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Un entusiasta benvenuto alla nostra nuova collaboratrice: dal numero di aprile, Elisabetta Curridori mette a disposizione di tutti la sua esperienza nel mondo delle ruote grasse. E non solo

Il "trio delle meraviglie" può dirsi formato: all'esperienza di Giulio Molinari nella sua rubrica Il Mola si è recentemente aggiunta quella di Daniel Fontana, che d'ora in poi firmerà, insieme a Fabio d'Annunzio, uno dei due editoriali della nostra rivista, dal titolo Aloha. E poi c'è lei: una campionessa delle ruote grasse, ma non solo. Avete domande tecniche o semplici curiosità per Elisabetta Curridori? Potete porgergliele inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.: Elisabetta vi risponderà per iscritto nella sua nuova rubrica, uno spazio del nostro magazine tutto dedicato a lei.

Esordisce così a pag. 22 del numero di aprile in edicola: "Quando vidi arrivare al traguardo quegli atleti stanchi, sudati, sporchi di terra - qualcuno anche con le ginocchia sbucciate e insanguinate -, con ammirazione e forse un pizzico di gelosia decisi che anch’io mi sarei dedicata al triathlon cross. Era il 2004, l’XTERRA Italy la sfida prescelta: una gara che, grazie all’impegno dell’amico Mimmo Trudu, quell’anno si correva a casa, a Villacidro (Sardegna). Quella competizione fu molto importante: non soltanto mi ha introdotta al mondo del triathlon, ma fu anche il primo XTERRA in assoluto organizzato in Italia. Dal 2004 a oggi sono cambiate tantissime cose e il cross triathlon si è arricchito di eventi capaci di incontrare le preferenze di atleti di ogni livello. Non solo le gare sulla classica distanza olimpica, quegli XTERRA che mi hanno rapita e affascinata quando avevo solo 13 anni: gare lunghe e dure, considerato che i 40 km di ciclismo si affrontano in mountain bike e spesso con un importante dislivello. Ma anche gare più veloci e tecniche con la spettacolare formula dello short-track e - perché no - il cross triathlon/duathlon di lunghissima distanza per gli atleti più resistenti. Tante cose sono cambiate anche nella mia carriera sportiva; ciò che non è mutato è l’amore per questa disciplina, quel senso di libertà e connessione con la natura che soltanto l’off-road sa regalarti. Per questo motivo, nonostante abbia scelto di dedicarmi principalmente al triathlon di lunga distanza su strada, svolgo regolarmente alcuni allenamenti in montagna, sia in mountain bike sia di corsa. Parlare di cross triathlon sulle pagine di Triathlete mi entusiasma e rievoca bellissimi ricordi, non posso che ringraziare per questa stimolante collaborazione. Di cosa parleremo? Di cross triathlon, ovviamente. Ma non solo. Raccoglierò le vostre domande e curiosità e vi risponderò all’interno di questa rubrica, mettendo a disposizione di tutti voi le mie conoscenze ed esperienze maturate nel corso degli anni in cui ho praticato il cross a livello nazionale e internazionale. Condividerò con voi sia quelli che sono stati i momenti positivi sia - inevitabilmente - quelli negativi, nonché le paure e il modo in cui ho affrontati entrambi. Ovviamente – non preoccupatevi – non mancheranno i consigli tecnici per gli atleti che intendono approcciarsi al triathlon off-road, sia in termini di allenamento sia di equipaggiamento. Scrivetemi, dunque, le vostre domande e curiosità via email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o via messaggio attraverso i canali social di Triathlete e sulle mie pagine ufficiali Facebook e Instagram. Non mi resta che darvi appuntamento al prossimo numero e augurarvi una buona lettura".