta evoluto devono esserci anche caratteristiche di sensibilità soggettiva che lo portano a decidere quando continuare l’allenamento o quando prendersi due giorni di riposo.

Luca De Ponti consiglia di non fare mai autodiagnosi, di non correre sopra al dolore, di non seguire cure di moda, o consigli dell’amico

Distorsione. E vedi le stelle. Cosa fare per guarire in fretta? Alla lettera di Chiara da Salerno risponde la dottoressa Bianca Maria Lenci, nostra fisioterapista

Propriocezione, mai dimenticarsene: troppo spesso la rieducazione funzionale di articolazioni lese ricerca solo il recupero della mobilità articolare e del tono muscolare senza dare il giusto peso alla propriocezione

Luca De Ponti elenca le dieci cause più frequenti di infortunio muscolare e per ognuna di queste spiega perché succede e, soprattutto, cosa fare per evitarle; dunque, cosa per prevenirli e cosa per cercare di guarire

Anche se il grande freddo non è ancora arrivato, sono alle porte e scalpitano i virus dell’influenza

Cefalea: prevenirla e combatterla in modo naturale, questa è la raccomandazione di Luca Speciani

Come non perdere tempo e seguire un corretto protocollo di recupero con un piano personalizzato col proprio fisioterapista dopo l’intervento chirurgico.

Tutto quello che volete sapere sulle onde d’urto: cosa sono, quando servono, come si somministrano e, soprattutto, sono dolorose? Queste tutte le domande che una nostra lettrice pone alla fisioterapista Bianca Lenci. A pag. 52 e 53 le sue risposte.

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Mangiar sano, variato e abbondante è una splendida regola per restare in salute ma, per perdere qualche chiletto di troppo accumulato durante l’estate, ci viene incontro l’irisina, molecola di segnale di recente scoperta. Per dimagrire allenandoci non basteranno i lavori lenti e prolungati, ci vorrà anche un po’ di intensità, che “collabora” perfettamente con l’irisina. 

Per dimagrire, attività aerobica o anaerobica? La risposta ce la fornisce Luca Speciani, concludendo che la risposta corretta sta nel giusto mix dei due tipi di attività, in quanto il lavoro aerobico ha un effetto dimagrante graduale, mentre quello anaerobico dà un'accelerata di "intensità" al nostro motore impigrito.

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Distosione di caviglia: meglio non correre troppo. La guarigione, infatti, richiede un certo tempo e bruciare le tappe significherebbe non tornare perfettamente in forma. Molto dipende anche dal grado di gravità della distorsione: indicazioni sul trattamento e su come evitare le recidive concludono l’articolo della nostra fisioterapista Bianca Lenci.

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Leggi anche: Distorsione, che dolore!

Non può mancare la fisioterapia dalla nostra rivista di triathlon e questo mese la dottoressa Bianca Lenci tratta della Sindrome della bandelletta ileo-tibiale, in quanto la corsa e la bici predispongono a questo infortunio, dunque è bene che il triatleta conosca il problema. Si parte da cenni di anatomia, per proseguire con sintomi, cause e concludere col trattamento.

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Regole per guarire bene e tornare attivi come e più di prima per affrontare al meglio il triathlon dopo un infortunio. In che modo? Tutto da leggere l’interessante articolo del dottor Luca De Ponti e l’accento che pone sull’importanza di comprendere le cause dell’infortunio e sapere come muoversi.

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Molteplici sono le cause, nelle forme acute, la più frequente è un’infezione batterica o virale, ma anche l’ingestione di cibi avariati, allergie alimentari e condizioni di eccessivo stress. Come pure potrebbe essere l’effetto collaterale di qualche farmaco assunto. Le forme più comuni sono in genere di breve durata e una dieta adeguata aiuta sicuramente a risolvere questo fastidioso sintomo.

L’infiammazione generale dell’organismo può ridurre la densità ossea con conseguenti infortuni. Che fare?
Bisogna riportare il giusto equilibrio nel nostro organismo, cambiando il nostro stile di vita o le nostre cattive abitudini di una alimentazione molto "occidentalizzata". Il dottor Speciani, che ha recentemente trattato questo argomento sull'ultimo libro scritto con Lyda Bottino (Food sensitivity), ci spiega come.

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Col superallenamento nel triathlon ecco che si hanno sintomi di stanchezza, di depressione e di forte calo del sistema immunitario con rischio infezioni. E occorre domandarsi perché i medici insistano a prescrivere antibiotici anche quando il loro utilizzo sia quanto meno discutibile. La vera guarigione da una patologia virale, batterica o fungina passa solo dal nostro sistema immunitario.

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Triathlon sempre più in salute, merito anche dell'Italia, nuovamente presente nell'ITU Medical and Doping Committee. Nel recente Congresso ITU di Madrid che ha rieletto Marisol Casado alla guida dell'ITU sino alle prossime Olimpiadi di Tokyo,  Sergio Migliorini è stato riconfermato nel Comitato Medico e Antidoping di cui è il chair dal 2009, membro dal 1992, nonchè delegato ITU alle Olimpiadi di Londra e Rio. 
"Mai come in questi ultimi due quadrienni", conferma Migliorini, "c'è stato un lavoro costante di miglioramento delle regole dell'ITU Competition Rules allo scopo di ottenere gare sicure, a tutela della salute degli atleti e dello stesso movimento."
Introdotte e affinate le norme per la qualità dell'acqua: oggi l’ITU Water Quality statement regola il nuoto in acque libere, e per i Giochi Olimpici di Rio è stato suggerito a tutte le Federazioni attinenti. Un lavoro iniziato per Londra, con il miglioramento delle acque del lago di Hyde Park, poi continuato con il monitoraggio per Rio, con il risultato di una rassicurazione circa le condizioni - eccellenti - della qualità delle acque a Copacabana. Oggi il dipartimento sportivo dell'ITU e quello medico controllano i valori batteriologici delle acque di tutte le principali gare in calendario, e tante sono state annullate. 
La collaborazione con il CIO, la ITU e la FINA ha portato in questi anni a definire i limiti massimi - 32° - e minimi consentiti - 12° - per la temperatura dell’acqua. A febbraio 2017 Migliorini parteciperà al nuovo Congresso ITU a Budapest, dedicato agli Organizzatori delle gare, e darà il suo contributo sul rapporto tra condizioni climatiche e sicurezza. 
Indicazioni e aggiornamenti continui sul sito medico ITU trattano l'argomento delle acque, ma anche quello dell'antidoping: in collaborazione con Leslie Buchanan viene giornalmente monitorata l’attività antidoping in gara e fuori gara seguendo le direttive della WADA, la valutazione delle TUE e gli aggiornamenti internazionali.

 

L'anticipazione è di Sergio Migliorini, riconfermato per la sua posizione nell'ITU MEDICAL AND ANTIDOPING COMMITTEE - di cui è il chair dal 2009; dal 1992 presente nel comitato medico - nel recente Congresso dello scorso weekend a Madrid: l'ITU ha introdotto le PPE Rules (pre participation examination) che consistono nell’obbligo per gli Junior del Triathlon che gareggiano nelle gare ITU di effettuare dal prossimo 2017 la visita medica, compilare un questionario anamnestico annualmente e sottoporsi a un ECG basale ogni due anni. Dal 2018 sarà obbligatorio anche per gli U23, gli Elite e i paratriatleti. "Per noi italiani", sottolinea Migliorini, "non è una novità, ma lo è per i paesi anglosassoni, dove la prevenzione cardiologica non è sempre all’ordine del giorno." Il nuovo protocollo trae ispirazione da un lavoro lungo e costante da parte dell'ITU, determinata più che mai nei due ultimi quadrienni a promuovere attraverso molte novità un miglioramento di tutte le regole dell'ITU Competition Rules, tutelando nel contempo la salute degli atleti.

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Siamo idonei allo sport? Ce lo dice il medico quando ritiene di poterci rilasciare un certificato medico agonistico. Scopriamone i segreti con la Dott.ssa Laura Pederzoli, cardiologa e anche Ironman, di quelli a cui il cuore ha battuto già molto forte, per l'emozione: nel suo curriculum di Triathlon già una presenza a Kona e tante soddisfazioni lungo il cammino. Pioniere in tal senso, ci racconta che il nostro paese ha decretato obbligatoria la visita di idoneità sportiva dal 1982, abbracciando ormai una popolazione che va dai 7 ai 70 anni, complici anche il Triathlon e gli sport di fondo, scelti dalle fasce più mature. Il nostro corpo si evolve nel tempo, anche a seguito delle discipline che pratichiamo, e diventa precauzionale ma anche solo interessante tenerlo monitorato almeno una volta all'anno attraverso una visita medica. Nè mera burocrazia all'abilitazione nè spauracchio che ci possa precludere l'amato Triathlon: la visita per il certificato medico sportivo vuole solo rendere possibile la diagnosi precoce di patologie, anche non correlate allo sport, ed eventuali fattori di rischio, per diventare un punto di partenza e di dialogo per la medicina della prevenzione, la terapia, la riabilitazione, anche solo per migliorare la performance. Fondamentale dunque, nell'ambito di una valutazione generale antropometrica, quella del profilo cardiologico, della pressione arteriosa sotto sforzo e dell'efficienza dell'apparato respiratorio. Previsti quindi i seguenti esami: spirometria, ECG basale e dopo lo sforzo, con calcolo dell'I.R.I. (indice di recupero), esame delle urine e controllo della capacità visiva, con la possibilità di richiedere ulteriori accertamenti - ecocolordoppler cardiaco, holter cardiaco 24h, monitoraggio pressorio 24h, esame completo sangue e urine - per dirimere eventuali dubbi in caso di concomitanti fattori di rischio cardiovascolare. In presenza di anomalie il protocollo prevede l'indirizzamento del soggetto dallo specialista più adatto. Il tutto nell'ottica della massima sicurezza possibile entro cui praticare il Triathlon e lo sport in salute.

Usura del tempo: che fare?

La fisioterapista Bianca Lenci risponde alla lettera del mese: non intimorirsi di fronte a una diagnosi di frattura da stress; gravità e i tempi di guarigione sono minori di quanto si possa pensare non avendo interruzioni complete dell’osso come sarebbe da frattura “normale”. Cause, trattamento e consigli. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.